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venerdì 12 agosto - Aggiornato alle 15:58

Umbria come il Belgio, puntiamo a essere i primi sulla birra di qualità

Presentato Hops digital hub, imprese, istituzioni, organizzazioni insieme per sostenere la forte crescita di questo settore

L’Umbria non solo si conferma la culla dell’innovazione brassicola italiana, ma può diventare benchmark della filiera della birra prodotta con il luppolo, nuova eccellenza dell’agricoltura umbra, e protagonista del nascente filone del turismo dedicato. E’ quanto è emerso a Perugia all’incontro al centro servizi della Camera di commercio dell’Umbria in via Mazzini, sul progetto Hops digital hub (hdh), nato con il sostegno del bando sulla digitalizzazione e promozione delle reti di impresa promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria. E che la voglia di sinergia sia reale lo dimostra il parterre che la Conferenza Stampa ha messo insieme: Roberto Morroni, vicepresidente della Giunta regionale, Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria, Matteo Bartolini, presidente regionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) e vicepresidente nazionale, Stefano Fancelli, presidente Luppolo Made in Italy, Marco Romanelli (cooperativa sociale La Rondine a Maccarello), Luana Meola (Birra Perugia Unionbirrai), Carlo Schizzerotto, direttore nazionale Consorzio birra italiana; Michele Sensidoni (Mastri Birrai Umbri), Alessandro Bartolucci ed Emanuele Frenguelli, funzionari dell’Agenzia delle accise dogane e monopoli, ufficio di Perugia.

Approfondimento «Hdh – ha introdotto Stefano Fancelli – è l’hub della comunicazione digitale del luppolo italiano e della birra al 100% made in Italy. Hdh è l’innovazione della comunicazione digitale al servizio dell’agricoltura d’eccellenza per costruire la community della filiera della birra artigianale e del turismo brassicolo. Il Luppolo è una nuova eccellenza dell’agricoltura umbra che si sta affermando come ingrediente di alta qualità per produrre birra al 100% italiana e non solo, visto l’interesse dei consumatori e delle imprese per i molti modi d’impiego di questa straordinaria pianta». L’Assessore regionale all’Agricoltura Roberto Morroni ha rilevato come, per il quinquennio 2023-2027 del Psr (Piano di sviluppo rurale) l’Umbria abbia a disposizione 535 milioni di euro e come, nel biennio 2020-2022, la Regione con il Psr abbia mobilitato 285 milioni di euro (complessivamente, la mandata 2020-2027 del Psr vale 820 milioni di euro).  L’Agricoltura umbra- ha detto Morroni – si trova davanti a un momento storico cruciale perché non basta mantenere, ma occorre sviluppare, come testimonia anche la denominazione ‘Piano di sviluppo rurale’. Lo sviluppo su cui puntiamo ha cardini precisi: la valorizzazione delle eccellenze del territorio, l’innovazione a tutto campo ma soprattutto digitale, la capacità di irrobustire e creare reti e filiere. Sono le linee fondanti del programma della Regione, perché solo così si possono cogliere obiettivi come l’aumento della remunerazione dei vari soggetti delle filiere e un’agricoltura sempre più sostenibile, intendendo la sostenibilità a 360 gradi: ambientale, economica e sociale. In quest’ambito rientra pienamente la nuova eccellenza dell’agricoltura umbra, il luppolo, e la filiera nata intorno a Hops digital hub  non solo rappresenta un successo, ma ha grandi potenzialità di crescita e di capacità di fare leva per tutto il settore brassicolo». Il presidente Giorgio Mencaroni ha evidenziato come Hdh rappresenti «un esempio di successo per il bando sulla digitalizzazione delle reti di impresa promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria. Il bando prevede la creazione di sette rete di impresa, ma ne è potuta partire solo una a causa della pandemia da Covid-19. Ora riprenderemo il discorso, magari aggiornando i programmi alla luce dei profondi cambiamenti che la pandemia ha determinato in non pochi settori economici.

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