domenica 31 maggio - Aggiornato alle 13:30

Treofan, sindacati al Mise: «Macchinari di Battipaglia siano trasferiti nel sito di Terni»

Parti sociali spingono per potenziamento produttivo del sito ternano e denunciano: «Azienda non rispetta il piano industriale»

Dovrebbe cominciare lunedì il trasferimento dei vecchi macchinari dal sito Treofan di Battipaglia e per la tenuta produttiva dello stabilimento chimico di Terni, i sindacati ritengono sia assolutamente necessario che questi siano destinati proprio al sito umbro. Non ci sono indicazioni in tal senso da pate della proprietà e per questo le segreterie nazionali di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, hanno scritto al ministero dello Sviluppo economico: «Siamo a richiedere nuovamente un incontro anche in video call urgentissimo, prima che l’azienda porti a compimento il progetto di dismissione degli impianti mettendo a serio rischio la tenuta della produzione Treofan nel nostro Paese». Il timore è che i macchinari possano finire in qualche fabbrica della proprietà al di fuori dei confini italiani.

Industria chimica ai tempi del Covid «Il diffondersi della Pandemia – scrivono i sindacati al Mise – ha prodotto ritardi nel confronto, ma a quanto sembra alcuni processi di trasferimento degli impianti ci risulta debbano iniziare lunedì 6 aprile.  Lo scorso 20 febbraio – ricordano – avevamo registrato dai vertici, nella persona di Manfred Kauffman, la disponibilità ad un confronto preventivo sulla allocazione dei macchinari dello stabilimento di Battipaglia in funzione di un piano di mantenimento delle produzioni complessive nel nostro Paese, che l’azienda stava valutando. Ma da allora non abbiamo alcuna informazione sulla destinazione degli stessi. Non vogliamo assistere inermi ad uno scenario nel quale da una parte il nostro Paese elargisce risorse per l’acquisto di macchinari finalizzati al rilancio dell’industria manifatturiera e successivamente quei macchinari vengono trasferiti in altri Paesi, facendo concorrenza alle nostre stesse produzioni. Rammentiamo peraltro, che alcuni di questi macchinari sarebbero utili a rafforzare il piano di tenuta delle produzioni dello stabilimento di Terni, necessari a finalizzare quel processo di riduzione di scarti, richiesto dalla Jindal, ma impossibile da realizzare con l’assetto produttivo attuale».

Treofan Terni «Ciò che sta avvenendo e che penalizza ulteriormente lo stabilimento del polo chimico ternano che produce film di polipropilene è il mancato raggiungimento della produzione prevista del prodotto laccato non in linea con i numeri presentati dall’azienda nel 2019 proprio al Mise che prevedevano circa 10.000 t/anno. Inoltre, grazie allo spostamento degli impianti di taglio presenti attualmente a Battipaglia si potrebbe aumentare la produzione per il film dedicato alla filiera del tabacco, aumentandone di fatto la capacità produttiva. Su questi punti l’azienda ha anche incassato nei mesi scorsi la disponibilità della Regione Umbria a supportare investimenti, attraverso risorse economiche pubbliche in tal senso». Al ministero dunque la richiesta di un intervento nei confronti dell’azienda nel fermare qualsiasi spostamento di macchinari, fino al momento di un confronto tra le
parti, da attivare quanto prima.

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