mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 03:04

Studenti umbri a scuola di comunicazione europea, competizione tra 30 video-storie per premiare la migliore

Luca Garosi, coordinatore del progetto Giovani giornalisti per l’Europa: «Un percorso formativo con risultati straordinari»

Il professor Garosi con alcuni studenti

di Filippo Andrea Rossi

«Il progetto era ambizioso, ma ce l’abbiamo fatta a portarlo a termine». È soddisfatto Luca Garosi, giornalista e docente universitario. Dallo scorso novembre a oggi ha coordinato il progetto “Giovani giornalisti per l’Europa”, che è stato realizzato dalla Regione Umbria con la collaborazione del Centro di Giornalismo, grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo. «I numeri – spiega Garosi – fanno capire molto di questo percorso formativo: hanno partecipato 118 ragazzi con età compresa tra i 17 e i 19 anni; sono state coinvolte 6 scuole umbre; in ogni istituto sono state svolte 40 ore di lezione teorico-pratica da 5 professionisti (3 giornalisti, 1 esperto di dizione e 1 montatore video); alla fine della formazione ogni classe ha prodotto 5 video che raccontano, in modo giornalistico, come l’Unione europea è vicino ai cittadini ogni giorno».

Gli studenti, infatti, hanno incontrato funzionari e dirigenti della Regione Umbria che hanno illustrato loro come il Fondo Sociale Europeo aiuta le persone e poi hanno ricercato sul territorio storie da raccontare. I video sono stati girati esclusivamente dai ragazzi con i loro cellulari (una parte del corso di formazione prevedeva anche tecniche di ripresa con gli smartphone) e sono stati montati da loro anche se con l’aiuto e la supervisione di un tecnico specializzato.

«Le 30 video-storie che sono state prodotte – dice ancora il coordinatore del progetto – raccontano il territorio con tutte le sue difficoltà, ma anche con tutte le opportunità che l’FSE offre ai cittadini umbri. Siamo partiti dal concetto di “fonte” della notizia e i ragazzi sono stati stimolati ad andare alla ricerca della fonte più vicina a loro, a guardare la realtà che li circonda con occhi diversi. Il risultato per me è straordinario: sono cresciuti molto in questi mesi e hanno acquisito conoscenze che difficilmente ragazzi di quell’età hanno».

Le scuole che hanno partecipato al progetto sono sparse in tutto il territorio regionale, in questo modo – attraverso gli studenti – è stato possibile raccontare le diverse zone della Regione. Si parte dai confini con la Toscana senese (con il Liceo Calvino di Città della Pieve) per poi fermarsi a Perugia (dove hanno partecipato il Liceo Pieralli e l’Itts Volta); si risale verso nord, stavolta verso la provincia di Arezzo (precisamente al Campus Da Vinci di Umbertide); si scende verso Foligno (qui ha partecipato l’IteScarpellini) e per chiudere a Terni (con il liceo Angeloni). Luca Garosi ci tiene a ringraziare i tutor interni a ogni scuola: «È stato fondamentale il ruolo dei professori che hanno seguito i loro ragazzi durante tutto il percorso. Non solo in classe, ma anche – soprattutto – quando li hanno accompagnati e guidati durante gli incontri fuori dalla scuola, spesso aiutando gli studenti a contattare le persone da intervistare. Senza il loro aiuto le nozioni date da noi docenti esterni sarebbero state parzialmente utili».

I 30 video sono online sul canale YouTube dell’FSE Regione Umbria, possono essere guardati ma soprattutto votati da chiunque. Infatti, il progetto – dopo la fase di realizzazione – prevede anche una competizione tra i video e una premiazione che si terrà tra settembre e ottobre. Tra i premi che verranno assegnati in quell’occasione c’è anche quello dato dal pubblico: vincerà il video più votato su YouTube.
«Per me – dice Garosi – hanno vinto tutti. Hanno vinto quando hanno incontrato gli assessori e i Sindaci dei loro Comuni per intervistarli su progetti di inclusione sociale; hanno vinto quando hanno parlato con operatori di cooperative che aiutano le persone a inserirsi o a re-inserirsi nel mondo del lavoro; hanno vinto quando hanno capito che alcuni centri di aggregazione sono utili a figli e genitori. Hanno vinto quando hanno capito che l’Europa poi non è così lontana, ma vicino alle persone ogni giorno».

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