mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:26
9 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:57

Elettro non lascia la fabbrica, Cgil e Uil sbottano: nel mirino anche liquidatore, dirigenti e assessore

Duro intervento di Formica e Di Lecce: «Chiediamo posizione chiara al Comune di Narni»

Elettro non lascia la fabbrica, Cgil e Uil sbottano: nel mirino anche liquidatore, dirigenti e assessore
La fabbrica di Narni (foto Colonna)

di Chia.Fa.

Elettrocarbonium non lascia la fabbrica di Narni ed esplode la rabbia di Filctem-Cgil e Uiltec-Uil. E’ una presa di posizione durissima quella che i segretari territoriali, Marianna Formica e Franco Di Lecce, prendono nei confronti dell’amministratore delegato Michele Monachino, i dirigenti dell’azienda, il liquidatore di Sgl-Carbon Marco Petrucci e l’assessore comunale Marco De Arcangelis, che le opposizioni hanno peraltro anche chiesto di rimuovere dalla cabina di regia della vertenza. Ma andiamo con ordine.

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Elettro non lascia la fabbrica Elettro mercoledì avrebbe dovuto riconsegnare la fabbrica a Sgl-Carbon, anche se per la verità l’accordo tra le parti è scaduto ormai da mesi, ossia dal 31 dicembre scorso. E qui arriva la prima botta dei sindacati: «Dopo il mancato accordo relativo al licenziamento collettivo e la consegna delle tanto attese lettere alla maggioranza dei lavoratori, tranne 13 “fortunati” che continuano a essere ostaggi dell’azienda, registriamo un’altra farsa, un’altra bugia che si aggiunge ormai alle infinite dette in tutti questi mesi. Il fatto che ci stupisce e ci indigna però, non è che Elettrocarbonium non rispetti gli impegni, ci siamo abituati, ma che nessuno faccia e dica niente in merito».

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Liquidatore Sgl e dirigenti  Il primo a finire nella lista è il liquidatore di Sgl, l’avvocato Marco Petrucci che ai sindacati ha fatto sapere alcune settimane fa di aver preparato le carte per lo sfratto: «A lui – si legge nella nota dei due sindacati – abbiamo inviato una lettera per chiedere delucidazioni in merito ai percorsi che la proprietà intende intraprendere nei confronti di un’occupazione del sito, abusiva, che dura da mesi». E poi: «Quando parliamo di Elettro non ci riferiamo solamente a Monachino, ma a tutti gli attori che in questa vicenda hanno agevolato la “sua” permanenza nel sito, a partire da quei dirigenti aziendali che, alla faccia dei colleghi in difficoltà, hanno continuato a salvaguardare solo ed esclusivamente i propri interessi, fino ad arrivare alle posizioni di amministratori locali che invece di salvaguardare gli interessi dei lavoratori, dei cittadini e della comunità narnese si arroccano ancora su posizioni inaccettabili e indifendibili».

De Arcangelis nel mirino Più nel merito: «Chiediamo a gran voce una presa di posizione chiara e definitiva da parte del Comune di Narni sulla vicenda, sia per quanto riguarda Monachino, la cui permanenza rischia di far sfumare possibili interessi sul sito e ciò equivarrebbe alla perdita di prospettive occupazionali per il territorio, sia sul cambio di destinazione d’uso, minacciato dall’assessore De Arcangelis, dichiarazione gravissima in questo momento in cui tutti, in maniera congiunta, dovremmo lavorare per la reindustrializzazione del sito». Appesa non c’è soltanto il futuro dei lavoratori «che hanno subito un danno incommensurabile», ma anche quello di una fetta di tessuto produttivo, ossia l’indotto «dove in questi giorni si stanno contando licenziamento a causa dei mancati pagamenti di Elettro».

Tavolo al Mise Per questo, Cgil e Uil, oltre alla richiesta di chiarezza indirizzata al Comune di Narni, si rivolgono anche «a tutte le istituzioni, a partire del ministero dello sviluppo economico, affinché  ci convochi insieme al liquidatore di Sgl per riferire i possibili scenari futuri. Il tempo di tergiversare è finito, la lente d’ingrandimento deve essere puntata sulla massima rioccupazione dei lavoratori, sul territorio martoriato dalla crisi che necessita di un rilancio e di una conseguente stabilità ormai persa da tempo».

Twitter @chilodice

 

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