venerdì 23 giugno - Aggiornato alle 01:58

Unicredit, Norda e Tramite scoprono le carte: pronto il piano di salvataggio per Sangemini

Gianantonio Tramet, di Tramite

di Marco Torricelli

Si era detto lunedì, massimo martedì. Poi, però, si sarebbero «messi di mezzo i commercialisti», così una fonte rivela a Umbria24, e «la cosa si è, un pochino, complicata». Ma da mercoledì mattina il piano – messo a punto da Unicredit, gruppo Norda-Gaudianello e Tramite – è sul tavolo dell’advisor (il prestigioso studio bolognese dell’ex ministro Piero Gnudi), che lo sta inoltrando al tribunale di Terni.

La cordata  I tre partner in un’operazione definita «complicata, ma non impossibile» da chi ci sta lavorando, hanno insomma chiuso il dossier, anche se incontri tesi a definire i dettagli ‘interni’ sono ancora in corso. E sono pronti a confrontarsi con il tribunale per quella che sarà la stretta finale della discussione. Magari proponendo un iniziale ‘affitto del ramo d’azienda’, finalizzato però, a quanto è dato sapere, alla successiva acquisizione di Sangemini.

Unicredit La banca con il cervello a Milano farà il sacrificio più grosso, facendo ‘ciao ciao’ con la manina ad una paccata di milioni – più di sessanta, per dire – di crediti pregressi con Sangemini, mentre una parte saranno trasformati in nuovi investimenti. Gli altri creditori di Sangemini – che complessivamente ‘avanzano’ una quindicina di milioni – dovranno bere la loro parte di amaro calice, vedendosi decurtare drasticamente anche la loro quota.

Norda-Gaudianello  Il gruppo che fa capo alla famiglia Pessina dovrà certamente fare i conti con i rapporti con il territorio o, meglio, con i territori nei quali è già presente: a Primaluna (Lecco) è da mesi in discussione un piano di ristrutturazione che ha provocato polemiche anche violente. Mentre a Melfi (Potenza) il gruppo ha fatto sapere che intende ridurre il personale di 25 unità su un totale di 113 addetti. Tutte procedure legate, in un modo o nell’altro, a questioni logistiche e distributive.

Tramite La società di broker professionisti, fondata da Gianantonio Tramet nel 1993 e che opera nell’intermediazione in Italia e all’estero verso le principali catene distributive di beni di consumo, dovrà garantire quella penetrazione nel mercato dei prodotti Sangemini che, l’attuale come la vecchia gestione dell’azienda, non sono state in grado di assicurare. Integrando ovviamente le produzioni dello stabilimento umbro con quelli degli altri.

Prospettive Dettagli tecnici, investimenti, progetti di ristrutturazione e, anche, la sorte dell’attuale proprietà di Sangemini, per ora, sono noti solo ai diretti interessati, all’advisor e, nel caso questi abbia già girato il tutto, al giudice Paola Vella ed al presidente del tribunale di Terni, Girolamo Lanzellotto. Che potrebbero convocare, a stretto giro, una riunione per verificare l’effettiva praticabilità del piano ed, eventualmente, dare il ‘via libera’ definitivo. Con il piano industriale che potrà essere ufficializzato e sul quale si aprirà il confronto con le istituzioni locali (informalmente arriva un endorsement per l’assessore Vincenzo Riommi: «La sua azione – confida chi ha lavorato all’operazione – è stata decisiva») e le organizzazioni sindacali.

I lavoratori Loro, quelli che aspettano di conoscere quale sorte li aspetta – sì, i lavoratori – non abbassano la guardia e, anzi, quella insofferenza che, peraltro, si era già manifestata nel corso delle ultime assemblee, è sempre più evidente. E per dire cosa pensano si rivolgono ad uno dei cronisti che si sono trovati spesso tra i piedi, in questi ultimi mesi: «Se questa ipotesi si concretizzerà – dicono alcuni di loro – l’azienda potrà continuare a vivere e di questo siamo felici, visto che per tutti noi è lavoro e prospettive di vita. Ora si dovrà fare in modo che queste prospettive restino reali per tutti».

  • john

    mi auguro che norda, gaudianiello, unicredit e gianantonio tramet ce la facciano a salvare sangemini