lunedì 28 settembre - Aggiornato alle 08:08

Vendita Tk-Ast, Letta a colloquio con Almunia: «Basta incertezza, serve una soluzione valida»

L'Europa decide su Tk-Ast

«Mettete fine all’incertezza sul futuro delle acciaierie di Terni». E’ quanto ha chiesto il premier Enrico Letta al presidente della Commissione europea Joaquin Almunia sabato sera in un colloquio avvenuto a margine del seminario Workshop Ambrosetti che si sta svolgendo in questi giorni a Cernobbio. Letta ha chiesto a Bruxelles di «individuare un acquirente che possa offrire una soluzione valida e che favorisca la competitività dell’azienda». In corsa per l’acquisto delle acciaierie ternane c’è la cordata che ha presentato l’unica offerta di acquisto vincolante, ovvero quella formata dai francesi Aperam insieme agli italiani Arvedi e Marcegaglia, anche se si fanno i nomi di altri colossi del settore e di due fondi di investimento. La stessa Outokumpu ha spiegato alla fine di luglio, senza specificare il numero, che «le trattative proseguono con un certo numero di parti interessate». La soluzione del fondo d’investimento non piace al mondo politico e sindacale che auspica l’arrivo di un partner con esperienza industriale. Il percorso che porterà alla vendita del più importante sito produttivo dell’Umbria, hanno assicurato i finlandesi di Outokumpu, dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.

Galgano: bene Letta Sull’incontro Letta-Almunia interviene la deputata umbra di Scelta civica Adriana Galgano: «Siamo grati al presidente Letta – scrive in una nota – per la richiesta di certezze sul destino delle acciaierie di Terni rivolta a Cernobbio al presidente della Commissione europea, Joaquin Almunia. E’ l’ennesima dimostrazione dell’attenzione e dell’impegno del governo per risollevare in sede europea le sorti della siderurgia italiana. Ast Terni rappresenta un’eccellenza nel settore per volume e qualità della produzione. Da parte nostra, continueremo a sostenere in parlamento l’azione dell’esecutivo affinché si individui al più presto un acquirente che garantisca la competitività dell’azienda e i livelli occupazionali».

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