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martedì 1 dicembre - Aggiornato alle 18:25

Vendita Ast al palo, sindacati e azienda tornano al confronto. Mise: «Sito strategico»

Da giovedì 22 ottobre calendarizzazione di incontri ai piani alti di viale Brin, dal governo atteso piano nazionale siderurgia

di M. R.

Note disgiunte di sigla in sigla sindacale danno il senso, a margine della call del Mise, di un tavolo interlocutorio andato in scena nella giornata di mercoledì. Un summit tra azienda, sindacati, istituzioni, associazioni di categoria e governo per discutere di una vendita del sito Ast di Terni che non sarebbe stata ancora formalmente avviata come ha sottolineato l’amministratore delegato di Acciai Speciali Terni Massimiliano Burelli.

Sindacati e azienda lavoreranno ad un’intesa Il dibattito, come ipotizzato, mercoledì pomeriggio si è spostato sui temi di organizzazione interna alla fabbrica, in particolare sull’accordo ponte ormai scaduto, nonché sulle azioni del governo che continua a definire l’acciaieria di terni strategica per l’Italia ma tarda nella convocazione di un vertice per il piano nazionale della siderurgia. Da giovedì – riferisce la Fim Cisl – saranno calendarizzati incontri tra organizzazioni sindacali e azienda. La Fiom si concentra su una questione centrale: «Occorre chiarire se la decisione di ThyssenKrupp è quella di cedere soltanto la produzione del settore dell’acciaio inossidabile e non anche la commercializzazione attraverso i centri di finitura e i centri di servizi». Perplessi per una vendita ferma ancora al palo i rappresentanti della Uilm. L’Ugl ammonisce: «La vendita non può distrarre da qualità delle produzioni e competitività del sito».

Fim Cisl «Abbiamo  chiesto all’azienda, essendo scaduto l’accordo del 2019 che coinvolge anche le  istituzioni, di ridiscutere e rinnovare l’accordo a livello territoriale e contestualmente al  Mise di essere regia e garante per gli avanzamenti della trattiva».  Così i segretari della Fim Cisl territoriale e nazionale Simone Liti e Valerio D’Alò -. «Abbiamo anche sollecitato l’azienda a farlo perché l’assenza di interlocuzione sull’accordo  crea delle tensioni interne che non aiutano in un percorso di vendita in corso. Abbiamo anche chiesto delucidazioni al governo in merito alla strategicità del sito di Terni  e sul percorso di ristrutturazione che ha già riguardato impiegati e operai. Abbiamo infine chiesto al governo anche di intervenire verso l’Europa e l’Antitrust che ha  inciso con le sue scelte nel processo che ha visto coinvolta l’Ast di Terni nel 2014 e il suo  ritorno in Thyssenkrupp pertanto da capire se il perimetro di vendita rimane lo stesso e se  Ast deve almeno rimanere il quarto competitor nel panorama dei produttori europei  dell’acciaio».

Il governo  «Nelle sue conclusioni -emerge dalla nota della Fim Cisl – la Sottosegretaria Alessandra Todde ha confermato la strategicità del sito ternano, così come dichiarato nel giugno 2019, e che, una volta chiaro il quadro degli  azionisti e il relativo piano industriale, il governo farà il massimo per garantire la  competitività del sito; confermata, inoltre, la volontà del governo e del Ministro Patuanelli  di avviare un piano nazionale per la siderurgia.  In conclusione, è stato chiesto all’azienda di avviare immediatamente un confronto  sull’accordo ponte scaduto nel 2019 e già nella giornata di domani sarà stabilito un  calendario di incontri.  Riteniamo la variabilità tempo fondamentale per una positiva risoluzione della cessione Ast  Terni. Come Fim Cisl monitoreremo tutte le fasi della cessione sia al livello del Gruppo che a livello territoriale per quanto riguarda l’avvio della trattativa per rinnovare l’accordo  ponte del 2019.

Fiom Cgil «Pur non essendo in presenza di un avvio formale del processo di vendita, come Fiom riteniamo necessario che il governo apra un’interlocuzione diretta con la capogruppo ThyssenKrupp per avere preliminarmente chiare le intenzioni e gli orientamenti della stessa sull’insieme delle produzioni siderurgiche. Infatti le decisioni e i comportamenti di ThyssenKrupp sono stati in questi mesi assolutamente contraddittori e ondivaghi». Lo dichiarano a margine dell’incontro Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom e responsabile del settore Siderurgia e Alessandro Rampiconi, segretario generale Fiom Terni. «Occorre chiarire – proseguono da Fiom Cgil – se la decisione di ThyssenKrupp è quella di cedere soltanto la produzione del settore dell’acciaio inossidabile e non anche la commercializzazione attraverso i centri di finitura e i centri di servizi: questione decisiva legata al pronunciamento formale della Commissione europea e dell’Antitrust nel 2014 ed alle reali prospettive di competitività del sito di Terni. All’incontro di oggi seguiranno incontri aziendali per l’aggiornamento e la ridefinizione dell’accordo ponte che è scaduto il 30 settembre del 2019 e che dovrà coprire una fase di transizione ancora incerta ma che durerà presumibilmente almeno 9 mesi. È evidente che quella sede di confronto aziendale non potrà non avere un momento di verifica e di garanzia istituzionale e tempi assolutamente certi per la conclusione dello stesso, per garantire una transizione ordinata alla vendita del sito di Terni, dal punto di vista produttivo, occupazionale e della competitività, punto fermo ed elemento centrale per la Fiom. Durante l’incontro è emersa anche la disponibilità del MiSe ad aprire un tavolo di confronto sul piano nazionale della siderurgia: per quanto ci riguarda si deve passare dalle dichiarazioni di disponibilità all’apertura di un confronto che consenta di arrivare alla condivisione delle scelte strategiche sul settore siderurgico e non semplicemente ad una comunicazione delle intenzioni del governo».

