domenica 21 aprile - Aggiornato alle 18:44

Treofan Terni, è giallo sulle commesse trasferite a Brindisi: chiesti lumi

Tavolo al Mise con presidio dei lavoratori, per i sindacati primo confronto con numero uno della Jindal

 

Hanno parlato per diverse ore le parti al tavolo del ministero dello Sviluppo economico mentre in via Molise, a Roma, una delegazione di lavoratori da Terni e Battipaglia, con un presidio manifestava il proprio dissenso, la preoccupazione e la contrarietà delle maestranze al comportamento dell’azienda. Da capire, come mai alcune commesse arrivate al sito di Terni siano state trasferite a Brindisi. Al tavolo , spiegano oggi le segreterie nazionali dei sindacati di categoria, è stato ribadito con forza come fondamentale elemento la partenza di un corretto dialogo e la necessità di ripristinare un contesto adatto a serie relazioni industriali, ad oggi inesistenti, attraverso la revisione delle azioni fin qui messe in atto dall’azienda. È stato il primo vero momento di confronto con la Jindal dopo l’acquisizione del Gruppo Treofan. Il primo atto in cui abbiamo potuto conoscere personalmente il Ceo tedesco di Treofan/Jindal Film Europe Manfred Kaufmann.

La voce dei sindacati «Abbiamo richiesto come condizione pregiudiziale di rifornire da subito lo stabilimento di Battipaglia delle materie prime per tornare alla produzione attraverso i quantitativi di ordinativi necessari a fare marciare gli impianti di produzione; alla stessa stregua abbiamo chiesto di fermare qualsiasi trasferimento in atto di produzione dagli stabilimenti italiani verso l’impianto tedesco di Treofan e soprattutto quello di Brindisi di Jindal. Operazione che ci risulta essere confermata e che rappresenta una scelta estremamente scorretta e provocatoria, soprattutto nel trasferimento ordini di specialty. È fondamentale per affrontare ogni decisione che il Gruppo Jindal presenti al più presto un piano industriale che scommetta sulla crescita dei volumi produttivi in Italia e che sia in grado di valorizzare sul mercato il know-how dei lavoratori e degli impianti di Terni e Battipaglia. Abbiamo anche però appreso in modo palese che chi era seduto al tavolo in rappresentanza dell’azienda, ha utilizzato argomentazioni non corrispondenti al vero, scarsa conoscenza e dati numerici discutibili ed ha, al tempo stesso, dimostrato limiti sulla autonomia decisionale di Kaufmann che è totalmente condizionata da “Mr Jindal”».

Il sindaco di Terni Nel corso dell’incontro il Ministero – riferisce in una nota il Comune – ha ribadito ai rappresentanti dell’azienda l’importanza strategica nell’ambito dell’acquisizione dei due siti produttivi di Battipaglia e Terni da parte della multinazionale Jindal. Il sindaco Latini ha chiesto informazioni per far luce sulle procedure d’acquisto di Treofan da parte di Jindal e per verificarne la legittimità. Ha anche chiesto chiarimenti sugli spostamenti di prodotti da Terni a Brindisi. «Come amministrazione comunale – dichiara Latini – continueremo a seguire da vicino la vicenda della Treofan cercando di fornire il massimo sostegno ai lavoratori per far chiarezza in questa fase delicata e per assicurare la continuità e lo sviluppo del sito ternano e delle sue professionalità».

Treofan/Jindal I presenti in rappresentanza dell’azienda, hanno preso atto delle richieste, l’impegno di fornire le prime risposte entro venerdì dopo avere riferito direttamente alla proprietà, rispetto alla ripartenza degli impianti di Battipaglia e degli ordinativi spostati dallo stabilimento di Terni in favore di quello di Brindisi. «Fortemente insoddisfatti delle risposte fornite al tavolo, e dell’atteggiamento aziendale, restano pertanto confermate tutte le iniziative sindacali messe in atto fino ad oggi. Vista la convocazione per il prossimo venerdì 11 gennaio dalla quale ci attendiamo risposte concrete rispetto alla ripartenza in particolare dello stabilimento di Battipaglia, le scriventi a sostegno delle nostre richieste dichiarano uno sciopero di 2 ore nel giorno di giovedì 10 gennaio, durante le quali si terranno assemblee con i lavoratori negli stabilimenti (a Terni dalle 13 alle 15). Chiediamo inoltre al Ministero ed al Governo di attivarsi ulteriormente al fine di avere al tavolo interlocutori che siano in grado di dare risposte ed assumersi responsabilità nei confronti del nostro Paese. Siamo a conoscenza del fatto che anche ieri, mentre le Parti erano riunite, nelle società continuavano spostamenti ulteriori di produzioni, perciò, oltre a diffidare ancora l’azienda di continuare queste scorrette pratiche, avvisiamo che in mancanza di impegni concreti la risposta dei lavoratori sarà assolutamente proporzionata al danno che Jindal sta creando agli stessi».

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