domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:51
2 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:27

Esame Dna, il giudice di Perugia conferma la sospensione degli avvocati Maori e Donati

Rigettata dal gip l'istanza di revoca presentata dai penalisti al termine dell'interrogatorio di garanzia. Nelle prossime settimane potrebbe essere sentito in incidente probatorio il genetista

Esame Dna, il giudice di Perugia conferma la sospensione degli avvocati Maori e Donati
Tribunale di Perugia (foto F. Troccoli)

di Enzo Beretta

Il giudice Lidia Brutti ha rigettato le istanze di revoca della misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione forense avanzate nei giorni scorsi dagli avvocati Luca Maori e Donatella Donati. I legali, indagati dalla procura di Perugia per falso ideologico, favoreggiamento e trattamento illecito di dati personali in relazione ad un accertamento genetico sul figlio di un assassino, loro assistito, eseguito secondo l’accusa con modalità dubbie, al termine dell’interrogatorio di garanzia svolto mercoledì pomeriggio avevano chiesto la revoca del provvedimento. Dopo aver ricevuto il no del magistrato inquirente il gip ha motivato la decisione di rigetto.

Il ricorso Contro il provvedimento del giudice per le indagini preliminari l’avvocato Maori ha già presentato ricorso. L’istanza è stata depositata alla cancelleria del tribunale del Riesame e nel giro di pochi giorni – ha spiegato il suo legale Francesco Falcinelli – verrà fissata l’udienza: «Tecnicamene si chiama appello, secondo noi non sussiste la condotta tipica del favoreggiamento».

L’incidente probatorio Il gip ha inflitto un’interdizione di quattro mesi ai penalisti umbri che, stando all’attuale situazione, non possono esercitare la loro attività professionale fino ad agosto. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto in via XIV Settembre gli indagati – assistiti dagli avvocati Falcinelli e Marco Monaco del Foro di Roma – hanno parlato di errori di disattenzione, comunque colposi. A breve la procura potrebbe chiedere di sentire in incidente probatorio il genetista che ha eseguito la comparazione tra il Dna dell’assassino e quello di un bambino di sei anni.

©Riproduzione riservata

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