mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 14:52

Università, a Ingegneria nasce l’incubatore della ricerca: «Luogo destinato a imprese innovative»

Cinque locali e 17 postazioni attive. Molti i servizi offerti a favore di chi vuole sviluppare nuove idee

Uno dei locali dell'incubatore

Cinque locali con 17 postazioni all’interno del Polo di Ingegneria dell’Università di Perugia, dove lunedì è stato inaugurato l’«Incubatore della ricerca applicata e delle start up innovative»; un luogo che mette a disposizione spazi e servizi, gratuiti e a pagamento, a favore di ricercatori, titolari di assegni di ricerca, dottorandi, specializzandi, studenti e personale tecnico-amministrativo dell’Università che intendano attivare nuove imprese o sviluppare idee innovative, valorizzando la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Uno spazio permanente e multidisciplinare dove poter sviluppare nuove professionalità e valorizzare in termini imprenditoriali, mediante il contatto con i centri di ricerca accademici, il patrimonio culturale, le competenze e le tipicità presenti nelle produzioni dell’Umbria.

Il progetto In via prioritaria l’incubatore, realizzato con il sostegno della Regione, accoglierà e assisterà le aziende spin off della ricerca, ma potrà ospitare, in funzione degli spazi disponibili, anche start up innovative non di stretta derivazione universitaria, fornendo gli stessi servizi a tariffe convenzionate. A disposizione dunque ci saranno spazi con tecnologie per realizzare prototipi, prodotti e servizi di vario tipo, dalla stampa 3d e laser scanner al supporto allo sviluppo di business plan, dalla possibilità di contattare investitori istituzionali e fondi di venture capital al sostegno alla promozione e comunicazione e non solo. In generale, dunque, un luogo culturale «in cui crescere – è stato detto lunedì – migliorarsi e realizzare progetti di qualità».

La cerimonia A gestire le attività della struttura sarà Loris Nadotti, delegato del rettore al Trasferimento tecnologico, e da un comitato di coordinamento e indirizzo composto da diversi professori. Alla cerimonia hanno partecipato il rettore Franco Moriconi, l’assessore regionale Antonio Bartolini, Nadotti e l’ingegner Andrea Alunni, che può vantare un’esperienza decennale all’Università di Oxford nel settore del trasferimento tecnologico. «Il trasferimento tecnologico – ha sottolineato – non è un tema che investe soltanto la finanza: riguarda soprattutto la qualità delle persone che vengono coinvolte. Persone che sono capaci di trasformare un’idea in un prodotto attraverso alcuni passaggi chiave». Alunni ha sottolineato le possibilità che apre un percorso «basato essenzialmente sulle persone da formare o da attrarre lì dove svolgano questo ruolo, e poi la finanza arriverà».

Oltre 50 nate Il lavoro dell’Università su questo fronte non è iniziato ora: dal 2004, come ha spiegato Nadotti, sono nate oltre 50 imprese, delle quali a oggi ne sopravvivono una trentina; e tra queste uno dei casi di maggior successo è quello della MF Microtech. «Le attività di queste imprese innovative – ha detto – danno luogo a fenomeni di contaminazione: è importante che tali imprese possano essere ospitate, in una fase di avvio, in un luogo che sfrutti gli effetti della prossimità, dove si possa massimizzare quella è che la cultura della innovazione: laddove c’è la ricerca universitaria questa possibilità è molto più marcata».

Bartolini e Moriconi Per Bartolini la struttura rappresenta «il tassello più importante di un ecosistema che stiamo portano avanti per l’innovazione, per mettere in rete tutti i poli dove si svolge questa attività e dove un ruolo importante riveste il LivingLAB. Il trasferimento tecnologico è fondamentale per creare un valore economico». Moriconi ha voluto sottolineare come con questa inaugurazione l’Ateneo si ponga «sempre più al servizio della ricerca, dell’innovazione e soprattutto del territorio. Accompagneremo, sostenendole e valorizzandole, idee sperimentali che nel panorama attuale ritengo possano davvero fare la differenza

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