venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 23:58
31 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:36

Elettro, si chiude senza accordo il braccio di ferro per licenziamento collettivo: lettere in arrivo

Gruppo di lavoratori pronti a presentare istanza di fallimento per recuperare arretrati

Elettro, si chiude senza accordo il braccio di ferro per licenziamento collettivo: lettere in arrivo

di Chiara Fabrizi

Formalizzato il mancato accordo sul licenziamento collettivo, mercoledì arriveranno le lettere. Si è chiuso con una firma ma senza patto il braccio di ferro tra Elettrocarbonium e le organizzazioni sindacali che ormai oltre due mesi avevano richiesto di attivare la procedura per permettere ai lavoratori della fabbrica di Narni di beneficiare degli ammortizzatori sociali, mobilità residua per chi ne dispone e la nuova Naspi introdotta dal governo Renzi per gli altri.

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Licenziamento collettivo Martedì, dunque, si è chiusa la delicatissima partita con l’azienda che sarebbe tornata a mettere sul tavolo la proposta già formulata in passato e giudicata al limite della legalità, ossia non pagare le mensilità di preavviso sul licenziamento, ma riconoscere una somma forfettaria a ciascun lavoratore. L’assemblea dei dipendenti di Elettro aveva già bocciato settimane fa l’ipotesi e così i rappresentanti sindacali martedì hanno ribadito la posizione. Inutile il tentativo della Regione di invitare le parti a discutere per ulteriori dieci giorni, ossia il residuo della fase amministrativa scattata sui licenziamenti. Entrambe hanno infatti spiegato all’ente che la distanza tra le posizioni era insanabile.

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Lavoratori verso istanza di fallimento Da qui la firma che ufficializza il mancato accordo sui licenziamenti collettivi e a cui già mercoledì seguirà l’invio delle lettere a tutti lavoratori, a eccezione di quelli che Elettro tratterrà a lavoro per questioni legate alla sicurezza del sito industriale di Narni. L’azienda al tavolo ha anche chiarito di non essere disposta a versare le mensilità di stipendi arretrati, vale a dire marzo, aprile e maggio al netto degli scioperi. Sul punto i lavoratori hanno chiesto lumi alle organizzazioni sindacali con Marianna Formica della Cgil che, dopo un confronto con l’ufficio legale, ha indicato come strada l’ipotesi dell’istanza fallimentare che i lavoratori stessi dovrebbero presentare a valere sui crediti vantati, stipendi, contributi e fondi sanitari e previdenziali. A stretto giro, quindi, un gruppo di lavoratori incontrerà gli avvocati del sindacato per procedere in questo senso.

Sgl e Mise Ora non resta che attendere l’addio definitivo a Narni dell’amministratore delegato di Elettro, Michele Monachino, che ha assicurato di restituire la fabbrica alla proprietà di Sgl Carbon il prossimo 8 giugno. Nel frattempo in assemblea i sindacalisti hanno ribadito la necessità di tornare al ministero dello Sviluppo economico proprio con il liquidatore di Sgl Carbon, l’avvocato Marco Petrucci, per discutere sul futuro del sito industriale e avere un aggiornamento sullo stato delle arte di una serie di contatti emersi negli ultimi giorni con possibili investitori.

Twitter @chilodice

 

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