domenica 27 maggio - Aggiornato alle 05:52

Umbria, ecco il rapporto Ires Cgil: «Segnali di ripresa ma occupazione e consumi ancora indietro»

In aumento anche i Neet, giovani che non studiano e non lavorano. Nel 2017 Pil in aumento dell’1.1%.

di Massimo Colonna

Deboli segnali di ripresa, ma su occupazione e consumi è ancora buio pesto. Questo il resoconto stilato dal rapporti Ires Cgil regionale, che mette in evidenza come in Umbria ci sia una leggera inversione di tendenza per l’economia, «ma da prendere con le molle». In aumento, tra il 2016 e il 2017, anche i Neet, ossia i giovani che non studiano e non lavorano. Il rapporto è stato curato dai ricercatori Marco Batazzi e Lorenzo Testa, e presentato in conferenza stampa da Mario Bravi, presidente dell’Ires Umbria, Attilio Romanelli, segretario generale della Cgil di Terni, Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia e Andrea Farinelli, della segreteria regionale Cgil Umbria.

I dati Ripresa leggera prima di tutto perché basati su segnali «molto deboli, visto che nel 2017 il Pil dovrebbe tornare a crescere, ma solo dell’1,1 per cento, meno della media nazionale e del Centro, e poi perché il gap con il 2007, prima dell’inizio della crisi, è ancora enorme: 13,4 punti percentuali di Pil, ovvero 3,6 miliardi di euro di ricchezza in meno»..

Bene esportazioni Dal rapporto emergono segnali positivi soprattutto sul fronte delle esportazioni, sostenute dalle condizioni favorevoli del ciclo globale, mentre per quanto riguarda occupazione e consumi il quadro è molto meno esaltante. Nel 2017 il numero di occupati in Umbria si è attestato a quota 354.803, con un incremento di appena 576 unità rispetto al 2016 (+0,2%), ma a crescere è solo il lavoro a termine (+20,4%), mentre cala fortemente (specie in provincia di Terni) il lavoro autonomo e arretra anche quello dipendente a tempo indeterminato. I disoccupati tornano a crescere, raggiungendo quota 41.762. Per quanto riguarda i consumi, poi, l’Umbria registra l’ottavo trimestre consecutivo di contrazione.

Nuovo progetto «È evidente che i segnali molto flebili di ripresa che si registrano vanno colti positivamente, ma non sono sufficienti da soli ad immaginare una risalita per l’Umbria – sostiene la Cgil – per questo da tempo chiediamo un nuovo progetto per la nostra regione, che concentri tutti gli sforzi e le risorse sull’obiettivo di creazione di nuovo lavoro di qualità, stabile e ben retribuito. Solo così infatti – conclude il sindacato – si può pensare di riattivare la domanda interna e di conseguenza i consumi. E solo così, soprattutto, è possibile combattere le crescenti disuguaglianze che stanno mettendo a rischio la coesione sociale che da sempre ci caratterizza».

@tulhaidetto

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