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27 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:27

Edilizia, perse 1.500 imprese e 11 mila posti di lavoro. Cna: «Ripartire da ristrutturazioni ed energia»

L'associazione artigiani: «Regione convochi subito tavolo delle costruzioni. Si dica ai cittadini che riqualificare la casa conviene più che comprare Bot»

Edilizia, perse 1.500 imprese e 11 mila posti di lavoro. Cna: «Ripartire da ristrutturazioni ed energia»
Chianella con Trottolini e Riccioni della Cna

di Ivano Porfiri

Che l’edilizia sia un settore in crisi è ormai quasi una banalità da dire. La Cna dell’Umbria ha voluto, però, scattare una fotografia della situazione, mettendo nero su bianco i numeri di questo tunnel apparentemente senza uscita imboccato nel 2008. A presentare i dati dell’indagine sul mercato delle costruzioni, realizzata dai centri studi Sintesi e Theorema, il presidente regionale Cna costruzioni Mario Riccioni e il responsabile Pasquale Trottolini. Presente anche l’assessore regionale Giuseppe Chianella.

Numeri impietosi Dall’indagine emerge come in Umbria si siano perse ben 1.559 imprese, il 12% del totale e 11 mila posti di lavoro. Il settore ha subito un crollo del 30% del Pil da inizio crisi e l’emorragia continua: -5% negli ultimi tre anni. Una delle cause è il tracollo del mercato degli appalti: -50% tra 2008 e 2014 passato da un valore di 277 milioni di euro a 127. I permessi a costruire, intanto, sono calati addirittura del 93%. Continua poi la dinamica negativa dei finanziamenti all’edilizia residenziale: -23% nel 2015 rispetto al 2014 e le compravendite seguono il trend: -7,7%.

Ripartire dal recupero «Nonostante questi dati – ha affermato Riccioni – nel 2015 l’incidenza sul Pil dell’edilizia è stata del 5,3%, superiore alla media nazionale del 4,8%. Significa che il settore, nonostante la forte botta, è ancora vivo. Abbiamo idee valide per un rilancio che parta dalla ristrutturazione e dall’efficientamento energetico». Trottolini scende nel dettaglio: «In Umbria il 46% delle abitazioni e il 44% degli edifici è ‘energivoro’ cioè consuma molta energia: 110 mila costruzioni sono in classe G ovvero ‘mangiano’ 175 Kwh al metro quadro annui. Se si investisse per efficientare si avrebbe un guadagno per il cittadino, per l’immobile e anche per la società dal punto di vista ambientale e da quello della creazione di posti di lavoro».

Quanto conviene efficientare Secondo i dati della ricerca, per un investimento di 20 mila euro in efficientamento energetico di una casa standard, si potrebbero avere rientri economici con il 57% di risparmio energetico in bolletta calcolato in 12 mila euro in 10 anni e una detrazione Irpef del 65% cioè 13 mila euro in 10 anni, per un totale di 25 mila euro. Ovvero più del capitale investito. Da qui la considerazione che «conviene investire nella propria casa piuttosto che in titoli di Stato».

Dissesto Accanto all’intervento sulle abitazioni private, l’altro filone sollecitato è quello del recupero dei territori dal dissesto idrogeologico. «Circa il 9% del territorio regionale è a rischio dissesto – ha evidenziato Trottolini – con 40 mila edifici che si trovano in aree a rischio alluvione. Sono 90 mila gli umbri in questa situazione. Anche qui l’edilizia potrebbe fare molto, ma serve un investimento di 490 milioni subito e altri 1,3 miliardi nel futuro». A partire da tutte queste considerazioni, la Cna chiede subito di convocare un «tavolo regionale delle costruzioni».

Regione fa il possibile L’assessore Chianella si è detto sensibile alla problematica: «Conosco bene il settore e abbiamo parlato già diverse volte di questi temi. Servirebbe un vero e proprio ‘Piano Marshall’ per l’edilizia a livello nazionale. Si dovrebbero veicolare meglio i fondi europei, molti dei quali però destinati al Sud Italia. La Regione fa quello che può con le sue risorse: abbiamo fatto molti interventi contro il dissesto e stiamo pianificando il recupero di 10 mila edifici dell’Ater».

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