sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 15:46
11 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:06

Emergenza rifiuti a Roma, Raggi: «Portarli in Umbria». Regione: «Porte chiuse»

Per bruciare la monnezza nell'inceneritore Acea di Terni manca la Via. Cecchini sulla discarica di Orvieto: «Serve patto ma non lo faremo». Muraro: «Umbria non si preoccupi»

Emergenza rifiuti a Roma, Raggi: «Portarli in Umbria». Regione: «Porte chiuse»

di Chiara Fabrizi e Ivano Porfiri

L’emergenza rifiuti di Roma piomba su Terni e Orvieto, ma la Regione chiude le porte. Sono le parole del sindaco Virginia Raggi (M5s) e gli impianti umbri di Acea, socio di maggioranza Comune di Roma, a tenere banco da mercoledì sera, ossia da quando la Raggi ha affermato: «Stante i contratti in essere si chiede priorità di conferimento rispetto a terzi che già conferiscono verso impianti Acea esistenti (San Vittore e Aprilia; Orvieto e Terni)». Immediate le reazioni, specie nel Ternano, contro l’ipotesi di veder arrivare la quantità monstre di rifiuti da Roma. Anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini, mette le mani avanti con un post su Facebook. «Ma che siamo su scherzi a parte? Attendo dichiarazioni dei 5 stelle umbri in merito ad Orvieto e Terni… ovviamente spero che la notizia sia infondata altrimenti mi trovano, questa volta, ai posti di combattimento».

Muraro risponde La presidente dell’Umbria Catiuscia Marini «non deve preoccuparsi» dell’ipotesi che i rifiuti di Roma finiscano ad Orvieto, così ha detto l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale Paola Muraro uscendo dall’incontro in Regione Lazio con il suo omologo Mauro Buschini. Poi aggiunge su Facebook: «Utilizzo impianti solo nel rispetto delle autorizzazioni vigenti: dai vecchi partiti i soliti attacchi strumentali. Non esiste nessun caso Umbria e la presidente della Regione non si deve preoccupare. Il conferimento dei rifiuti negli impianti Acea nel Lazio, già avviene da molti anni nel silenzio generale (che ha fatto finora la vecchia politica?), non è nelle intenzioni del Comune di Roma intervenire su nuovi ampliamenti o modifiche autorizzative degli impianti Acea. Gli impianti citati fanno parte dell’impiantistica di Acea di proprietà per il 51% del Comune di Roma. L’utilizzo dei suddetti impianti potrà avvenire solo nel rispetto delle autorizzazioni vigenti e i rifiuti verranno conferiti tenendo conto del principio di prossimità. Terni è già una città martoriata dall’inquinamento: ricordiamo che ha il triste primato di essere la prima città in Italia per nichel e cromo dispersi in atmosfera e nei suoli. Quelle di oggi sono solo polemiche costruite ad arte e i sindaci Pd e Fi che oggi pretestuosamente hanno alzato il classico polverone agostano possono dormire sonni tranquilli. Il M5S non solo a Roma ma in tutta Italia vuole andare verso Rifiuti zero e sta lavorando per questo con impegno».

Inceneritore di Terni Sulla possibilità di veder arrivare rifiuti da Roma a Terni, ossia all’inceneritore di Acea va detto che l’impianto lo scorso 28 luglio in sede di conferenza dei servizi ha ottenuto l’Aia (autorizzazione integrata ambientale) che ammette in sostanza le modifiche tecnologiche all’impianto necessarie, e qui sta il punto, a bruciare 30 mila tonnellate annue di rifiuti speciali, tra cui rientra soprattutto la parte secca di rifiuto indifferenziato, ossia ciò che resta dopo i trattamenti. In questo senso l’Aia, però, non è sufficiente, necessitando in via combinata della Via (valutazione di impatto ambientale), ossia di una previsione sugli effetti che l’incenerimento della monnezza avrebbe su aria, sottosuolo e acque che se considerati troppo massicci stoppano tutta la procedura, come invoca anche il consiglio comunale, viste le criticità ambientali di Terni. La procedura in questione è ancora da istruire in sede di conferenza dei servizi che non risulta ancora neppure insediata, anche se è verosimile che lo sarà a settembre. Per il momento, quindi, i rifiuti di Roma non potrebbero dirigersi verso l’inceneritore Acea di Terni, che non dispone delle autorizzazioni necessarie e attualmente può solo bruciare pulper. Ben diverso il problema, invece, nel caso in cui la conferenza dei servizi composta tra gli altri da enti locali, Asl e Arpa dovesse autorizzare la Via.

