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12 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 22:49

Emergenza rifiuti a Roma, Muraro fa dietrofront: «Nessun caso Umbria, Marini stia tranquilla»

Il ministro dell'Ambiente Galletti: «Regione devono aiutarsi, non litigare». M5s Terni: «Marini e Di Girolamo hanno preso impegni precisi»

Emergenza rifiuti a Roma, Muraro fa dietrofront: «Nessun caso Umbria, Marini stia tranquilla»
Paola Muraro

di Ivano Porfiri e Chiara Fabrizi

«Utilizzo impianti solo nel rispetto delle autorizzazioni vigenti» e «non esiste un caso Umbria». È l’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Paola Muraro, a fare un passo indietro dopo la bufera che si è scatenata per la frase pronunciata dal sindaco capitolino, Virginia Raggi in consiglio comunale. Dalle pagine del quotidiano Il Messaggero a parlare è il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, arriva un messaggio chiaro: «Il governo ha fatto la sua parte con l’articolo 35 dello Sblocca Italia. Nella prima versione di questa legge, mi ero assunto io come ministero la responsabilità di decidere quanta immondizia andava in una regione e quanta in un’altra nei casi di emergenza. La conferenza Stato-Regioni – dice il ministro interpellato sulle responsabilità dello stallo – ha invece voluto riportare a un accordo tra le regioni il trasferimento dei rifiuti. Ora si accordino, invece di litigare. Essere una nazione è questo: aiutarsi reciprocamente».

Scoppia la polemica Raggi, alla luce dell’emergenza che sta affrontando Roma, aveva detto che «stante i contratti in essere si chiede priorità di conferimento rispetto a terzi che già conferiscono verso impianti Acea esistenti (San Vittore e Aprilia; Orvieto e Terni)», giustificando ciò con il fatto che il Comune di Roma è titolare del 51% in Acea. Immediate le reazioni, da Terni a Orvieto, contro l’arrivo della monnezza romana. La presidente Catiuscia Marini e l’assessore Fernanda Cecchini avevano subito chiuso le porte: «Senza accordo tra le Regioni non si possono portare i rifiuti dal Lazio in Umbria e l’accordo non ci sarà».

Muraro precisa Nella tarda serata di una giornata convulsa, l’assessore Muraro affida a Facebook la puntualizzazione che chiude l’ipotesi di esportare i rifiuti. «Utilizzo impianti solo nel rispetto delle autorizzazioni vigenti: dai vecchi partiti i soliti attacchi strumentali» – scrive, aggiungendo: «Non esiste nessun caso Umbria e la presidente della Regione non si deve preoccupare. Il conferimento dei rifiuti negli impianti Acea nel Lazio, già avviene da molti anni nel silenzio generale (che ha fatto finora la vecchia politica?), non è nelle intenzioni del Comune di Roma intervenire su nuovi ampliamenti o modifiche autorizzative degli impianti Acea. Gli impianti citati fanno parte dell’impiantistica di Acea di proprietà per il 51% del Comune di Roma. L’utilizzo dei suddetti impianti – spiega Muraro – potrà avvenire solo nel rispetto delle autorizzazioni vigenti e i rifiuti verranno conferiti tenendo conto del principio di prossimità. Terni è già una città martoriata dall’inquinamento: ricordiamo che ha il triste primato di essere la prima città in Italia per nichel e cromo dispersi in atmosfera e nei suoli. Quelle di oggi sono solo polemiche costruite ad arte e i sindaci Pd e Fi che oggi pretestuosamente hanno alzato il classico polverone agostano possono dormire sonni tranquilli. Il M5s non solo a Roma ma in tutta Italia vuole andare verso Rifiuti zero e sta lavorando per questo con impegno».

