martedì 19 marzo - Aggiornato alle 11:40

Treofan, sindacati furiosi: resta stop produttivo per Battipaglia, a Terni si lavora

Tavolo al Mise coi vertici aziendali in videoconferenza: «Irrispettoso». Piano Jindal a fine mese, presto manifestazione

di M. R.

La produzione del film di polipropilene nel sito Treofan di Battipaglia, almeno per il momento, non riparte. Cattive notizie per i 70 lavoratori coinvolti, quelle arrivate venerdì mattina dal ministero dello Sviluppo economico. Per il gruppo Treofan, in videoconferenza il cfo Deepak Jain. Al tavolo con le organizzazioni sindacali e le Rsu degli stabilimenti di Battipaglia e Terni, presenti una funzionaria del Mise, Chiara Cherubini, e il vice capo di Gabinetto del Ministro Di Maio, Giorgio Sorial.

Battipaglia e Terni Oggetto dell’incontro, come noto, era proprio il destino dello stabilimento di Battipaglia, dove gli impianti sono fermi ormai da circa due mesi e così resteranno secondo quanto emerge a margine del tavolo mentre i sindacati si riuniscono per concordare le iniziative da intraprendere. Possono intanto tirare un sospiro di sollievo i 145 lavoratori di Terni, fabbrica per il quale non è stato comunicato nulla di nuovo rispetto a due giorni fa, quando si è parlato di sito strategico su cui Jindal sarebbe intenzionata a scommettere e in effetti è dotato di linee importanti e moderni sistemi di sicurezza. Lo stabilimento sta producendo in base agli ordinativi che, per fortuna, non mancano e marciano anche gli stabilimenti tedeschi. Rispetto alle commesse trasferite nei giorni scorsi a Brindisi, è stato peraltro chiarito che si trattava solo di una prova già terminata e che la produzione resta nella Conca.

Treofan In ogni caso non ci sarà piena serenità, sin quando non sarà presentato l’atteso piano industriale. Il direttore finanziario della Treofan ha assicurato che il documento sarà sul tavolo del Mise entro fine mese; la data indicata è quella del 24 gennaio; se fosse prima sarebbe anche meglio, perché la tranquillità delle maestranze, che si ripercuote  sul loro livello di attenzione, ha un grande valore e non solo per questioni di rispetto ma anche in termini di sicurezza. Per quanto riguarda le questioni legali legate alla vendita del gruppo Treofan alla Jindal, sulla quale i sindacati hanno chiesto di fare luce, il ministero dello Sviluppo economico ha assicurato che sta compiendo le verifiche del caso.

Le parti sociali I sindacati la mancata ripartenza del sito di Battipaglia non l’hanno presa affatto bene: «Con nostro forte rammarico, abbiamo dovuto registrare l’assenza al tavolo dell’azienda, che ha immaginato di ottemperare al proprio ruolo solo attraverso un collegamento via Skype con Jain Deepak. Chiaramente tutto ciò ha significato, per la seconda volta, un’interlocuzione sterile attraverso un filtro di seconde linee dell’azienda senza alcuna possibilità di decidere. Da questo incontro ci attendevamo risposte concrete e positive invece c abbiamo appreso che la Treofan/Jindal sta ancora valutando il portfolio e che per effetto di questo al momento non sono ancora in grado di fornire notizie sulla ripartenza del sito di Battipaglia. Tutto ciò continua ad essere fortemente inaccettabile e la metodologia utilizzata da Treofan/Jindal nei confronti delle organizzazioni sindacali e dei vertici ministeriali non è più tollerabile. Il livello dei problemi e della interlocuzione meriterebbero ben altra attenzione e maggiore rispetto da parte della società. Un così sprezzante atteggiamento, porterà inevitabilmente ad un grande problema di tenuta sociale, soprattutto a Battipaglia dove i lavoratori sono in attesa di conoscere il loro futuro dal 18 dicembre, data in cui si è deciso di non far più arrivare le materie prime, costringendo gli operai al presidio permanente di fronte alla fabbrica da oltre 20 giorni».

La manifestazione «Inammissibile – proseguono i sindacati – quanto accaduto durante l’incontro avuto il giorno 8 gennaio in cui, mentre si discuteva del futuro degli stabilimenti Italiani, nelle società si continuavano a spostare produzioni, verso la Jindal e verso lo stabilimento tedesco della Treofan. Tutto ciò profuma di sfida, alla dignità dei lavoratori e del nostro Paese.  Le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di concerto con le Confederazioni Cgil, Cisl e Uil di Salerno, indicono una manifestazione da tenere nei prossimi giorni, con la mobilitazione e il coinvolgimento dei lavoratori e delle rappresentanze del territorio. Non escludiamo una manifestazione/presidio presso l’ambasciata indiana a Roma».

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