domenica 21 aprile - Aggiornato alle 18:39

Lo «stupro» di Perugia in diretta su Youtube: adesso nessuno può più nascondersi

di Ivano Porfiri Il day after dello scempio che ha terrorizzato decine di persone i video e le foto rimbalzano da Youtube a Facebook e sono pugni nello stomaco a chi vive (o ha vissuto) e ama Perugia

Il sangue dell'accoltellato in piazza Danti (Foto Troccoli)

di Ivano Porfiri

«Spazzare via quella feccia». Cita involontariamente il Sarkozy che dichiarava guerra alla «racaille» delle banlieu, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. Un pugno duro che portò l’allora ministro degli Interni francese all’Eliseo. Il giorno dopo lo «stupro» del centro di Perugia da parte di due bande criminali per motivi legati allo spaccio di droga, il primo cittadino batte i pugni sul tavolo e si rivolge all’attuale ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri. D’altronde inizia ad essere consapevole che sulla vicenda sicurezza non si gioca solo la rielezione nel 2014, ma anche la faccia.

Il day after dello scempio che ha terrorizzato decine di persone non è semplice fare un’analisi a freddo di quanto sta avvenendo. L’onda emotiva è forte, i video e le foto rimbalzano da Youtube a Facebook e sono pugni nello stomaco a chi vive (o ha vissuto) e ama Perugia. Pugni forti come il rimbombo di quell’orda barbarica che martedì sera ha devastato il salotto buono della città, dolorosi come le coltellate che volano sempre più spesso, secchi come i colpi di pistola (ancora a salve per fortuna, ma fino a quando?) che sono rimbombati in corso Vannucci due volte in 10 giorni.

Una vera e propria violenza, chiara e limpida, nonostante il rumore di fondo di chi si spertica per ridurre tutto a una banale rissa o da chi invoca l’esercito, il coprifuoco, la militarizzazione. Tante parole buone per il giorno dopo. Di solito il giorno dopo che ci scappa un morto, evitato stavolta solo per un miracolo. Più valore hanno quelle di quei giovani terrorizzati che hanno chiesto al questore: «Possiamo tornare a casa stasera?». A proposito, anche il sindaco doveva andare in centro martedì notte per mostrare ai suoi concittadini che non deve prevalere la paura, a costo di beccarsi qualche fischio, anziché rintanarsi dietro un «non volevo alimentare ulteriore tensione». Indubbiamente un segno di debolezza.

Il fatto vero ed evidente a tutti, ipocriti di palazzo a parte, comunque, è che Perugia è questa da tempo. L’episodio di martedì è l’ultimo di una lunghissima serie, figlio del degrado, dell’immigrazione incontrollata di criminali, di un mercato della droga alimentato da una richiesta sempre maggiore e da benpensanti da poltrona che affittano le case agli spacciatori perché gli studenti sono sempre meno a Perugia, visto anche l’allarme sicurezza. In una spirale senza fine.

Una via di uscita va trovata, se si vuole salvare la città e la sua immagine, se si vuole essere Capitale europea della Cultura senza il pericolo di bottigliate e coltellate fuori dal portone della Galleria nazionale dell’Umbria. Una via di uscita che vede il Comune in prima fila, di più e meglio di adesso. Parole di condanna alla «feccia» ok, ma anche fatti. E subito.

Il sindaco e le forze dell’ordine dicono dell’episodio di martedì quanto già detto per l’omicidio di Ramazzano e quello di Cenerente: «Ci hanno preso in contropiede: proprio ora che stavamo ripulendo la città, affrontando la prostituzione, punendo chi affitta in nero». Non bisogna essere qualunquisti: è vero che da qualche mese si sta facendo qualcosa, ma tutto è iniziato troppo tardi, dopo anni di mantra: «Perugia è una città tranquilla». Ed è ancora troppo poco: più uomini, più mezzi alle forze dell’ordine. Repressione accanto a una rivitalizzazione culturale del centro storico. L’acropoli va bonificata, come i siti contaminati.

Un’ultima parola per chi oggi, dal centrodestra, invoca la militarizzazione. Dov’erano quando fino a ieri il governo Berlusconi tagliava i fondi alla sicurezza? Dov’erano quando Maroni imponeva di «non chiedere più uomini» altrimenti niente Patto per Perugia sicura?

3 risposte a “Lo «stupro» di Perugia in diretta su Youtube: adesso nessuno può più nascondersi”

  1. Lorella ha detto:

    Condivido tutto. Bravo.

  2. KA ha detto:

    E’ bello tutto questo parlare ma i cittadini vogliono i fatti! Cosa dobbiamo fare? Blindarci in casa? Ah, dimenticavo, in casa ti vengono a rapinare, violentare e forse anche a uccidere e sempre ad opera di immigrati, guarda caso… E a voi, drogati di cocaina che non siete altro, andate a farvi curare!

  3. Josy Effe ha detto:

    Già 15 anni fa Perugia non era affatto tranquilla (furti,spaccio,sicurezza per strada) ma tanto ai benpensanti arraffoni di affitti in nero a studenti e turisti andava bene comunque…c’era la bella pubblicità ipocrita del piccolo centro a misura d’uomo,perla d’arte ma niente di serio e “moderno” si è mai fatto,un andazzo continuo…mi ricordo che quando ci fu l’orribile faccenda di Meredith purtroppo quasi quasi non mi meravigliai;-(((
    bell’articolo!!!

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