Discarica e impianti di Orvieto Sugli effetti dell’emergenza rifiuti di Roma su Orvieto, dove il Comune nel 2008 ha venduto la discarica ad Acea che nell’area ha anche costruito degli impianti di trattamento, a chiudere le porte è l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini: «Il sindaco di Roma forse non è al corrente del fatto che i rifiuti urbani destinati a operazioni di smaltimento, devono essere smaltiti nella regione in cui vengono prodotti e che inoltre, per utilizzare gli impianti, non basta esserne proprietari, ma è necessaria una condivisione con le istituzioni locali e la comunità». E poi: «Occorre precisare – afferma l’assessore Cecchini – che i rifiuti provenienti da altre regioni possono essere conferiti in discariche fuori dal territorio di provenienza solo con il raggiungimento di un’intesa tra le Regioni interessate. Pertanto, per utilizzare l’impianto di Orvieto, occorrerebbe un’intesa tra la Regione Umbria e la Regione Lazio. In ogni caso, l’Umbria, sin da ora, dichiara la completa indisponibilità ad accogliere i rifiuti di Roma, visto che il nostro obiettivo è garantire la durata più lunga possibile alle discariche dell’Umbria che dovranno lavorare esclusivamente al servizio della nostra comunità che sta accelerando sui livelli di differenziata attraverso la raccolta porta a porta».

M5s di Orvieto Opposta la reazione del M5s di Orvieto alle parole del sindaco Raggi. Il capogruppo Lucia Vergaglia: «Non abbiamo il controllo della vicenda perché i terzi su cui Raggi chiede la priorità siamo proprio noi, per questo – scrive la consigliera – è fondamentale agire d’urgenza. Depositeremo in consiglio comunale una mozione-risoluzione da discutere prioritariamente per cambiare in agricole la destinazione d’uso delle aree del terzo calanco, prima che siano trasformate in una nuova discarica». Sul fronte politico, Vergaglia annuncia: «Al congresso nazionale del M5s del 24 settembre incontreremo la Raggi e con lei discuteremo dell’accelerazione verso il ciclo rifiuti zero per superare la questione discariche di Roma, ma è nostra intenzione trovare con il sindaco di Roma alternative consone durante un confronto pubblico. Il terzo obiettivo sarà chiedere attraverso il consiglio comunale di Orvieto la disponibilità dei locali dell’ex Mabro della Regione Umbria per progettare un complesso destinato al recupero e al riuso, un vero e proprio distretto di economia circolare atto ad assorbire e trasformare in risorsa i rifiuti non indifferenziati».

«Su Acea a Roma nessuna discontinuità» Sul caso non tarda neanche il comitato No inceneritore: «Per a prima volta in modo chiaro, si fa riferimento all’inceneritore di Terni come destinatario di rifuti urbani della capitale, insieme ad altri impianti del Lazio e alla discarica di Orvieto. Finalmente quindi sappiamo da dove verranno i rifiuti urbani da bruciare nell’inceneritore, quelle 30 mila tonnellate di rifiuti speciali (cioè rifiuti urbani post trattamento) che Acea nel 2014 ha chiesto di bruciare con istanza alla Provincia di Terni. Ma magari aumenteranno col tempo, chi lo può sapere?». Poi la valutazione politica: «Si sta materializzando – scrivono dal comitato No Inceneritori  – in modo netto e lineare ed in continuità con le precedenti giunte romane, quel piano industriale di Acea che punta a far diventare la municipalizzata entro il 2018 il terzo operatore a livello nazionale per volume di rifiuti trattati. Nessuna controtendenza, nessuna discontinuità rispetto alle volontà della municipalizzata romana. Municipalizzata che seppure vede il comune di Roma proprietario ancora del 51%, è in realtà lo strumento in mano al potentissimo Gruppo Caltagirone che ancora ne detiene il 16% e ai francesi di Suez che ne posseggono il 13%».

Mobilitazione Infine il futuro che fin da ora appare segnato da una nuova stagione di mobilitazione, che a Terni più che altrove, il comitato No Inceneritori ha già dimostrato ampiamente di sapere attivare massicciamente: «In questi mesi – tiene il punto Neri, presidente del comitato – la richiesta di Acea di bruciare i rifiuti urbani dovrà passare per la fase di Valutazione di impatto ambientale in capo alla Regione Umbria, da cui visti i precedenti non ci aspettiamo granché. Sicuramente Acea, da sempre strumento oltre che di lobby  potentissime anche della politica starà stappando bottiglie per festeggiare. Sta alla nostra città impedire che ciò avvenga e l’unico modo è dimostrare che siamo determinati a non far arrivare nemmeno mezzo camion di rifiuti, con ogni mezzo necessario. Riprendendo la mobilitazione, le assemblee e le iniziative per coinvolgere il maggior numero di cittadini. E continuare a lavorare per chiudere gli inceneritori».

