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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 22:53

Treofan, senza piani è spettro licenziamento: pressing sul ministro e super commissione a Terni

Hgm in campo ma è nodo bonifiche, «altri interessati alla chimica ma serve nuova cassa»: Sinistra italiana pungola Urso

Si vocifera di nuove manifestazioni di interesse in continuità con la storia produttiva della Treofan, sarebbero state già ufficializzate e ne parla anche l’onorevole Elisabetta Piccolotti nell’interrogazione al ministro delle Imprese e del made in Italy Urso, proprio per conoscere lo stato dell’arte sulla procedura di reindustrializzazione, che tiene sulle spine oltre un centinaio di lavoratori. Dal 2020 a oggi questi hanno avuto accesso prima alla cassa integrazione per cessazione dell’attività dichiarata dalla proprietà Jindal, poi quella attivata nell’ambito dell’Area di crisi complessa; attualmente non vedono altri ammortizzatori sociali se non quelli finanziabili per concedere a un nuovo operatore economico il tempo necessario all’organizzazione della propria attività qualunque essa sia. Perché la verità, è che in assenza di accordi concreti tra chi vende e chi subentra, si va concretizzando il rischio di un licenziamento collettivo col quale il gruppo indiano si metterebbe al riparo da impegni economici (a partire dal prossimo febbraio quando scade la cassa integrazione), verso quelli che a tutt’oggi sono propri dipendenti. Per evitare ciò, è opportuno quanto prima scoprire tutte le carte in tavola e fare le dovute valutazioni del caso.

Carte da scoprire al più presto «Durante il periodo di cassa integrazione straordinaria, sotto la regia del Ministero in indirizzo, dove è aperto un tavolo di crisi, si sarebbero dovute ricercare le soluzioni più idonee per consentire la reindustrializzazione del sito – ricostruisce Piccolotti -; da quanto si apprende, a tutt’oggi, sui programmi di reindustrializzazione non ci sarebbero certezze se non una proposta della società Hgm, colosso del settore delle telecomunicazioni, accettata dalla proprietà Jindal tramite il liquidatore, che vorrebbe acquisire gli immobili e reintegrare tutti i lavoratori Treofan; la Hgm sembrerebbe orientata a: una piattaforma logistica, una linea dedicata al riciclo di apparecchiature obsolete, predisposizione di un team specializzato per la progettazione, realizzazione e manutenzione di reti a banda larga; questa offerta prospetta l’acquisizione di tutti gli stabili alla cifra simbolica di un euro e la Treofan dovrebbe provvedere alla sistemazione di tutti gli immobili e bonifica dei terreni secondo la normativa vigente; nel frattempo, anche in sede ministeriale, sembrerebbero sopraggiunti altri interessamenti, anche in continuità con la storia del polo chimico e della Treofan stessa; al momento tuttavia non si hanno ancora certezze in merito ai piani industriali proposti e la cassa integrazione straordinaria si interromperà a febbraio 2023; l’incertezza intorno alla vertenza Treofan inoltre pone importanti criticità per tutto il polo industriale Polymer di Terni in quanto sito polisocietario dove insistono altre realtà come Novamont e BFiT con cui Treofan condivideva importanti attività comuni. Il sito di Terni – prosegue la deputata – è un Polo chimico con prospettive di sviluppo nel settore delle plastiche e bioplastiche che riveste un settore ancora determinante per il territorio e per il Paese e dunque, andrebbe valutato se esistano concrete proposte alternative, avanzate da soggetti industriali solidi, in linea con le potenzialità attuali del sito».

Treofan Terni A questo proposito, l’esponente di Alleanza VerdiSinistra chiede al Ministro se è a conoscenza dell’esistenza di concrete proposte, alternative a quella già avanzata dalla Hgm, maggiormente in linea con le attuali potenzialità del sito, quali siano i tempi per la reindustrializzazione dello stabilimento Treofan e di conseguenza quali iniziative intenda assumere per garantire certezze, in tempi rapidi, per l’intero polo chimico Polymer e soprattutto per la tutela degli attuali livelli occupazionali della Treofan, prevedendo anche gli opportuni finanziamenti per una nuova Cigs, qualora le ipotesi di reindustrializzazione che si intendono perseguire non si dovessero concretizzare prima del mese di febbraio 2023, quando andrà in scadenza la cassa integrazione straordinaria attualmente in vigore». Proprio al ministero delle Imprese dovrebbe presto riaprirsi il tavolo di confronto per approfondire eventuali piani industriali sin qui sconosciuti. Nel frattempo, giovedì 1 dicembre, Seconda e terza commissione in seduta congiunta nella sala consiliare del Comune di Terni, dalle 9.30, si riuniranno per affrontare il tema della vertenza Treofan. Un’audizione richiesta dai lavoratori che nei giorni scorsi avevano chiesto in consiglio comunale una maggiore attenzione sulla loro situazione, anche in vista della scadenza della cassa integrazione. I presidenti Rita Pepegna e Federico Brizi  hanno convocato l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni; il coordinatore MiSE della Struttura per le crisi di Impresa Luca Annibaletti; il responsabile MiSE divisione III- crisi di Impresa e riqualificazione del Territorio Chiara Cherubini; il l liquidatore dell’azienda Filippo Varazi. Saranno presenti inoltre il sindaco Leonardo Latini, il direttore generale  di Confindustria Umbria Simone Cascioli e i rappresentanti regionali e provinciali delle organizzazioni sindacali. «Abbiamo lavorato affinché ci fosse la presenza – dichiara la presidente Rita Pepegna – di un vero e proprio tavolo di lavoro. I dirigenti del ministero saranno in collegamento, il liquidatore ha assicurato la loro presenza, così come Confindustria. La richiesta dei lavoratori è stata proprio quella di coinvolgere, in un contesto istituzionale, tutti i protagonisti di questa vicenda, per molti aspetti amara ma che può avere delle prospettive». Vista la rilevanza e la partecipazione verrà attivata la diretta youtube nel canale del comune di Terni.

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