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sabato 27 novembre - Aggiornato alle 00:15

Pnrr a Perugia, Giottoli: «Metodo di lavoro nuovo, nostri progetti creeranno sviluppo»

L’intervista all’assessore del Comune sulla bozza progettuale del Recovery Plan per il Perugino e i Comuni del Trasimeno

Gabriele Giottol

di Anna Fornaciari

Nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19, l’Italia ha elaborato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il documento che indica le prossime riforme ed investimenti pubblici, per circa 300 miliardi di euro, destinati a generare la ripresa economica ed occupazionale in chiave sostenibile nel post pandemia. Anche gli enti locali umbri hanno avanzato le loro proposte attraverso la Regione Umbria, che coordinerà sul territorio le 6 linee guida del Pnrr: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Abbiamo intervistato l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Perugia Gabriele Giottoli, al fine di comprendere meglio gli obiettivi e le aspettative riposte nella proposta progettuale recentemente presentata dal capoluogo insieme ad alcuni comuni del Trasimeno.

Il 26 marzo scorso in conferenza stampa avete spiegato che uno degli obiettivi del documento Progetti e interventi strategici del Perugino, del Trasimeno e dell’Università degli studi di Perugia a valere sui fondi del Next-Generation EU-Recovery Plan fosse quello di poter aver un feedback da parte dei cittadini. C’è stato? Se si, quale è stato?
«Effettivamente c’è stato un buon riscontro e abbiamo accolto i vari suggerimenti, specie quelli relativi all’implementazione o a richieste di altri Enti o Comuni di estendere e modificare le nostre proposte».

Secondo lei quante possibilità ci sono che le proposte da voi avanzate vengano fatte proprie dalla Regione e in quale misura?
«La Regione sta valutando e predisponendo il Pnrr umbro in un’ottica di rilancio del territorio in chiave innovativa, di digitalizzazione, trasparenza e nuovi strumenti e modelli di ricerca, creando un modello che poi sarà valutato dal Governo centrale».

Pensa che il Next Generation EU possa compattare il territorio umbro e coinvolgere i comuni più piccoli così da accrescere il senso di comunità?
«Assolutamente sì. Il sindaco Andrea Romizi, facendo riferimento alla bozza progettuale, ha sottolineato che il metodo di lavoro utilizzato è un nuovo modo di collaborare in sinergia fra le varie realtà. Anche il Magnifico Rettore ha sottolineato l’importanza di tale momento di condivisione, definendolo memorabile, se non vado errato, e rimarcando nel proprio intervento lo stretto legame fra l’Università e il suo territorio».

Nella bozza progettuale – scheda °11 per il trasporto sostenibile – si fa riferimento alla creazione di un “Bus Rapid Transit” che vedrà il corridoio Tavernelle-Perugia come primo itinerario di tratta urbana. Secondo lei, che impatto avrà la creazione dell’Hub a Tavernelle? Sarà uno snodo fondamentale per collegare e potenziare la zona del Trasimeno Sud, avvicinando la zona all’alta velocità di Chiusi?
«Sicuramente sarà importante per creare interscambio e avere un unico sistema di trasporto Perugia-Trasimeno, in un’ottica di area metropolitana estesa. Tale linea andrà a creare un vero e proprio hub, uno snodo centrale, del trasporto pubblico per tutte le destinazioni del territorio regionale a sud del lago Trasimeno. Il bus terminal di Tavernelle fornirà molteplici servizi ai viaggiatori, così da garantire un facile e veloce interscambio sulla tratta del Bus Rapid Transit».

Oltre a permettere di avere un maggior accesso all’alta velocità, secondo lei l’Hub creerà un nuovo punto di accesso anche a tutto il territorio umbro? Quali sono le aspettative e che impatto avrà per la città e la provincia?
«L’auspicio è di creare un impatto positivo, in un’ottica di maggiore accessibilità, volta a rafforzare i collegamenti di prossimità e far uscire l’Umbria dal suo “isolamento”. Indubbiamente ci aspettiamo che i progetti vengano realizzati secondo i criteri di sostenibilità che ci siamo posti, al fine di generare un beneficio sì per la comunità, ma anche per l’ambiente e la transizione ecologica».

Insieme ai progetti per i Comuni del Trasimeno e il Comune di Perugia, alla Regione sono state sottoposte un totale di 45 proposte, che la Presidente Donatella Tesei ha dichiarato di voler “cantierare” entro il 2026, con impegno vincolante.

Articolo realizzato nell’ambito del Progetto FISE- Europe Direct Terni – Comune di Terni –Dip. di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, con il cofinanziamento della Commissione Europea

 

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