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martedì 24 maggio - Aggiornato alle 18:32

Treofan Terni, reindustrializzazione sempre più una chimera: «Si torni subito al Mise»

Preoccupazione all’indomani del summit al ministero, per i sindacati l’obiettivo resta la ricollocazione di tutti. Pd in pressing

di M.R.

«Dopo 11 mesi di cassa integrazione ancora non sono evidenti progetti concreti per la reindustrializzazione del sito che possano anche traghettare il rilancio dell’intero polo chimico ternano all’insegna dello sviluppo sostenibile; rimangono sul tavolo le dichiarazioni rispetto ad interessamenti volti alla riconversione delle attività sulle quali advisor ed istituzioni stanno lavorando». Questa la sintesi fornita dai sindacati ai lavoratori Treofan in assemblea mercoledì pomeriggio dopo il tavolo ministeriale.

Treofan Terni Un quadro che lascia solo preoccupazione e vede disssolversi le speranze, non solo perché nessun player pare sia pronto a fare il passo decisivo ma perché l’ammortizzatore sociale prospettato alle maestranze non è più collegato alla reindustrializzazione del sito ma concessa nell’ambito dell’Area di crisi complessa e comunque da discutere nel dettaglio perché vada in porto. Per questo le organizzazioni sindacali di categoria chiedono di tornare al Mise a strettissimo giro.

Mise Per le organizzazioni sindacali, gli ammortizzatori sociali rappresentano un mezzo per il raggiungimento dell’obiettivo finale, che rimane la reindustrializzazione, con conseguente ricollocazione di tutti i lavoratori, quindi alle istituzioni chiedono che venga velocemente riconvocato il tavolo ministeriale per entrare nel merito ed analizzare le ipotesi e la loro effettiva realizzazione. E non solo loro. Del resto tutti hanno bene in mente la Sustainable valley lanciata dall’assessore regionale Michele Fioroni.

Pd Terni «È necessario – scrivono dal Pd di Terni – riconvocare al più presto il tavolo ministeriale sulla vicenda Treofan, proprio come richiesto dalla organizzazioni sindacali. È una questione di dignità del lavoro, di rispetto di una comunità e di lealtà verso impegni già presi. Non si comprende come, a distanza di tutto questo tempo e dopo le attività di scouting intraprese non emergano progetti in grado di esprimere una riqualificazione di un sito industriale ricco di competenze e storia come quello del polo chimico ternano. Nessun passo in avanti, nessun aggiornamento da parte del liquidatore o dal referente della nuova task force nominata da Giorgetti. Il sospetto diffuso, a questo punto, è che si voglia gettare la palla in tribuna, nascondendosi dietro le rassicurazione del rinnovo di una cassa integrazione finanziata peraltro sulla base delle risorse previste nell’area di crisi complessa. Le stesse che vengono tirate in ballo per tante altre situazioni di criticità e che, piuttosto, potrebbero servire per un rilancio dell’iniziativa industriale. E le istituzioni? Stanno a guardare, in silenzio. Da Palazzo Spada non giunge una presa di posizione. È più forte la solidarietà politica verso le apicalità del proprio partito che gestiscono la partita in Regione e al Ministero che quella verso i propri concittadini? 130 lavoratori e le loro famiglie sono in attesa di capire il loro destino, perché non c’è ammortizzatore sociale capace, di per sé, di garantire una prospettiva di futuro».

 

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