martedì 19 marzo - Aggiornato alle 11:09

Treofan, poche ore al tavolo per Battipaglia: «Da lì un segnale per il sito di Terni»

Venerdì mattina sindacati e Rsu tornano al ministero dello Sviluppo economico, scatta il presidio di Potere al popolo

di Marta Rosati

La vertenza sindacale Treofan è unitaria per i siti di Terni e Battipaglia; per quello campano è in programma al ministero dello Sviluppo economico, venerdì alle 9, un nuovo incontro: in quella sede Jindal dovrà chiarire se intende o meno riprendere la produzione. Gli impianti sono fermi e la tensione, nello stabilimento che occupa una 70ina di persone, è alle stelle. L’esito del summit fornirà di riflesso un segnale importante per le prospettive della fabbrica ternana. Per ora solo timide rassicurazioni, «ma restano tante ombre – dichiara Sergio Cardinali della Filctem Cgil nazionale -, a cominciare dai termini di cessione del gruppo Treofan. C’è bisogno di fare luce sull’operazione di acquisizione da parte della Jindal». Nonché sugli ordinativi trasferiti.

PARLANO I SINDACALISTI: VIDEO

Treofan/Jindal Al momento esistono ancora distinte le due società e non è chiaro se mai avverrà una vera e propria fusione. Quello che agita particolarmente gli animi è il modo in cui è maturata la cessione dell’intero gruppo Treofan Europe a quello che è un suo diretto concorrente. Con l’operazione, di soli 500 mila euro (più i debiti), Jindal ha acquisito i due siti italiani e quello tedesco di Neunkirchen, dopo che il sito messicano è stato venduto lo scorso luglio dal Gruppo De Benedetti a Ccl Industries (Innovia), per oltre 230 milioni di dollari. Il sospetto, quantomai legittimo dei sindacati, è che l’operazione degli indiani sia tesa ad arraffare il portafoglio clienti della Treofan per poi mantenere la produzione solo dove fa più comodo. A Brindisi per esempio, dove il gruppo ha recentemente investito in tecnologia: «La capacità produttiva di quel sito – spiega Cardinali – è estermamente elevata, per soddisfare l’intero mercato europeo di Treofan, basta poco di più».

Terni E allora il know how, le produzioni ad alto valore aggiunto di Terni? Quelle esistono ma coabitano col timore di rivoluzioni e trasferimenti di impianti, a scapito di centinaia di lavoratori e famiglie (solo nella Conca parliamo di 145 dipendenti). ‘Non si tocchi Terni’ è il messaggio lanciato da Potere al popolo Terni che ha proposto un presidio permanente davanti ai cancelli e ha piazzato le bandiere all’ingresso facendo volantinaggio. I segretari territoriali dei sindacati di categoria sono preoccupati e sin quando non si arriverà alla lettura di un piano industriale, il prossimo 24 gennaio, non ci sarà pace. È questo che hanno ribadito al termine dell’assemblea con sciopero di giovedì Marianna Formica della Filctem Cgil di Terni, Fabrizio Framarini di Femca Cisl, Diego Mattioli dell’Ugl e Sergio Roncetti della Uiltec Uil Umbria. Presenti anche Lorenzo Zoli e Franco Di Lecce, rispettivamente Femca Cisl e Uiltec Uil nazionali.

@martarosati28

 

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