giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:40
20 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:05

Elezioni a Città di Castello: scontro tra i candidati su partecipate, discarica ed ex ospedale

Confronto tra i contendenti alla poltrona di sindaco il 5 giugno: Bacchetta si difende dagli attacchi degli altri. Ecco i temi principali

Elezioni a Città di Castello: scontro tra i candidati su partecipate, discarica ed ex ospedale
Il confronto tra i candidati sindaco

di Barbara Maccari

Uno di fronte all’altro per confrontare i programmi e le idee che hanno messo a punto con l’obiettivo di governare per i prossimi cinque anni Città di Castello. Si è tenuto giovedì sera, per la prima volta, il confronto organizzato dal Corriere dell’Umbria, e trasmesso dalle 22 anche in diretta differita da Umbria Tv. Dal salone degli specchi Roberto Colombo (Castello Cambia), Luciano Bacchetta (Psi, Pd, Sinistra per Castello), Giovanni Zangarelli (La Rinascita), Nicola Morini (Tiferno Insieme, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia) e Marco Gasperi (Movimento 5 stelle) hanno risposto a nove domande dovendo rispettare il timing di due minuti.

Il dibattito Un confronto tutto sommato pacato, dai toni mai accesi, se non per la questione partecipate, quello che si è svolto giovedì sera al Circolo degli Illuminati. Nove domande e un minuto per un appello elettorale, in cui spesso i cinque candidati sono andati fuori tema, aggirando abilmente la tematica specifica. C’è chi si è sentito di più a suo agio davanti alle telecamere, chi meno: Luciano Bacchetta ha portato dalla sua l’esperienza di cinque anni di governo della città, Marco Gasperi la freschezza e la grinta del Movimento 5 stelle, Roberto Colombo anni di attivismo e battaglie in consiglio comunale, Nicola Morini la rivoluzione delle idee della società civile e Giovanni Zangarelli l’ottica dell’imprenditore privato sulla cosa pubblica.

Partecipate oggetto della contesa Nove domande su infrastrutture, sviluppo urbanistico, politiche economiche e fiscali, società partecipate, questioni sociali e progetti da mettere in campo per l’affermazione del territorio a livello turistico, sono i temi sui quali i cinque candidati si sono confrontati. Il tema più caldo, dicevamo, quello su cui gli animi si sono scaldati, è stato quello delle partecipate, dove Gasperi, Colombo, Morini e Zangarelli si sono scagliati contro l’amministrazione Bacchetta, in un uno Vs quattro. «Le società partecipate a Città di Castello sono gestite e portate avanti in maniera vergognosa – ha attaccato Gasperi – ci sono degli sprechi assurdi, i soldi, tanti, che sono stati erogati nel corso degli anni, sono stati buttati nella spazzatura». «Sogepu costa ai cittadini 23.300 euro al giorno, Polisport 3 mila – ha spiegato Colombo –. Il mio capolista, Vincenzo Bucci, è stato presidente di Sogepu e nel 2005 si è dimesso pur di rimanere fedele alle sue convinzioni, non riteneva infatti giusto per la società l’accordo sui rifiuti siglato dall’Ati 1 in cui si affidava la gestione dei rifiuti alla ditta Gesenu di Perugia, ritenendo alto il prezzo per riportare i rifiuti trattati da Ponte Rio a Belladanza». «La verità sulle partecipate è nota a tutti i tifernati, non sono altro che la lunga mano della politica e del potere sui servizi – ha rincarato la dose Morini – il presidente di Sogepu si è dimesso da consigliere comunale per poter ottenere la carica, il presidente di Polisport si è dimesso per far parte della lista del Pd in questa tornata elettorale, i fatti sono sotto gli occhi di tutti. Le partecipate sono controllate e hanno a loro volta il controllo della politica per fare gli interessi dei partiti, per voti di scambio, non per i servizi ai cittadini». «Tante parole e pochi fatti – ha concluso Zangarelli – gestione pessima delle partecipate ad uso personale e non ad uso della collettività, occorre togliere la politica». La replica, dopo aver incassato pesanti accuse, del sindaco uscente Luciano Bacchetta: «Il presidente di Sogepu l’ha scelto il sindaco così come previsto, ed è stato scelto per le sue competenze non per le sue appartenenze politiche, stessa cosa vale per gli altri. Tutte le partecipate del comune di Città di Castello hanno chiuso i bilanci in utile, tranne la Tela Umbra. Siamo favorevoli alla riduzione delle municipalizzate così come ha sancito la legge nazionale, attendiamo solo di sapere come procedere per riuscire a garantire ai cittadini la qualità dei servizi».

