domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:50
28 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:44

Esame del Dna, sospesi avvocati Maori e Donati: «Strategia sleale, comportamento spregiudicato»

Il giudice vieta ai professionisti perugini di esercitare la professione fino ad agosto. 'Hanno favorito un assassino'. Ma i legali si difendono in tribunale. Atti al Consiglio di disciplina

Esame del Dna, sospesi avvocati Maori e Donati: «Strategia sleale, comportamento spregiudicato»
Gli avvocati Maori e Donati

di Enzo Beretta

Falso ideologico, favoreggiamento e illecito trattamento di dati personali sensibili sono le accuse contestate dalla procura di Perugia all’avvocato Luca Maori, difensore di un uomo finito in carcere per aver ucciso la moglie. La procura ha aperto il fascicolo dopo che il Riesame ha confermato la misura cautelare per l’assassino stigmatizzando la condotta del collegio difensivo che aveva presentato un accertamento genetico sul figlio della vittima acquisito con modalità dubbie.

LA RICOSTRUZIONE

Quattro mesi Secondo il gip Lidia Brutti che nei giorni scorsi ha emesso il provvedimento di sospensione dall’esercizio della professione forense nei confronti di Maori e della collega Donatella Donati, per la durata di quattro mesi, gli indagati hanno fornito una prova del Dna illegale. Per il gip si tratta di una strategia difensiva sleale sia dal punto di vista deontologico che penale, tesa ad ostacolare l’accertamento dei fatti nell’inchiesta sull’omicidio. L’Ordine degli avvocati ha già inoltrato la pratica al Consiglio di disciplina.

I comportamenti censurati I dati genetici – secondo la ricostruzione dell’accusa – sono stati ottenuti prima dell’interrogatorio di garanzia dell’assassino e le sue dichiarazioni sarebbero state orientate in ragione di un accertamento scientifico effettuato ma tenuto segreto. Il comportamento dei penalisti viene censurato dal giudice secondo il quale sono stati oltrepassati i limiti dell’attività difensiva. Inoltre l’ipotizzato falso relativo ai verbali sull’accertamento genetico – è ancora l’accusa – sarebbe stato funzionale a favorire il marito assassino. Il trattamento dei dati sensibili del bambino, invece, avrebbe richiesto un provvedimento della magistratura.

La misura interdittiva Il comportamento degli indagati viene ritenuto grave e spregiudicato: la professione di avvocato – per la Brutti – è stata forzata secondo metodi illeciti ritenendo che tutto fosse consentito in nome del diritto di difesa. Il giudice ha emesso la misura cautelare interdittiva per Maori e Donati in relazione al reato di favoreggiamento ma ha riqualificato il falso ideologico in altro reato che non consente l’applicazione della misura cautelare. Soltanto ieri Maori e Donati, assistiti rispettivamente dagli avvocati Francesco Falcinelli e Marco Monaco, sono stati interrogati dal gip: hanno rivendicato la correttezza del loro operato chiedendo la revoca della misura.

©Riproduzione riservata

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