giovedì 9 luglio - Aggiornato alle 04:41

Treofan, via allo sciopero: «Riportare gli ordini nel sito di Terni»

Sindacati, lavoratori e istituzioni davanti ai cancelli: «Dall’azienda continuano a mancare risposte»

Primo pacchetto di sciopero per i lavoratori della Treofan, da settimane in agitazione per il futuro dell’aziende di proprietà Jindal. Come annunciato nei giorni scorsi, lunedì mattina lavoratori, rappresentanti dei lavoratori e alcuni esponenti del consiglio comunale di Terni si sono ritrovati davanti ai cancelli per sciopero e presidio.

I temi La questione riguarda sostanzialmente i piani della proprietà per il prossimo futuro, in particolare per il sito di Terni. «Dagli ultimi confronti tenuti con l’azienda – spiega Fabrizio Framarini della Femca Cisl – non abbiamo ottenuto risposte sufficientemente chiare per quanto riguarda i piani su Terni. Per questo abbiamo deciso di intraprendere questa iniziativa di sciopero perché è impossibile tenere i lavoratori e il loro futuro in questo stato continuo di incertezza. Nei prossimi giorni ci sarà un presidio anche nel sito di Battipaglia a cui pateciperemo anche noi». «Dall’incontro tenuto nei giorni scorsi con l’azienda – spiega Marianna Formica, della Filctem Cgil – non abbiamo ottenuto le risposte che volevamo. Noi siamo qui in particolare per chiedere che gli ordinativi dell’azienda tornino su Terni, che in questi ultimi mesi è stato invece completamente svuotato di ordini. Per questo è anche necessario che i macchinari che l’azienda sta portando via da Battipaglia siano trasferiti a Terni, proprio perché questo sito ha dato sempre dimostrazione di poter lavorare su ordini di rilievo. Per questo saremo presenti anche noi al presidio che sarà organizzato a Battipaglia». Solidarietà ai lavoratori è stata espressa da diverse forze politiche.

Gli interventi Sulla vicenda interviene Potere al Popolo di Terni. «Nessuna garanzia è stata data dalla proprietà né per quanto riguarda un piano industriale definito, né sul mantenimento della manodopera, né sul trasferimento a Terni degli impianti dal sito di Battipaglia. Vale la pena ricordare che tali impianti erano stati acquistati con contributi pubblici. Sarebbe assurdo finiscano in altri stabilimenti della multinazionale indiana in Belgio, in Olanda o in India. E’ l’assurda normalità imposta dal cosiddetto libero mercato: i padroni delle multinazionali si arricchiscono grazie ai finanziamenti statali (soldi di tutti noi cittadini) e poi sono liberi di chiudere e spostare altrove le loro produzioni, lasciando nei territori macerie e disoccupazione. Ricordiamo che la chiusura della Treofan potrebbe avere conseguenze devastanti sull’intero polo chimico di cui fa parte, che occupa circa 150 lavoratori (oltre a quelli dell’indotto). E’ ora che lo Stato intervenga nazionalizzando la Treofan e tutti i settori strategici, che non possono essere lasciati nelle mani della multinazionale di turno».

Forza Italia «Oggi ho portato la mia solidarietà a nome del gruppo parlamentare di Forza Italia ai lavoratori della Treofan, in sciopero a causa della interruzione unilaterale delle relazioni industriali da parte del gruppo Jindal, proprietario della azienda ternana. La assoluta mancanza del rispetto del percorso stabilito presso il Ministero dello sviluppo economico – scrive il deputato ternano Raffaele Nevi – impone al Ministro Patuanelli di riprendere in mano con decisione la vertenza. L’Italia non può permettersi di farsi prendere in giro da una multinazionale straniera in modo così spudorato. Al territorio, ai lavoratori e anche al nostro Paese serve chiarezza e investitori seri e non predatori che vogliono solo delocalizzare produzioni anche importanti come il film di propilene. Per questo annuncio che predisporrò una interrogazione parlamentare urgente al Ministro dello Sviluppo economico».

Lega La Lega a tutti i livelli esprime vicinanza ai circa 150 lavoratori della Treofan di Terni che dalla giornata di oggi hanno indetto un nuovo sciopero e annuncia battaglia a tutela dei livelli occupazionali e produttivi e contro il depauperamento che la proprietà sta conducendo nei confronti del sito ternano. La senatrice Valeria Alessandrini e il consigliere regionale Daniele Nicchi hanno portato la solidarietà agli operai annunciando la presentazione di due iniziative sul tema. La prima riguarda un’interrogazione parlamentare urgente rivolta al Ministero dello Sviluppo Economico con la quale si sollecita il Governo ad «azioni di sua competenza, anche nell’ambito del tavolo di crisi già attivato, da intraprendere per la tutela dello stabilimento Treofan di Terni e dei lavoratori ivi impiegati». Porta la firma di tutti i consiglieri regionali della Lega Umbria, la mozione che verrà discussa a breve in Assemblea Legislativa che impegna la giunta regionale «ad avviare un percorso che consenta al Gruppo Treofan Italy Spa di creare sinergia con altre aziende del comparto chimico e ad inserire il Gruppo Treofan Italy Spa all’interno dei programmi di investimento produttivo nell’Area di crisi complessa di Terni-Narni, riconosciuta come tale per le problematiche legate alla crisi dei comparti chimico, metallurgico e agroalimentare; in particolare per coadiuvare l’azienda al reperimento di fondi per la ricerca e lo sviluppo. La vertenza Treofan, così come le altre 180 crisi aziendali in Italia – prosegue la Lega – è ferma sul tavolo del Mise ed è inaccettabile che il Governo in un anno non sia riuscito a elaborare azioni concrete a tutela della specificità della produzione svolta dallo stabilimento ternano – afferma l’On. Barbara Saltamartini, presidente Commissione attività produttive alla Camera – L’immobilismo del Ministero è imbarazzante». Sul tema è intervenuto anche Michele Fioroni, assessore regionale allo sviluppo economico: «La Regione Umbria è disponibile, con la propria strumentazione, a sostenere e sviluppare un percorso in grado di assicurare un futuro stabile per lo stabilimento di Terni e più in generale per l’intero polo Chimico. Per questo è necessario ed opportuno, che in un clima di normali relazioni, si creino quelle sinergie con altri soggetti imprenditoriali in grado di traguardare sviluppi nel settore della chimica verde e della green economy. In questo senso confermiamo la nostra disponibilità ed il nostro impegno».

Gruppo Misto Regione Il consigliere Vincenzo Bianconi (gruppo Misto) ha annunciato che visiterà di nuovo lo stabilimento nei prossimi giorni: «Non possiamo – dice – e non dobbiamo permettere che il sito venga depredato delle sue produzioni più profittevoli. Da umbro, prima ancora che da consigliere regionale, non posso accettare che uno stabilimento produttivo ed efficiente del polo chimico venga depotenziato volontariamente mettendo a rischio il futuro occupazionale del personale altamente specializzato e, di conseguenza, delle loro famiglie. Un’operazione fuori da ogni logica che le Istituzioni hanno il dovere di contrastare con la massima determinazione e tempestività. Io
sarò a fianco dei lavoratori ed utilizzerò ogni strumento a mia disposizione.  Oggi più che mai – conclude Vincenzo Bianconi – serve essere compatti, in difesa di tutte quelle aziende che dimostrano di avere le carte in regola per
affrontare presente e futuro. Non possiamo permetterci il lusso di perdere anche queste, perché senza di loro non avremo la forza di aiutare quelle che devono essere risanate e rilanciate. La sfida è durissima, ma con visione,
metodo e determinazione possiamo farcela».

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