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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 11:41

Turismo, in Umbria ponte di Ognissanti col pienone. Imprese preoccupate per i costi energetici

Federalberghi: «Occupazione delle strutture intorno al 90%, difficile trovare una stanza». Buoni segnali anche per il periodo natalizio

Turisti ad Assisi nelle scorse settimane (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Un ponte di Ognissanti con il pienone che però non basta ad allontanare le nuvole dall’orizzonte. Le previsioni delle organizzazioni di settore per quanto riguarda il turismo umbro per i prossimi giorni sono più che ottime. Complice anche il caldo decisamente anomalo il tasso di occupazione delle strutture ricettive è infatti molto alto in quasi tutte le zone dell’Umbria. «I dati – spiega a Umbria24 Simone Fittuccia di Federalberghi Perugia – sono ottimi. Da venerdì sera sono attesi i primi flussi con un tasso di occupazione pari al 50 per cento, mentre da sabato a lunedì si sfiora il 90 per cento sostanzialmente su tutto il territorio; da martedì invece sono attesi i rientri. Nel complesso sono numeri importanti: il ponte sta avendo ottimo successo e gli operatori sono molto contenti».

I numeri Il trend, spiega Fittuccia, è particolarmente positivo nelle città d’arte come Perugia, Spoleto, Gubbio, Orvieto, Todi e non solo. «È difficile trovare una stanza. A Perugia – racconta – nelle ultime ore è arrivata una troupe e siamo riusciti a sistemarla solo in periferia». Buoni numeri anche per l’area del lago Trasimeno e per la Valnerina: a Cascia gli hotel sono quasi tutti pieni mentre a Norcia ovviamente il quadro è condizionato dalle tante strutture ancora ko a causa del terremoto. «Anche a Città di Castello – prosegue Fittuccia – la situazione è positiva». Maria Carmela Colaiacovo, presidente dell’Associazione italiana Confindustria alberghi parla di tassi di occupazione in leggero aumento rispetto al 2019, con Perugia che supera l’85 per cento.

Il Natale Nonostante il clima faccia pensare più alla tarda primavera che all’autunno, le imprese del settore ovviamente stanno già pensando e lavorando al periodo natalizio. «Anche se timidamente – risponde sul punto Fittuccia – le cose si stanno muovendo. A Perugia si stanno registrando buoni risultati anche grazie al fatto che si terrà lì il Capodanno Rai, mentre a Orvieto (dove si tiene l’edizione invernale di Umbria jazz, ndr) c’è ancora disponibilità ma il tasso di occupazione è già intorno al 65 per cento. Di sicuro però non bastano né il ponte di Ognissanti né il periodo natalizio a risolvere i problemi».

CAPODANNO RAI A PERUGIA: I DETTAGLI

I rincari Questo come altri settori infatti deve fare i conti con aumenti «del 460 per cento per quanto riguarda l’energia – dice Fittuccia – e del 300 per cento per il metano. Poi in questi giorni c’è la bastonata Tari, con i Comuni che dicono di poter solo rateizzare; a questo vanno aggiunti incrementi per il carrello della spesa intorno al 30-40 per cento». Secondo Fittuccia a fronte di tutto ciò gli hotel in media hanno aumentato i prezzi intorno al 10-15 per cento; di più non si può spingere se non si vogliono perdere clienti e prenotazioni. «Molte imprese – dice – potrebbero chiudere e non arrivare quindi a primavera. Bisogna attutire questi aumenti». Da novembre in poi, spiega il presidente di Federalberghi, molte strutture stagionali chiuderanno e lo stesso – per difendersi dagli aumenti – faranno anche alcune di quelle che di solito lavorano tutto l’anno.

Confindustria «Le preoccupazioni – scrive poi in una nota Colaiacovo – si concentrano sui conti delle nostre imprese su cui grava drammaticamente l’aumento dei costi dell’energia che mette a rischio l’operatività nei mesi invernali quando fisiologicamente si riduce l’occupazione camere. In assenza di interventi rinnovati e potenziati rischiamo che, malgrado la domanda, ci siano aziende costrette a sospendere l’attività. Ma siamo fiduciosi, sappiamo che il Governo e il neo ministro sono consapevoli e fortemente impegnati su questo punto e confidiamo di poter avere presto le risposte che servono per poter affrontare anche questa fase e non interrompere il percorso di rilancio che il settore ha intrapreso».

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