lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 07:03

Turismo, ad aprile in Umbria crescita a due cifre. Controlli, arriva la stretta contro l’abusivismo

Presentati i numeri del primo quadrimestre e la nuova campagna di promozione estiva: le novità

La cascata delle Marmore

di Daniele Bovi

«Con i dati dei primi quattro mesi del 2019 e in particolare con quelli di aprile, possiamo dire che ci siamo messi definitivamente alle spalle la stagione post terremoto». Le parole sono del presidente della Regione Fabio Paparelli che mercoledì ha fatto il punto sui flussi turistici relativi alla prima parte dell’anno e presentato la campagna di promozione estiva. Tra gennaio ed aprile complessivamente gli arrivi (cioè il numero di clienti registrati nelle strutture) rispetto allo stesso periodo del 2018 sono cresciuti del 3,5%, toccando quota 603 mila, mentre le presenze (il numero di notti trascorse) del 4,35%, cioè 1,3 milioni in termini assoluti. Positivi in particolare i numeri di aprile, dove i flussi si sono concentrati in soprattutto nel periodo pasquale e in quello dei ponti: l’aumento è stato superiore al 12,5% sia negli arrivi che nelle presenze in confronto a un anno fa. Il segno più c’è anche se si guarda al 2016, anno particolarmente positivo per il settore turistico umbro, almeno fino al terremoto: gli arrivi sono cresciuti del 15% e le presenze del 24%. «I dati di aprile – ha detto Paparelli – fanno quindi ben sperare per la prossima stagione turistica».

PATTO DA 300 MILA EURO PER PROMUOVERE L’UMBRIA ONLINE

I controlli Sul fronte dell’offerta è da segnalare la crescita del settore affitti, cioè Airb&b e soci: le «locazioni turistiche» sono passate dalle 370 (con 2.055 posti letto) del 30 aprile 2018 alle 939 (5.390 posti) di un anno dopo, anche se l’incidenza in termini di arrivi e presenze è bassa (2,5% e 3,3%). A dominare, come di consueto, sono l’Assisano e il Perugino, zone che da solo valgono quasi la metà dei flussi (il Folignate pesa poco più del 10% mentre il Trasimeno il 6% e l’Orvietano poco meno del 9%). Tutti questi numeri non comprendono però l’abusivismo, «un fenomeno – ha promesso Paparelli – che vogliamo stroncare definitivamente». Allo studio c’è un accordo in cui saranno coinvolte le associazioni del mondo turistico, Prefetture, Regione e Comuni. Oltre a una piattaforma unica digitale in cui far convergere tutti i dati così da poter monitorare il settore, sarà chiesto un inasprimento dei controlli.

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Sforzo collettivo «Ad esempio oggi – dice Paparelli – delle oltre 4 mila strutture registrate un quarto o dichiarano presenze zero oppure non dichiarano proprio; nel primo caso i Comuni dovrebbero togliere le licenze, dato che risultano inattive, mentre nel secondo vanno incrementati i controlli. Ci sono tantissime presenze che non riusciamo a quantificare ma serve uno sforzo collettivo». Quanto alla promozione, dopo la campagna natalizia è partita quella estiva, che coinvolgerà diversi canali. A Milano e Roma il territorio umbro e i suoi eventi saranno promossi su tram, bus, stazioni e sui muri di zone strategiche delle due città. In più sono stati comprati spazi su una ventina di testate nazionali, dai quotidiani alle riviste, oltre che su tre radio.

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Il sito Un ruolo lo gioca ovviamente il sito Umbriatourism, sul quale nei giorni scorsi è stato fatto il punto da Sviluppumbria e Camera di commercio di Perugia, che investiranno 300 mila euro sulla promozione dell’Umbria sul web. Dal 2015 a oggi quasi 1.400 tra strutture e operatori hanno chiesto di aderire alla piattaforma per la promo-commercializzazione delle offerte, con interazioni in progressiva crescita. «Fare campagne in modo continuo e strutturale – ha detto Mauro Agostini, direttore di Sviluppumbria – è fondamentale, perché dà certezze sulla programmazione agli operatori. Quanto alla gestione dei dati, che oggi sono il vero oro nero, il sito permette anche una profilazione del turista, anche in questo caso importante per programmare».

Twitter @DanieleBovi

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