mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 22:19

Vendita Ast, in arrivo nuove manifestazioni di interesse: «Passerella Marcegaglia irrituale»

Procedura Thyssenkrupp ancora al palo, ma l’indagine di mercato prosegue. Stato azionista e piano siderurgia, Burelli scettico

Il gruppo Marcegaglia ha compiuto i propri passi nei confronti della casa madre Thyssenkrupp, inviando una lettera per manifestare il proprio interesse per Acciai speciali Terni, poi i fratelli Emma e Antonio si sono recati in Umbria per presentarsi e mettere sui tavoli istituzionali e e dei sindacati il proprio progetto per il sito di viale Brin. Di sicuro, in questo modo hanno fatto girare il proprio biglietto da visita ma nel pieno rispetto di tutti i player che a vario titolo hanno gli occhi puntati sull’acciaieria ternana, l’amminstratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, in un’intervista a Repubblica chiarisce: «Marcegaglia non ha alcun vantaggio su altri che si sono già dichiarati interessati, né su coloro che si faranno avanti nel prossimo futuro».

Vendita Ast Il numero uno di viale Brin, sottolineandoo che Marcegaglia è il principale cliente di Ast, ha definito la passerella dei rappresentanti del gruppo a Terni «irrituale» e rimarcato che la loro visita in città, nell’ambito della procedura di vendita (ancora ferma al palo perché la nomina dell’advisor non è stata ancora effettuata) non significa nulla, anzi potrebbe indurre altri potenziali acquirenti a credere che ci sia già un accordo. L’ingegnere sgombera il campo in questo senso e annuncia che nuove manifestazioni di interesse sarebbero in arrivo. Nell’intervista i numeri del calo di produzione subito negli ultimi mesi, la ragione del taglio dei lavoratori interinali e pure un passaggio su un eventuale intervento del governo negli affari di Ast: Burelli non crede nello Stato azionista, piuttosto richiama l’esecutivo nazionale alla necessità di politiche tese a favorire lo sviluppo industriale, come quelle per l’energia. Rispetto al piano nazionale per la siderurgia di cui si parla tanto, l’ad di Ast: «Siamo gli unici produttori di inox, siamo una storia a parte»

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