Sindaci di Terni e Orvieto I sindaci di Terni e Orvieto, Leopoldo Di Girolamo e Giuseppe Germani, intendono rassicurare rispetto all’intervento del sindaco di Roma: «Vogliamo ricordare che la normativa attuale prevede che si possano accettare i rifiuti extraregionali solo in presenza di accordi che ad oggi non esistono e che neanche si prevedono. Inoltre i ternani – dice Di Girolamo – hanno già espresso, con voto unanime del consiglio comunale e la condivisione del Movimento 5 stelle, la propria contrarietà alla termovalorizzazione dei rifiuti. Il carico ambientale della nostra città deve diminuire: questo è il nostro preciso impegno che portiamo avanti fermamente, come testimoniato dal “no” detto alla Conferenza dei Servizi all’impianto ex Printer. Per quanto attiene alla discarica di Orvieto – aggiunge il collega Germani – l’Ambito Territoriale ha già deciso di ridurre fortemente i conferimenti attraverso l’attivazione, ormai pressoché completa e diffusa su tutto il territorio provinciale, della raccolta differenziata spinta, incentivando concretamente il riuso dei materiali raccolti”. “Terni e Orvieto non sono la discarica di Roma, la sindaca lavori per trovare vere soluzioni ai problemi della Capitale e non scarichi su altre comunità le proprie responsabilità».

Leonelli: «Non è Stato pontificio» Risponde con ironia, il segretario regionale del Pd, Giacomo Leonelli, facendo notare alla Raggi che l’Umbria è fuori dallo Stato pontificio dal 1860. E aggiunge: «E il Movimento Cinque Stelle umbro che dice?»

Paparelli: «Faccia tosta» Su Facebook anche il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli: «Le granitiche convinzioni dei 5Stelle, condite dalla solita arroganza da primi della classe, si sgretolano alle prime difficoltà. Ci vuole una bella faccia tosta a pensare che i problemi di Roma li possa risolvere l’Umbria. Quel che è certo che la spazzatura capitolina non varcherà i confini del Lazio in direzione Terni o Orvieto. Ve lo assicuro. I fatti hanno la testa più dura dei grilli».

Cavicchioli, capogruppo Pd a Terni Sulla vicenda è intervenuto anche il capogruppo Pd in consiglio comunale, l’avvocato Andrea Cavicchioli: «Sono inaccettabili le dichiarazioni del sindaco di Roma per il conferimento, lo smaltimento e il trattamento di rifiuti della capitale negli impianti di Terni di proprietà della Acea. Sulla base di quanto deliberato dal consiglio comunale di Terni siamo fortemente impegnati a non modificare le autorizzazioni esistenti e a favorire, con ogni atto possibile, la cessazione dei processi di termovalorizzazione e/o incenerimento». E poi: «Siamo certi – è il messaggio politico – che il M5s coerente con le comuni impostazioni sostenute in sede locale, interverrà nei confronti del sindaco Raggi per ottenere la formalizzazione di indirizzi per le società dallo stesso partecipate, fra l’altro con capitale di comando, come l’Acea, per abbandonare i processi di incenerimento e per lo sviluppo di politiche industriali verso metodologie e tecnologie virtuose, più volte indicate anche nel dibattito locale, evitando in ogni caso ogni ipotesi di conferimento e smaltimento di rifiuti romani nel nostro territorio».

Pimponi, responsabile rifiuti Pd Umbria «L’incapacità dell’amministrazione di Roma non può essere scaricata su Orvieto e su Terni». Così, in una nota, la responsabile ambiente e politiche dei rifiuti del Pd Umbria Daniela Pimponi, che aggiunge: «In Umbria il Partito Democratico ha rifiutato, a tutti i livelli, la scelta dell’incenerimento e si è impegnato, chiedendo un ulteriore sforzo a tutti gli amministratori e i cittadini umbri, a ridurre drasticamente l’uso delle discariche per evitarne ampliamenti scellerati. La discarica di Orvieto non può essere esaurita dai rifiuti di Roma, né può subire ampliamenti tali da poter sostenere il carico di una metropoli al collasso per i prossimi anni. Quanto alle fragili condizioni ambientali della conca ternana, già appesantite dall’industria, si è già ribadito in ogni sede che non possono essere ulteriormente compromesse. Se il nuovo Sindaco di Roma non è in grado di gestire la città che ha voluto amministrare, eviti almeno di riversare con tanta scaltrezza e leggerezza tutti i suoi problemi su territori che già in passato hanno dato a sufficienza (anche in aiuto di altre regioni in emergenza) e che oggi hanno scelto una strada faticosa ma virtuosa scartando scorciatoie irresponsabili ed insostenibili. I rapporti tra le aziende e i territori sono regolati da contratti ed impegni precisi, per gli impianti occorrono autorizzazioni che tengano in considerazione l’impatto sulle aree circostanti. Nessuno, neppure il sindaco della capitale, può disporne come fossero una proprietà privata da sfruttare all’occorrenza, con decisioni unilaterali. Non c’è nessuna onestà – conclude Pimponi – nel pontificare la sostenibilità e poi imporre con prepotenza il vecchio sistema degli inceneritori e delle discariche, possibilmente lontano dal proprio giardino e dai propri consensi».

