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martedì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:57

Umbria ultima nelle corsa per la neutralità climatica: ognuno emette 5,2 tonnellate di Co2 l’anno

Alti pure i consumi di energia calcolati in petrolio: sono 2,3 t pro capite. Rinnovabili unica nota positiva

di Chiara Fabrizi

Umbria fanalino di coda nelle corsa per la neutralità climatica. Sì, perché in base all’analisi pubblicata nelle ultime ore da Italy for climate, in collaborazione con Ispra, la regione realizza perfomance peggiori di quelle medie del paese per cinque dei sei indacatori presi in esame. Stessa pagella per la Toscana, dove tuttavia gli ‘sforamenti’ sono più contenuti.

Emissioni Co2, da ogni umbro 5,2 tonnellate In particolare, dallo studio emerge che nel 2020, anno esaminato dagli esperti, ogni umbro ha prodotto 5,2 tonnellate di emissioni di Co2. Un valore, questo, che colloca la regione in dodicesima posizione, ovvero nel gruppo dei territori coi risultati peggiori a fronte di una media nazionale, che si attesta a 4,9 tonnellate procapite. In cima alla classifica ci sono Campania (2,1), Lazio (3) e Marche (3,8). Ma sulle emissioni di Co2 l’Umbria potrebbe essere sulla buona strada. Nel report, infatti, viene calcolata anche la variazione percentuale media annua delle emissioni di Co2 nel triennio 2018-2020 e qui la regione fa rilevare una compressione del 7,4 per cento, collocandosi in ottava posizione, ma avvicinandosi molto alla media nazionale, che con il 7,6 per cento è comunque superiore.

Quasi azzerato consumo carbone Gli esperti di Italy for climate e Ispra ricordano che il carbone è la fonte fossile che produce più emissioni di gas serra, ma attualmente si ferma a sette il conto delle regioni ‘coal free’, dove cioè è stato azzerato il consumo del carbone e tra queste non rientra l’Umbria, che però si avvicina molto a un consumo pari zero (valori non riportati).

Consumo petrolio, ogni umbro 2,3 tonnellate L’altra coppia indicatori elaborati da Italy for climate misura i consumi finali lordi di energia pro capite, esprimendoli in tonnellate equivalenti di petrolio per abitante residente nel 2020: l’Umbria qui è addirittura 16esima con un consumo pro capite di 2,3 tonnellate, a fronte di una media italiana di 1,82 tonnellate. A differenze delle emissioni di Co2 la variazioni nel triennio non fa intravedere particolari miglioramenti. La flessione media annua dei consumi finali lordi di energia pro capite nel periodo 2018-2020 è stata in Umbria dell’1,5 per cento, che vale alla regione la bassa classifica, ovvero la 17esima posizione, perché in Italia la compressione di questi consumi viaggia al 5 per cento.

Fonti rinnovabili Gli altri due indicatori su cui è stato incardinato il ranking delle regioni più impegnate per la neutralità climatica è relativo alle fonti rinnovabili. In particolare, è stata misura la quota percentuale di fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia nel 2020 e l’Umbria si è piazzata ottava con il 24 per cento, realizzando l’unica perfomance migliore rispetto alla media nazionale, che qui si ferma al 19 per cento. Sul punto viene specificatamente segnalato, ma non è un indicato, che nel 2020 l’Umbria ha raggiunta una media procapite di watt installati con impianti fotovoltaici di 566, vale a dire un risultato marcatamente superiore alla media nazionale, che si ferma a 359. L’ultimo indicatore preso in esame da Italy for climate è la variazione percentuale media annua dei consumi da fonti rinnovabili nel triennio, che colloca l’Umbria in penultima posizione a causa di un risultato negativo, ovvero una flessione del 2,1 per cento, mentre il risultato medio del paese, seppur di misura, è positivo per lo 0,5 per cento.

 

 

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