sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 05:12
27 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:15

Eruzione ai Campi Flegrei, tra Umbria e Marche i 27 mila sfollati di Bacoli

Aggiornata pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico: definiti i gemellaggi tra i Comuni napoletani e le Regioni

Eruzione ai Campi Flegrei, tra Umbria e Marche i 27 mila sfollati di Bacoli
Solfatara ai Campi Flegrei

Divisi tra Umbria e Marche gli oltre 27 mila abitanti del comune di Bacoli, uno dei sette da evacuare in caso di di disastro vulcanico ai Campi Flegrei. Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i piani oggetto delle disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza, firmate dal presidente del Consiglio dei ministri lo scorso 24 giugno. Da non confondersi con la possibile eruzione del Vesuvio (che ha un suo specifico piano di emergenza), questa pianificazione riguarda i Campi Flegrei che geologicamente sono una caldera, attualmente in stato di quiescenza.

Zona rossa I sette comuni della provincia di Napoli sono quelli soggetti «ad alta probabilità di invasione di flussi piroclastici» e sono da evacuare in caso di ripresa dell’attività eruttiva. Si tratta dell’intera estensione di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto e di parte del territorio di Giugliano in Campania, Marano di Napoli e alcune municipalità di Napoli.

Gemellaggi Il testo definisce i gemellaggi tra tali Comuni e le Regioni e Province Autonome che accoglierebbero la popolazione evacuata. Nel dettaglio, gli abitanti di Giugliano in Campania in parte a Trento e Bolzano; alcuni di quelli di Marano di Napoli in Liguria; da Pozzuoli in Lombardia e da Bacoli tra Umbria e Marche; da Monte di Procida in Abruzzo e Molise; da Quarto in Toscana; gli abitanti delle 10 municipalità di Napoli divisi tra Sicilia, Sardegna, Veneto, Piemonte e Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Puglia, Basilicata e Calabria, Lazio. Saranno poi i successivi protocolli d’intesa che Regioni e Province Autonome dovranno sottoscrivere con la Regione Campania e le amministrazioni comunali interessate – d’intesa con il Dipartimento della Protezione civile – a rendere effettivamente operativi i gemellaggi, prevedendo specifici piani per il trasferimento e l’accoglienza della popolazione da assistere.

Zona gialla A queste si dovranno aggiungere, entro sei mesi dalla pubblicazione, le indicazioni ai fini della salvaguardia della popolazione nella ‘Zona gialla‘, che comprende i comuni di Villaricca, Calvizzano, Casavatore, Melito di Napoli, Marano di Napoli – a esclusione della parte ricompresa in ‘Zona rossa’ – Mugnano di Napoli e Napoli, anche in questo caso con l’esclusione del quartiere Ponticelli e della parte ricompresa in ‘Zona rossa’. I territori in zona gialla, in caso di eruzione, sono maggiormente esposti a una significativa ricaduta di cenere vulcanica e di materiali piroclastici (stimata in 30 cm di accumulo); di conseguenza, sarà necessaria l’adozione di specifiche misure di salvaguardia per la popolazione presente in questa zona, con strategie operative diversificate e attuabili in maniera dinamica sul territorio al momento dell’emergenza.

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