Rifiuti e discarica L’altra domanda al centro di un confronto più acceso è stata quella sui rifiuti e la gestione della discarica di Belladanza: «I nostri rifiuti partono destinazione Ponte Rio, dove li trattano e ce li rimandano poi in discarica, a dei prezzi esorbitanti – ha esordito Colombo – Noi proponiamo di uscire dal penalizzante rapporto con Gesenu, per ricostruire un’area omogenea per la gestione dei rifiuti che vada da San Giustino a nord, fino a Gubbio e Gualdo Tadino a sud». «Belladanza è il vulnus istituzionale – ha attaccato Morini – è previsto un raddoppio della portata dei rifiuti, così facendo la nostra discarica diventerà una della principali in regione, tutto ciò a discapito dei cittadini a cui è stata aumentata la Tari nel corso degli anni. Noi, col nostro programma saremo in grado di ridurre del 10 percento la tassa e di fare dei rifiuti una risorsa e non solo un bancomat». «La partita dei rifiuti è stata gestita male – ha proseguito Zangarelli – si è persa una grossa opportunità, occorre invertire subito la rotta». «Sogepu di tutte le partecipate umbre è una ad aver chiuso con un utile – ha spiegato Bacchetta – la nostra discarica è stata sottoposta a diversi controlli, è aperta a tutti e stiamo portando avanti un progetto per la valorizzazione dell’area, i costi di mantenimento stanno diminuendo e la Tari nel 2015 è scesa peri tifernati di 70 euro a cittadino». «Quella di Belladanza è la nostra battaglia – ha ribadito Gasperi – colgo l’occasione per invitare tutti alla nostra iniziativa di sabato mattina in loco, così potrete vedere come ci sono rifiuti esposti, crolli e soprattutto sono sotto gli occhi di tutti i dati Arpa che non mentono, quel terreno è inquinato e va bonificato».

Ex ospedale Uno dei temi centrali delle ultime campagne elettorali è stata la questione riguardante l’ex ospedale di Città di Castello, di proprietà della regione, sul quale si sono susseguiti progetti, idee, mai però realizzati: «Quella struttura rappresenta il fallimento della riqualificazione urbanistica – ha attaccato Morini – cinque anni fa il Pd e il Psi avevano proposto la realizzazione in quell’area di un centro universitario, nella campagna attuale una cittadella della salute, insomma tanto fumo e niente arrosto. Noi proponiamo un concorso di idee aperto a tutti i cittadini». Dello stesso avviso Gasperi che propone «un confronto con la cittadinanza per capire cosa i tifernati vogliono farne di questo palazzo». «Prendere la struttura gratuitamente e permettere ai cittadini e agli imprenditori di utilizzarne gli spazi», è la ricetta di Zangarelli. «Città di Castello è l’unica città che non ha realizzato nessun progetto di riqualificazione, avremmo potuto riqualificare oltre 100 appartamenti vuoti e sfitti nel centro storico – ha dichiarato Colombo – ma si è deciso di costruire due palazzine nuove tra gli scavi romani». «Il vecchio ospedale appartiene ancora alla Regione ed è inserito nel bilancio della medesima, e quindi non ha mai pensato di ‘regalarlo’ – ha precisato Bacchetta – il nostro progetto riguarderà una cittadella della salute, riportare cioè tutti i servizi sanitari nella vecchia struttura. Per fare questo attingeremo dal generoso lascito delle sorelle Mariani mettendo sul piatto più di 3 milioni di euro».

