mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:58
26 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:48

Elettro, accordo sui licenziamenti collettivi: ancora un nulla di fatto

Nuovo tavolo in Regione a fine mese, dall'8/6 fabbrica di Narni torna a Sgl. Rebus su recupero materie prime, ma si contano almeno cinque ingiunzioni

Elettro, accordo sui licenziamenti collettivi: ancora un nulla di fatto
I lavoratori in prefettura (foto Colonna)

di Chia.Fa.

Accordo sui licenziamenti collettivi, un altro nulla di fatto. Non si registrano passi in avanti nella fase amministrativa delle procedura, passata quindi dal tavolo di Confindustria a quello della Regione, avviata ormai da oltre 50 giorni tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di Elettrocarbonium.

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Accordo sui licenziamenti collettivi Giovedì mattina a Perugia, in base alla richiesta discussa e approvata dal consiglio comunale di Narni, è andata in scena un’anticipazione dell’incontro inizialmente convocato per fine mese, ma come precisato dal sindaco Francesco De Rebotti la partita va riportata al ministero dello sviluppo economico (Mise). Ad accomodarsi al tavolo i rappresentanti dei lavoratori, il direttore dello stabilimento per conto di Elettro, l’ingegner Nigrelli, e alcuni tecnici della Regione. Qui Nigrelli si è limitato a ripresentare la proposta sul licenziamento collettivo già avanzata tempo addietro e respinta in blocco con accuse pesanti. Inutile dire che la reazioni dei sindacati è stata la medesima, con la partita per l’accordo rinviata al 31 maggio, mentre gli operai restano tuttora senza ammortizzatori sociali la cui attivazione, va ricordato, è prevista soltanto dopo l’intesa sul licenziamento collettivo.

Sfratti e ingiunzioni Al braccio di ferro tra Elettro e sindacati, c’è anche la vicenda legate alle materie prime stoccate all’interno del sito industriale, di proprietà della stessa azienda guidata dall’amministratore delegato Michele Monachino. Nei giorni degli scioperi a bloccarne l’uscita erano stati proprio i lavoratori, ma ora la questione è destinata a riproporsi. Già, perché l’accordo con Sgl Carbon proprietaria di stabilimenti e asset è di sgomberare il campo entro l’8 giugno, diversamente verrebbe depositata l’istanza di sfratto al tribunale di Terni, a cui si sono già rivolte almeno quattro ditte dell’indotto. Le aziende della zona che hanno offerto beni e servizi a Elettro senza riscuotere, nel complesso, una cifra che gira intorno a 400 mila euro.

Twitter @chilodice

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