M5s Terni A parlare venerdì mattina anche il gruppo consiliare del M5s: «L’assessore Paola Muraro – scrivono i cinque che siedono a Palazzo Spada – ha smentito i clamori riguardanti il coinvolgimento degli impianti umbri di Acea nella risoluzione dell’emergenza romana dei rifiuti. E’ un clamoroso falso la notizia del presunto invio di rifiuti urbani da Roma a Terni». Va detto che le parole del sindaco Raggi, quelle con cui ha spiegato di voler rivendicare la priorità sui quattro impianti Acea, compresi i due umbri, sono stati pronunciate in Campidoglio, durante il consiglio comunale capitolino. In questo senso nessuno ha mai smentito le parole del sindaco Raggi, bensì è stato fatto dietrofront sugli effetti. Poi la sostanza dell’intervento del M5s di Terni, tutta incardinata sulle reazione che le parole della prima cittadina di Roma hanno scaturito: «Rimangono gli impegni di chi in queste ore si è esposto in maniera inequivocabile, come il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e la presidente di Regione Catiuscia Marini, che devono dire no alla richiesta di autorizzazione presentata da Acea per bruciare rifiuti urbani umbri, devono dire no alla produzione e all’utilizzo di combustibile solido secondario, devono dire no a qualsiasi accordo tra regioni. Le complesse problematiche di Terni non consentono in alcun modo di aggravare l’emergenza sanitaria ed ambientale. Altro che ampliamento autorizzativo, le autorizzazioni vanno bloccate e revocate. A Terni non deve e non può arrivare un grammo di monnezza, né da Roma, né da Perugia, né da altre parti. Per questo il nuovo piano industriale di Acea non può che prevedere lo smantellamento o la riconversione in fabbrica dei materiali dell’inceneritore Aria spa». Poi il contrattacco: «Aspettiamo la presidente Marini, che vediamo a Terni solo per le inaugurazione di nuovi punti Coop, e la invitiamo ad agire per il nostro diritto alla salute, su quelle barricate che grazie al M5s hanno squarciato il negazionismo della letteratura grigia del sistema Terni. Ridicolo e patetico che chi ha nascosto la verità sulla diossina e il pcb negli alimenti, chi ha nascosto il tetracloroetilene nell’acqua potabile, chi aizzava con comportamenti irresponsabili chiamandoci terroristi oggi si erga a paladino dell’ambiente».

Segretario Pd umbro Venerdì pomeriggio il segretario del Pd umbro, Giacomo Leonelli, è tornato sulla vicenda: «Non sono tra quelli aprioristicamente ostili alle proposte del M5s, tanto che in un anno di consiglio regionale più volte mi sono confrontato positivamente con i colleghi del gruppo e in alcuni casi ho anche votato loro mozioni e ordini del giorno. Ma ieri è successa una cosa importante che segna un profondo spartiacque tra il modo di intendere le istituzioni del Pd e quello del M5s, e che mette uno stop al refrain ‘in politica siete tutti uguali. Il tema rifiuti è spinoso, non porta quasi mai consenso e la gestione è comunque complessa ma in Umbria abbiamo visto due approcci diversi in pochi mesi: da una parte quello del M5S umbro ieri, che di fronte a una proposta bizzarra e offensiva verso il nostro territorio fatta da un loro sindaco non ha aperto bocca, limitandosi a condividere nei social network una dichiarazione a metà tra atto dovuto e arrampicata sugli specchi dell’assessore romano; dall’altra, a gennaio, la posizione del Pd locale e della giunta regionale umbra che si sono opposti senza mezzi termini alla proposta del Governo (guidato dal segretario del Pd) di un nuovo inceneritore in Umbria. Ecco – sostiene Leonelli – la differenza sta qui. E si vede da come si sta nelle istituzioni e, soprattutto, da quali siano gli interessi da difendere quando si governa un territorio: perché, dopo ieri, il grave dubbio che il M5S, nel governo locale, ove ci sia un contrasto tra gli interessi della collettività amministrata e quelli di ‘filiera’ politica di un governo ‘amico’, faccia prevalere questi ultimi purtroppo c’è tutto».

Lega Nord I consiglieri regionali Emanuele Fiorini e Valerio Mancini, in merito alle dichiarazioni del sindaco di Roma, Virginia Raggi, relative allo smaltimento dei rifiuti di Roma in Umbria, dichiarano «la loro assoluta contrarietà all’ipotesi e invitano i rappresentanti regionali del Movimento 5 Stelle a prendere le distanze da tale proposta, visto e considerato che sono stati presenti alle manifestazioni contro la discarica le crete di Orvieto e le battaglie combattute contro l’inceneritore di Terni. I due Consiglieri, vista la grave criticità del sistema rifiuti in Umbria, più volte denunciata dalla Lega a tutti i livelli, invitano la presidente Marini, a occuparsi dei problemi causati dalla sua maggioranza, piuttosto che ergersi a paladina dell’Umbria, ruolo nel quale, soprattutto in materia di rifiuti, risulta essere priva di qualsiasi credibilità . La Presidente non ha perso tempo ad attaccare il Sindaco Raggi per mettersi in mostra, ma sa benissimo che tali operazioni non possono avvenire senza preventiva intesa istituzionale in tal senso. La Marini si occupi seriamente della gestione dei rifiuti in Umbria, che è al collasso ed eviti la passarella che sta utilizzando solo per nascondere le proprie responsabilità sulla gestione rifiuti in Umbria. La discarica di Orvieto non dovrà essere ampliata, l’Umbria non può e non deve ricevere rifiuti da fuori regione, perché l’Umbria non può essere la pattumiera del centro Italia, queste sono le battaglie che stiamo portando avanti da mesi e che grazie a noi sono arrivate alla ribalta nazionale fino ad essere oggetto di indagine da parte della commissione ecoreati a Roma».