Crisi economica ed infrastrutture Ai cinque candidati è stata poi chiesta la ricetta per uscire dalla crisi economica e per rilanciare il territorio anche attraverso infrastrutture strategiche come la E45 o la E78: «Il tessuto produttivo, nel suo complesso, ha comunque tenuto in maniera egregia, anche se il comparto legato all’artigianato ha sofferto molto – ha dichiarato Bacchetta -. Una cosa che fa sperare, ed è sintomo di ripresa, è anche l’interesse di molte imprese alla piastra logistica. Riguardo all’E78 l’amministrazione non ha meriti in questa vicenda. Forse c’era più di una perplessità sul progetto che insisteva su Cerbara, oggi però c’è un progetto diverso e non invasivo che verrà alla luce». Gasperi ha risposto che «prima di parlare di economia bisognerebbe parlare di una visione di insieme, partendo ad esempio, dagli esercizi che emigrano fuori dal centro. Prima di investimenti multimilionari, operiamo sulle priorità della città: prima andiamo a Perugia con il treno e poi penseremo alla piastra». «Paghiamo un livello di crisi economica globale – ha detto Colombo – e a Città di Castello ciò comporta anche un deficit morale e amministrativo. La piastra logistica non è un elemento di sviluppo ma una cattedrale nel deserto che ha succhiato milioni e milioni di euro, devastando, tra l’altro, anche il territorio». «Lo svuotamento progressivo della zona industriale e l’agricoltura schiava delle sovvenzioni pubbliche – ha dichiarato Morini – sono un chiaro segnale di come sta andando l’economia. L’ex Fcu, ormai chiusa da tempo, ha relegato l’Alto Tevere all’isolamento infrastrutturale. Apice del tutto questa piastra logistica che non collega assolutamente nulla. Da non dimenticare la Guinza, che potrebbe essere sfruttata come strada veloce». Zangarelli è partito dal centro storico, ribadendone le infinite possibilità, fino ad arrivare alla ferrovia, «Proponendo di trovare una soluzione, ad un costo basso, per poter collaudare tutto il percorso e farlo ripartire. Solo quando molte cose andranno al loro posto si potrà parlare di un eventuale rilancio dell’economia».

Rilancio territorio Cultura e turismo, quali le proposte dei candidati: «Occorre dire basta ad una gestione oligarchica della Fondazione Burri – ha detto Colombo .- Il grande rilancio del turismo promesso non c’è stato e i dati della Regione lo dicono chiaramente. La soluzione immediata è liberare anche Burri dagli interessi privati». Anche per Morini «L’appuntamento con il Centenario di Burri è stato fallito, infatti il turismo è sceso del 5%. Il nostro patrimonio artistico non viene valorizzato come si deve, mancano promozione ed iniziative continue sul territorio. Noi proponiamo la strada del Rinascimento, in collaborazione con Sansepolcro». «Le potenzialità del patrimonio culturale tifernate non sono state sfruttate a pieno – ha detto Zangarelli – per incentivare il turismo occorrerebbe creare degli appositi uffici all’interno del Comune». Il sindaco uscente Bacchetta ha sottolineato che «Il Centenario di Burri ha dato, al contrario di quanto detto dalle opposizioni, spunti importanti per la crescita della città. Su tutti c’è il grande successo della mostra al Guggenheim, con numeri molto significativi. L’altro grande progetto di cui ci siamo occupati è stato il recupero totale di palazzo Vitelli a Sant’Egidio». «Andrebbero sfruttate le eccellenze locali, e il mondo vasto delle associazioni, soprattutto quelle rievocative – ha concluso Gasperi – Puntare, insomma, su quello che abbiamo noi e non hanno a New York».

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