La ricetta di Ricci Il consigliere regionale d’opposizione Claudio Ricci: «Per quanto attiene al Comune di Roma anziché pensare di portare i rifiuti in Umbria (o attivare polemiche), amministrino il problema nel seguente modo (sono disponibile ad una consulenza gratuita): far lavorare tutti gli addetti nel Comune di Roma per raccogliere in modo straordinario i rifiuti con la Protezione civile e coinvolgendo l’Esercito; si facciano attivare tutti i poteri da Commissario di Governo e depositino i rifiuti ‘eccezionali’ in prossimità delle discariche esistenti, per un periodo limitato e nei limiti del controllo sanitario; si attivino immediatamente, anche nei giorni di Ferragosto, per costruire un impianto di trattamento per trasformare i rifiuti in energia entro pochi mesi».

Nevi (Fi) Su Facebook interviene con un post anche il consigliere regionale umbro Raffaele Nevi (Forza Italia): «Virginia Raggi si inventa il colpo di genio e pensa di scaricare i suoi rifiuti in Umbria! Quasi come la giunta Marini che pensa di scaricare i nostri rifiuti sulla Toscana! Sarà forse meglio che ognuno si smaltisca i suoi?»

Forza Italia giovani Daniele Marcelli,coordinatore provinciale Forza Italia giovani di Terni: «Le dichiarazioni del sindaco di Roma dimostrano tutta l’inadeguatezza del M5s e l’incapacità dello stesso nella reale risoluzione dei problemi. Questi ad esempio riguardo alla gestione dei rifiuti non si sono mai preoccupati di proporre soluzioni per la chiusura del ciclo,in quanto tema scomodo,ma sono andati avanti su posizioni demagogiche mirate ad acquistare il consenso. Ed ecco che il castello di sabbia si smonta,le posizioni del M5S romano vanno a cozzare con quelle del partito in umbria e viene fuori che la soluzione del problema non è proprio cosa Grillina. La Raggi si tenga quindi i suoi rifiuti e si metta a ragionare (cosa strana è?) su come smaltirli».

Melasecche «Ho buona memoria per ricordare due precedenti – scrive Enrico Melasecche, consigliere comunale d’opposizione a Terni – il primo episodio sono le 130 mila tonnellate che  Maria Rita Lorenzetti fece importare da Napoli ad Orvieto (assessore Danilo Monelli di Rifondazione comunista), in pratica sembra che furono anche di più e soprattutto senza alcun controllo per cui c’era di tutto. Si trattava della solidarietà endo partitica con l’ineffabile Bassolino in grave difficoltà a causa di una politica molto partenopea. La magistratura fece più delle indagini concluse dopo molti anni con la prescrizione. Il secondo episodio è relativo alla coppia Raffaelli-Porrazzini che decisero di importare da tutta Italia rifiuti ospedalieri da bruciare nel l’inceneritore decrepito dell’Asm. Feci una opposizione durissima, quasi in solitaria ma la maggioranza di sinistra in consiglio comunale votò a favore. Prendo le parole della Raggi, alla ricerca di una scappatoia, come una battuta agostana. Niente più».

