domenica 21 luglio - Aggiornato alle 23:39

Volo Perugia-Milano, si spera nel 2020. Accademia: via ai lavori a giugno

Audizione dei vertici in Regione: «Presto confronto coi soci, Camera commercio versa 700 mila euro in meno». Sul Cda: «Scadenza vicina». Su Linate Sase smentisce che Alitalia abbia accettato

Alitalia

Per il collegamento aereo tra Perugia e Milano Linate l’auspicio è che si possa partire nel 2020. È emerso nel corso dell’audizione davanti alla seconda commissione del Consiglio regionale a cui ha partecipato il presidente di Sase, Ernesto Cesaretti, insieme al direttore generale di Sviluppumbria Mauro Agostini. Novità anche sul fronte Accademia di volo: gli studi legali e di consulenza di Sase stanno predisponendo un contratto da firmare entro questo mese affinché a giugno possano iniziare i lavori.

VIA AL VOLO PER MALTA

Accademia di volo Partendo da quest’ultima, Cesaretti ha confermato la proposta di una società di matrice inglese, gestita da un imprenditore italiano, che intende investire nello scalo di Perugia circa 70 milioni di euro per realizzare una accademia del volo, che comprende hostess, meccanici, fino ai piloti di aerei, elicotteri e droni. La scelta dell’aeroporto umbro deriverebbe da un algoritmo che ha valutato molte altre possibili infrastrutture italiane e non. Si tratta dunque di un ampio complesso strutturale e di un’operazione molto importante per la quale sono in corso tutti gli approfondimenti. E Sase ha anche pubblicato un avviso esplorativo per eventuali altre manifestazioni di interesse: un passaggio tecnico prima di arrivare all’aggiudicazione.

CHI C’E’ DIETRO L’ACCADEMIA

Collegamenti e guai Molto interesse dalla commissione è stato posto sugli sviluppi dei collegamenti aerei. Cesaretti ha ammesso le difficoltà create dai guai avuti con le compagnie aeree che dovevano insediarsi a Sant’Egidio ma poi si sono rivelate buchi nell’acqua, provocando la perdita di circa 40 mila passeggeri, recuperati in parte con i voli esistenti, soprattutto quelli con Londra. E proprio questo con la capitale del Regno Unito è stato incrementato e nel periodo estivo sono previsti sei voli settimanali. Un nuovo indirizzo è rappresentato da Malta, mantenendo poi Catania e Bruxelles. Grazie a queste prese di posizione l’aeroporto potrà mantenersi su circa 230-240 mila passeggeri.

SCUOLA DI VOLO, L’IMPORTANZA DELL’ALGORITMO

Perugia-Milano In questa ottica si inserisce la volontà di riportare un volo che colleghi Perugia con Milano Linate. È stata quindi predisposta una manifestazione di interesse che – secondo quanto riportato da una nota dell’ufficio stampa del consiglio regionale – sembra essere stata accettata da Alitalia, l’auspicio è che nel 2020 si possa partire con questa nuova linea. Il costo, per la Sase, sarà di circa un milione di euro.

Precisazione Sase smentisce che Alitalia abbia confermato ad operare la rotta su Linate, così come la bufala, che circola sui social, dell’attivazione di un volo Emirates Perugia-New York.

LE TRATTATIVE E IL NODO DELLE RISORSE

Soldi e rapporto coi soci L’investimento su Milano fa tornare in auge il problema principale nel portare voli e passeggeri: i soldi. Le compagnie aeree, per volare – ha sottolineato il presidente Sase – hanno necessità di contributi. Su questo i soci sono dunque chiamati a decidere sull’eventuale incremento dei voli: dal 2019 la Camera di commercio di Perugia, che versava alla Società circa un milione centomila euro all’anno, ha ridotto il contributo a 400 mila euro. Questo va ad appesantire la posizione aeroportuale che ha dunque necessità di trovare risorse. Il presidente Cesaretti ha rimarcato il fatto che c’è in Parlamento (Commissione trasporti) un progetto di legge per cui i piccoli aeroporti sembra possano avere aiuti soltanto se avranno un bilancio a pareggio. E l’aeroporto umbro, tra i piccoli, sarebbe tra i pochi in Italia a poter presentare un documento con queste caratteristiche.

Cda in discussione Negli interventi dei commissari presenti sono stati anche chiesti ai vertici di Sase, ed in particolare al direttore generale di Sviluppumbria, chiarimenti in merito ad una mozione approvata a larga maggioranza dall’Assemblea legislativa lo scorso 3 dicembre 2018 nella quale si chiedeva, tra l’altro, alla Giunta di Palazzo Donini di «promuovere un superamento del Cda attuale della Sase spa, la società di gestione dell’aeroporto internazionale dell’Umbria ‘San Francesco di Assisi’, al fine di avviare una fase nuova per il futuro dello scalo». A ciò è stato risposto di non avere ancora ricevuto alcuna comunicazione in proposito e che comunque l’attuale Cda è in prossimità della scadenza. Sottolineata dai commissari l’importanza di dare seguito all’altra parte del dispositivo della mozione in questione, rispetto alla previsione di nuove risorse utili allo sviluppo dell’aeroporto. È stata così ribadita la necessità di stimolare la partecipazione di altri Comuni, oltre a quelli che ne fanno già parte, per accrescere gli investimenti. Oltre a ciò, l’auspicio è quello di uno sviluppo della intermodalità e la connessione ferroviaria.

Leonelli attacca «Sull’aeroporto almeno un punto siamo riusciti a fissarlo oggi in Commissione: è stato certificato l’immobilismo della giunta regionale. Che è inaccettabile, ovviamente». Lo afferma il consigliere Pd, Giacomo Leonelli, che aggiunge: «Il direttore di Sviluppumbria e membro del cda di #Sase – la società che gestisce lo scalo – ha affermato che a lui non è mai arrivata la mia mozione approvata da Consiglio regionale il 3 dicembre e in cui si chiedeva il superamento del Cda stesso, l’apertura di una nuova fase è un maggiore coinvolgimento dei Comuni al finanziamento dello scalo tramite l tassa di soggiorno. In quattro mesi nessuno ha trasmesso l’atto approvato dalla massima assise regionale, ne prendiamo atto. Tutto ciò è incomprensibile e inaccettabile, la Giunta non può restare inerte».

Giunta: «Nessun controllo su Sase» «La Sase, società di gestione dell’aeroporto “San Francesco d’Assisi”, non è né una società “in house” né una partecipata della Regione Umbria e pertanto la Giunta regionale non esercita alcuna funzione, né di indirizzo né di controllo rispetto a questa società». È quanto si sottolinea in una nota dell’Ufficio Stampa della Giunta regionale. «Si precisa, inoltre, che le uniche norme che regolano la “governance” della Sase, società di diritto privato, sono quelle del Codice Civile. Pertanto, la Giunta regionale né nella sua funzione politica, né in quella tecnico-amministrativa è tenuta a trasmettere alcunché alla società stessa. L’Assemblea legislativa regionale, nella sua autonomia, può decidere autonomamente quali indirizzi proporre ad una società di diritto privato».

I commenti sono chiusi.