Uilm Terni «L’annuncio del mancato avvio della procedura di vendita di Ast Terni da parte di Thyssenkrupp ci lascia molto perplessi». Questo il primo commento da parte della Uilm a firma Guglielmo Gambardella, Coordinatore nazionale Uilm del settore siderurgico, e Simone Lucchetti, Segretario Uilm Termi. «Dopo il balletto delle dichiarazioni, degli anni scorsi, sulla strategicità del sito ternano per la multinazionale tedesca, adesso si è aperto quello sulla vendita sì o vendita no. Tutto questo non garantisce tranquillità e certezza a Terni, ai lavoratori, alla città ed al sistema manifatturiero italiano. Abbiamo nuovamente chiesto ai rappresentanti del governo – sottolineano Gambardella e Lucchetti – di intervenire sulla multinazionale tedesca per verificare che la vendita avvenga nella direzione di una valorizzazione del sito ternano e non come una semplice dismissione senza una prospettiva certa di sviluppo. È necessario avere certezza, quando verrà avviata la fase valutazione delle offerte di acquisto – continuano Gambardella e Lucchetti – che Thyssenkrupp assuma prioritariamente, come base di valutazione, le proposte di acquirenti che assicurino, attraverso un credibile piano industriale, il mantenimento dei livelli occupazionali, volumi produttivi ed adeguati investimenti per lo sviluppo industriale futuro di Terni. Di fronte all’incertezza dei tempi dell’eventuale vendita – proseguono – sarà fondamentale rinnovare l’accordo ponte scaduto il 30 settembre scorso, assicurando fin da subito i necessari investimenti che garantiscano le manutenzioni e l’efficienza impiantistica, i volumi produttivi e livelli occupazionali. Per la Uilm – concludono – il rinnovo dell’accordo ponte dovrà avvenire in tempi ristrettissimi. Il sottosegretario Todde ha assicurato l’impegno del Mise nel monitorare la questione della vendita ed il sostegno sul nuovo accordo ponte, della durata di un anno, che verrà discusso a livello territoriale».

Ugl metalmeccanici «Secondo il nostro punto di vista, permangono criticità organizzative di previsione di ruoli e funzioni legate alle opportunità di un mercato ad oggi in crescita. In tale prospettiva è opportuno sfruttare al meglio l’occasione di posizionamento e rafforzamento». Lo dichiarano in una nota congiunta al termine dell’incontro il segretario nazionale Ugl metalmeccanici Antonio Spera e il vicesegretario nazionale con delega alla siderurgia Daniele Francescangeli. «La vendita di Ast, non deve, secondo il nostro giudizio, andare a discapito della riqualificazione delle produzioni e del rilancio degli investimenti, indispensabili per rimanere ai vertici dei mercati. Durante il confronto abbiamo ribadito l’importanza di una maggiore trasparenza, efficienza ed efficacia degli interventi al fine di raggiungere gli obbiettivi strategici quali la competitività produttiva e qualitativa del settore commerciale. Considerata la complessità della questione, inoltre, riteniamo fondamentale fornire giuste e corrette informazioni al fine di poter tutelare i lavoratori e le lavoratrici che quotidianamente svolgono con diligenza, responsabilità ed onestà il proprio lavoro».

Walter Verini «Ho assistito anch’io nel pomeriggio – scrive in una nota il commissario regionale Pd Walter Verini -, alla riunione sul futuro dell’Ast di Terni, convocata dal Governo con i rappresentanti dei lavoratori, l’Amministratore delegato Burelli, le istituzioni e presieduta dalla sottosegretaria Todde. Consideriamo positivo questo ruolo attivo del Governo su due piani: il primo, vigilare, accompagnare affinché nel processo di vendita da parte di Thyssen Krupp si mantengano intatti il valore strategico e produttivo del sito e i livelli occupazionali e il secondo, favorire – come è avvenuto – lo sforzo per rinnovo dell’accordo territoriale attraverso una trattativa che garantisca produzioni, mercato, manutenzione. Come Pd sosteniamo la necessità di un moderno e competitivo piano siderurgico nazionale. In questo quadro la specificità e la qualità produttiva del sito di Terni rappresenta un punto fermo non solo per la città e per l’Umbria, ma per il Paese».

Nevi Nel dibattito entra giustamente anche la politica: «Oggi – dichiara il deputato Fi Raffaele Nevi – ho avuto la possibilità di partecipare alla riunione del tavolo su Ast Terni, organizzato in videoconferenza dal Ministero dello Sviluppo economico. Un incontro urgente che anche noi di Forza Italia, abbiamo più volte richiesto per chiarire la vicenda che interessa il sito di Terni. Ci troviamo di fatti davanti ad un sito strategico per il Paese, in quanto è l’unico sito industriale che produce acciaio inox. Il Governo per questo, secondo noi, non deve limitarsi solamente ad essere uno spettatore esterno, ma assumere un ruolo di maggiore protagonismo nella definizione del futuro del nostro sito e della siderurgia italiana in generale. Sul fronte aziendale invece abbiamo constatato la disponibilità di AST-Thyssenkrupp di aprire un tavolo di confronto con i lavoratori per arrivare alla definizione di un accordo ponte che traghetti l’azienda fino al passaggio di proprietà che come ha detto Burelli non sarà completata prima di 9 mesi. Come Forza Italia vigileremo costantemente affinché il tempo che passerà non comporti la mancata realizzazione degli investimenti e il depauperamento della competitività dell’azienda stessa».

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