Ferranti «Le dichiarazioni della sindaca di Roma di spedire a Terni e in Umbria i rifiuti della capitale suonano come un attacco alla salute e all’ambiente nel nostro territorio. Io e il gruppo consiliare di Forza Italia – scrive il vicepresidente provinciale e capogruppo in Comune a Terni – abbiamo presentato l’atto di indirizzo (poi firmato da altri esponenti delle opposizioni) con il quale la presidente della Regione e il sindaco di Terni hanno dovuto riferire in consiglio e prendere impegni precisi. Questi impegni prevedono che Terni non sarà la pattumiera dell’Umbria e anche per questo si sta faticosamente facendo partire una forte differenziata. A maggior ragione come Forza Italia a ogni istituzionale dalla Regione al Comune non permetteremo che per gli interessi del Comune di Roma proprietario di Acea e dell’inceneritore si brucino rifiuti provenienti dalla capitale. Su questo chiederemo un consiglio comunale straordinario dove il sindaco e la presidente della Regione rinnovino gli impegni presi. Chiederemo anche che venga monitorata l’attività del sito Acea dalle istituzioni preposte (Arpa e Asl in primis ). Personalmente chiedo che il Movimento 5 stelle che a parole  si preoccupa di temi ambientali di assumere posizioni di chiara e palese contrarietà a quanto ipotizzato della sindaca Raggi di Roma e pertanto chiederò che il documento venga firmato anche dal capogruppo dei 5 stelle».

©Riproduzione riservata

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  • http://orvietocivica.wordpress.com/ Silvio Lorenzo Torre

    Veramente le posizioni del 5 stelle di Orvieto già ci sono da ieri e le ha pubblicate anche La Nazione.

  • Mirko Di Francesco

    Virginia Raggi non ha mai detto di portare i rifiuti di Roma in Umbria.

    Se dovete inventare le notizie contro il M5S fatelo bene almeno.

  • ac2

    Raggi dixit:
    „”Stante i contratti in essere si chiede priorità di conferimento rispetto a terzi che conferiscono verso impianti Acea già esistenti incardinati sull’inderogabile principio comunitario di prossimità e validazione operativa del 51% di proprietà comunale”“
    Premesso che gli impianti in Umbria sono appunto a maggioranza Acea… che voleva altrimenti dire? Mi pare il classico “buttiamo la e vediamo le reazioni..” tanto usuale ai politici di tempi passati. (o forse non ancora del tutto…)

  • http://immondezzanellemarche.blogspot.it/ Giulio . di CESARE

    la raggi deve smettere di parlare e sporcarsi le mani
    la mafia rossa è piu cattiva di quella nera,
    i rifiuti sono in italia dati in concessione alla mafia di stato.
    che senza la mafia non si governa è una conseguenza.
    che i rifiuti debbano essere inceneriti è necessario , poi se si trova un riciclatore bene.
    ma dire o riciclaggio o niente raccolta è stupido.

    ma se non si riesce a democratizzare la tv pensate a cosa cè nel mercato dei rifiuti

  • july 04

    30mila tonnellate di rifiuti speciali (cioè rifiuti urbani post
    trattamento) che ACEA nel 2014 ha chiesto di bruciare con istanza alla
    Provincia di Terni. DUE ANNI E MEZZO PRIMA CHE RAGGI DIVENTASSE SINDACA

  • siska

    se glielo chiedesse qualche altra regone rossa direbbe lo stesso”””siamo su scherzi a parte?””””””ricordiamo i precedenti con bassolino e Lorenzetti????

  • roberto agetano

    Utilizzo impianti solo nel rispetto delle autorizzazioni vigenti: dai vecchi partiti i soliti attacchi strumentali.

    Non esiste nessun caso Umbria e la presidente della Regione non si deve preoccupare. Il conferimento dei rifiuti negli impianti ACEA nel Lazio, già avviene da molti anni nel silenzio generale (che ha fatto finora la vecchia politica?), non è nelle intenzioni del Comune di Roma intervenire su nuovi ampliamenti o modifiche autorizzative degli impianti ACEA.

    Gli impianti citati fanno parte dell’impiantistica di ACEA di proprietà per il 51% del Comune di Roma. L’utilizzo dei suddetti impianti potrà avvenire solo nel rispetto delle autorizzazioni vigenti e i rifiuti verranno conferiti tenendo conto del principio di prossimità.

    Terni è già una città martoriata dall’inquinamento: ricordiamo che ha il triste primato di essere la prima città in Italia per nichel e cromo dispersi in atmosfera e nei suoli.

    Quelle di oggi sono solo polemiche costruite ad arte e i sindaci Pd e Fi che oggi pretestuosamente hanno alzato il classico polverone agostano possono dormire sonni tranquilli.

    Il M5S non solo a Roma ma in tutta Italia vuole andare verso Rifiuti zero e sta lavorando per questo con impegno.

  • cacasenno

    Sono questi gli argomenti dei nostri politici? le menti più intelligenti e lungimiranti di cui la società Umbra dispone? Ma una ragionamento serio e responsabile a valenza sociale sul trattamento dei rifiuti che travalichi i coifine regionali qualcuno é in grado di farlo?

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