domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:35
7 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:22

Ex Fcu nelle mani di Rfi, sindacati sul piede di guerra: «Subito confronto o a settembre scioperiamo»

Le sigle unitariamente protestano contro il mancato coinvolgimento e chiedono il pieno rispetto dei diritti acquisiti

Ex Fcu nelle mani di Rfi, sindacati sul piede di guerra: «Subito confronto o a settembre scioperiamo»
Un treno Fcu

di D.B.

Il passaggio della ex Fcu nelle mani di Rfi va di traverso ai sindacati che chiedono la convocazione urgente di un tavolo per discutere della vicenda, senza il quale alla ripresa dell’anno scolastico sarà sciopero. In primis le sigle sindacali (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, UGL-Autoferrotranvieri e Orsa) lamentano in una nota congiunta il mancato coinvolgimento lungo il percorso che ha portato al passaggio di mano che riguarda la gestione e non la proprietà dell’infrastruttura: «Al di là dei pochi incontri – scrivono – che hanno visto l’assessore regionale fornire alcune sommarie informazioni circa le ipotesi in campo, e delle informazioni che circolano saltuariamente in merito, sia sotto forma di notizie che compaiono sugli organi di informazione, sia a fronte delle dichiarazioni rilasciate a spot da qualche addetto ai lavori, le organizzazioni sindacali contestano il fatto che, a oggi, ancora non si è aperto un vero tavolo di confronto tra loro, la Regione, Rfi e l’azienda, finalizzato a stabilire il numero di lavoratori coinvolti (ancora incerto), ai tempi e alle modalità dell’eventuale passaggio presso la stessa Rfi che, si precisa, dovranno essere le più garantiste possibili rispetto ai diritti acquisiti».

Raffreddamento Oltre a ciò «permangono tutti i dubbi circa il futuro di Umbria Tpl e Mobilità Spa e dei dipendenti destinati a rimanere all’interno della stessa, in quanto l’azienda, nel momento in cui dovesse cedere la gestione della linea ferroviaria, vedrebbe significativamente ridotta la sua funzione e la sua strategicità; cosa che, al contrario, non accadrebbe qualora si desse seguito al progetto di realizzazione dell’Agenzia regionale del trasporto pubblico». I sindacati ricordano anche le difficoltà gestionali legate alla carenza di personale e i problemi relativi alla produttività aziendale che, nel complesso, «hanno determinato la necessità di avviare le procedure di raffreddamento, ancora in corso, propedeutiche alla mobilitazione del personale». Secondo quanto spiegato recentemente dall’assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella, il trasferimento dovrebbe partire da gennaio e il protocollo avrà durata quinquennale.

Soldi e investimenti Il protocollo prevede, nella prima fase della concessione, l’impegno da parte del ministero delle Infastrutture di attingere ai fondi sviluppo e coesione risorse per intervenire nella infrastruttura, così da realizzare opere di manutenzione ordinaria e straordinaria utili, a iniziare dalla tratta, attualmente chiusa, Umbertide-Città di Castello. Poi, dopo il 2022, l’infrastruttura passerà nelle mani dello Stato entrando così definitivamente nella rete nazionale: a quel punto, dopo una serie di interventi, sulla ormai ex Fcu potrebbero viaggiare anche i convogli di Trenitalia. Lo stato dei 157 chilometri di binari sui quali attualmente corrono i vagoni Fcu non sono certo dei migliori, -tanto che vengono stimati (ma sulle cifre al momento non c’è ufficialità) investimenti attraverso risorse statali pari a 150 milioni di euro circa: 50 per la manutenzione straordinaria nella prima fase, fino al 2022, e il resto per l’adeguamento agli standard nazionali. Soldi, al momento, tutti da trovare.

Twitter @DanieleBovi

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