Cgil: «Non basta no a Roma» «Non basta dire no ai rifiuti di Roma, per essere credibili serve un vero piano organico che affronti tutte le criticità del sistema in Umbria, a partire dall’eccessiva frammentazione nella gestione del ciclo dei rifiuti. Non è possibile, infatti, che in una realtà di nemmeno 900 mila abitanti operino ben 16 diverse società». Ad affermarlo è Vasco Cajarelli, segretario regionale della Cgil dell’Umbria, secondo il quale «se esistesse una società regionale unica di gestione dei rifiuti, a controllo pubblico, oggi questa polemica innescata dalle parole della sindaca di Roma sugli impianti di Acea presenti nella nostra regione, non sarebbe neanche esistita – continua Cajarelli – quindi la politica, anziché alimentare polemiche, dovrebbe rispondere con i fatti, procedendo alla razionalizzazione del settore, che come Cgil chiediamo da tempo, accelerando quindi il percorso di effettiva attivazione dell’Auri e recuperando il tempo perso, ormai un anno e mezzo, non solo per responsabilità della giunta regionale, ma anche di molti Comuni umbri. Solo una razionalizzazione e una vera programmazione del ciclo dei rifiuti, sempre più lavorando in sinergia con Marche e Toscana, ci metteranno al riparo da rischi come quello paventato in questi giorni e da ogni possibile ‘colonizzazione’ da parte di grandi società – conclude Cajarelli – consentendo al contempo di puntare davvero all’obiettivo di portare la raccolta differenziata al 70% su tutto il territorio regionale e di ridurre sensibilmente il costo del servizio per i cittadini, oggi tra i più alti d’Italia».

Trappolino, Pd di Terni «L’intervento odierno del ministro Galletti conferma l’urgenza della Capitale di spostare rifiuti in altre Regioni per gestire l’emergenza, a dispetto di quanto sostenuto dai 5 stelle e dal loro assessore all’ambiente nel tentativo goffo e tardivo di ridimensionare la gravità delle richieste avanzate dal Sindaco di Roma». Così, in una nota, il segretario provinciale del Pd Terni Carlo Emanuele Trappolino, che aggiunge: «Siamo convinti del bisogno di solidarietà tra i territori, ma sottolineiamo che in Umbria è in corso un cambiamento strategico nella gestione del ciclo dei rifiuti, mosso dalla volontà politica di rinunciare alla vecchia pratica dell’incenerimento e di chiudere il ciclo in modo sostenibile, sviluppando quell’economia circolare a cui anche l’Unione Europea chiede di dare priorità per una gestione efficiente delle risorse e la salvaguardia dell’ambiente. Amministratori e cittadini stanno compiendo un grande sforzo per implementare il porta a porta nella quasi totalità del territorio e per investire su una nuova impiantistica, che sia utile al massimo recupero di materia e alla riduzione drastica dell’utilizzo dei volumi residui delle discariche. Volumi sufficienti per i nostri 900 mila abitanti ma palesemente irrisori di fronte alle necessità di un territorio di quasi 5 milioni con un sistema di raccolta ancora da migliorare. Apprendiamo con piacere che i 5 stelle di Roma puntino al rifiuti zero, ma non lo possono fare calpestando gli sforzi di tutti i cittadini umbri nel perseguire il medesimo obiettivo e vanificando le loro possibilità di raggiungerlo. L’Umbria ha già dimostrato solidarietà in passato e proprio i nostri territori, di Terni e Orvieto, su cui insistono gli impianti citati, hanno dato molto, soprattutto in termini ambientali. Anche per questo non possiamo accogliere nessuna ulteriore richiesta di porre le grandi emergenze altrui davanti alle priorità dei nostri cittadini».

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