giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:39
1 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:18

«Elettro restituisca la fabbrica entro i tempi: per nuovi investitori pronti ad attivare tutte le misure»

All'indomani del mancato accordo sui licenziamenti, Regione e Comune di Narni: «Ci siamo impegnati per l'unico progetto di reindustrializzazione, prendiamo atto che è concluso»

«Elettro restituisca la fabbrica entro i tempi: per nuovi investitori pronti ad attivare tutte le misure»
Il sito industriale Sgl Carbon (foto U24)

di Chiara Fabrizi

«Tutte le istituzioni si sono impegnate per sostenere il progetto Elettrocarbonium ma oggi è tempo di prendere atto che quel progetto per come lo abbiamo conosciuto di è definitivamente concluso. Ora bisognare avviare una nuova fase, tornando al tavolo del ministero dello Sviluppo economico (Mise) e ponendo rapidamente in essere tutte le misure necessarie affinché si possano concretizzare interessi di soggetti industriali in grado di dare certezze sul futuro industriale ed occupazionale dell’area».

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Licenziamenti collettivi Così in una nota congiunta la Regione Umbria e il Comune di Narni all’indomani della firma sul mancato accordo per il licenziamento collettivo dei lavoratori tra Elettro e organizzazioni sindacali, protagonisti di un lungo braccio di ferro conclusosi con una resa reciproca e anticipata. Per trattare, infatti, c’era tempo fino al 10 giugno, ossia la scadenza della fase amministrativa, ma la distanza tra le parti è apparsa a entrambe insanabile e la partita, seppur nel modo peggiore, si è finalmente conclusa. La firma sul mancato accordo per il licenziamento collettivo permette alla quarantina di dipendenti di Elettro di accedere agli ammortizzatori sociali, mobilità residua per chi ne dispone e la nuova Naspi introdotta dal governo Renzi per gli altri.

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Restituzione fabbrica Il passaggio di martedì tra le parti rappresenta uno degli ultimi atti della vicenda Elettro, che si dovrebbe chiudere definitivamente l’8 giugno con la riconsegna degli asset industriali alla proprietà, vale a dire Sgl Carbon in liquidazione. In questo senso nella nota congiunta di Regione e Comune di Narni si legge: «A questo punto si ritiene necessario il rilascio del sito entro la data già concordata affinché ciò possa contribuire a creare le condizioni per eventuali manifestazioni d’interesse e conseguentemente creare le basi per un futuro occupazionale». E poi: «Tutte le istituzioni ognuno per la propria parte e per quanto nelle proprie competenze e disponibilità – prosegue la nota congiunta diffusa dai due enti locali – si sono impegnate per sostenere il progetto di Elettro primo tentativo di reindustrializzazione del sito in continuità produttiva. Oggi però è tempo di prendere atto che quel progetto per come lo abbiamo conosciuto si è definitivamente concluso».

Tavolo al Mise Cosa riserverà il futuro alla produzione d’eccellenza con oltre un secolo di gloriosa attività alle spallo, al momento non si può neanche ipotizzare. E per questo anche Regione e Comune guardano al Mise: «Per avviare una nuova fase, oltre a porre rapidamente in essere tutte le misure necessarie per attrarre investitori, è anche necessario proseguire il confronto al tavolo ministeriale. La Regione e il Comune – prosegue il documento – metteranno a disposizione tutta la strumentazione ordinaria e straordinaria di cui dispongono, perché si determinino le situazioni di contesto, utili a favorire la continuità di una eccellenza produttiva unica nel nostro Paese e che ha caratterizzato lo sviluppo di un intero territorio».

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