martedì 19 novembre - Aggiornato alle 01:44

Foligno, ecco l’eventuale giunta M5s: Diego Fusaro assessore in pectore alla cultura

In caso di vittoria l’esecutivo sarebbe composto soltanto da esterni: tutti i nomi della squadra di Fantauzzi

di Chiara Fabrizi

Diego Fusaro assessore in pectore alla cultura per l’eventuale giunta M5s di Foligno, che sarebbe composta esclusivamente da esterni, perché nessuno dei sette scelti è nella lista dei 24 aspiranti consiglieri comunale. Il candidato sindaco David Fantauzzi ha, infatti, svelato alla città altri quattro componenti della giunta in caso di vittoria: si tratta di Marco Novelli, 36 anni,  cui verrebbero assegnate le deleghe all’ambiente e al centro storico; Myriam Osticioli, 34 anni, che avrebbe invece quelle al personale e all’anticorruzione; e Eugenio Pacelli che seguirebbe il bilancio, oltre naturalmente Fusaro che si dedicherebbe alla cultura.

La giunta M5s Già da qualche settimana, comunque, il M5s ha reso noto che, nel caso in cui dopo le elezioni dal torrino di Foligno sventolasse la bandiera pentastellata, nell’esecutivo si accomoderebbero i due consiglieri uscenti e non ricandidati. In particolare, Valentina Ferrari sarebbe vicesindaco al sociale e Fausto Savini avrebbe la delega all’urbanistica, mentre l’architetto Stefano Trabalza sarebbe l’assessore ai lavori pubblici. Giovedì mattina in conferenza stampa Fantauzzi si è detto «molto soddisfatto dal lavoro svolto finora. Con noi, il cittadino sa già quale sarà la sua giunta comunale, ancor prima del risultato delle elezioni».

Fusaro il filosofo sovranista Sabato mattina, invece, il candidato sindaco presenterà l’assessore in pectore alla cultura, cioè il filosofo sovranista Fusaro, 36 anni il prossimo 15 giugno, spesso contestato per le sue analisi della contemporaneità. Fusaro imbocca così anche la via della politica, tanto che all’impegno di Foligno si somma quello per Gioia Tauro (Reggio Calabria) dove è candidato sindaco con la lista Risorgimento Meridionale per l’Italia. Torinese, prof all’Istituto Alti studi strategici e politici di Milano, molte pubblicazioni con Il Mulino, Feltrinelli, Bompiani, Fusaro rivendica di non curarsi dell’opinione pubblica e «del coro virtuoso del politicamente corretto», tanto da definirsi «intellettuale dissidente e non allineato», anche se molti dei suoi commenti sono sintonizzati sulle onde del pensiero gialloverde. Nell’ultimo post su Il Fatto Quotidiano scrive che «al di là di tutto, questa vicenda del petrolio iraniano mi pare della massima importanza anche per il momento in cui è giunta. Proprio ora abbiamo nuova materia per riflettere sul 25 aprile: e su come la benemerita liberazione dal nazifascismo si tramutò subito in nuova occupazione da parte dei barbari di Washington. Un giorno di festa e, insieme, di lutto, insomma. Questo è il 25 aprile, guardato al di là del vitreo e ingannevole teatro delle ideologie». Fusaro, che si considera «allievo indipendente di Hegel e di Marx», ha fatto molto discutere anche nel 2017 quando nel suo blog su Lettera43 scrisse che «per un verso, l’ideologia gender disgiunge la sessualità dalla funzione procreativa e contrabbanda il nuovo mito omosessualista, transgenderista e post familiare come paradigma glamour per le masse precarizzate e indotte all’abbandono del modello familiare borghese e proletario mediante riti di normalizzazione post moderna (gay pride, sfilate arcobaleno, Pussy Riot). Per un altro verso, l’immigrazione di massa voluta dai signori apolidi del capitale deporta in Europa masse di nuovi schiavi disposti a tutto pur di esistere e privi di coscienza di classe e di memoria dei diritti sociali». Sabato è atteso all’ex teatro Piermarini di Foligno.

@chilodice

 

I commenti sono chiusi.