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lunedì 30 gennaio - Aggiornato alle 02:48

Treofan, Hgm: «Ecco il piano». Lettera dei sauditi al ministero e spunta Bandecchi

Società «in pole» ha accordo di massima con Jindal, Advanced Petrolchemicals pungola il governo e Varazi apre al patron Fere

di Mar.Ros.

Il finanziamento di un altro anno di cassa integrazione nell’ambito dell’Area di crisi complessa rappresenta un motivo di serenità per i lavoratori Treofan rispetto a un licenziamento collettivo da parte di Jindal che sarebbe entrato nel vivo proprio in questi giorni. Le risorse per gli ammortizzatori sociali rappresentano la speranza che si possa individuare la soluzione migliore per lo stabilimento del Polo chimico tra tutte quelle che sono o saranno in campo prossimamente. Ciò è innegabile, considerato che un piano di reindustrializzazione del sito di fatto ancora non è stato preso in esame da istituzioni e sindacati. Neppure quello di Hgm che a detta del liquidatore sarebbe «l’unica società seria e quella più avanti nell’iter». Da un certo punto di vista però risulta altrettanto evidente che, in questo modo, c’è tutto il tempo perché le manifestazioni d’interesse aumentino e con esse quindi il lavoro istruttorio e le eventuali trattative conseguenti. Non a caso, ormai oltre una settimana fa, una missiva dall’Arabia Saudita informava gli italiani impegnati nella risoluzione della vertenza, dell’intenzione di una società petrolchimica di far visita agli impianti di Terni per poter elaborare una proposta di riattivazione della fabbrica. Nel pomeriggio di venerdì inoltre, a sorpresa, la sortita di Stefano Bandecchi via Instagram ha aperto anche alla possibilità che sia proprio lui, già presidente della Ternana calcio, a rilevare l’attività. Intanto Umbria24 giovedì ha incontrato la delegazione Hgm durante il sopralluogo al polo chimico e in un colloquio con il legale della società, l’avvocato Eutimio Monaco di Roma, ha avuto qualche informazione sull’atteso piano industriale.

Hgm in campo da gennaio «Packaging bio per il settore agroalimentare, di tipo cartaceo combinato col Mater-bi (di Novamont), logistica di ultima generazione legata al recycling di rifiuti da batterie e impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, poi un data center, progettazione e realizzazione di reti di ultima generazione nonché un centro di start-up innovative sulla produzione di energia da fonti rinnovabili dal fotovoltaico al biometano in collaborazione con enti e atenei. Questi gli asset sui quali l’azienda del settore Telecomunicazioni è intenzionata a lavorare all’interno dei siti Treofan. «Le interlocuzioni – rivela l’avvocato diversamente da quanto indicato dal liquidatore Varazi che parla di maggio/settembre – sono cominciate il 5 gennaio scorso. Eravamo interessati anche agli impianti per una riconversione, ma Jindal rispetto a questo è stata inflessibile nonostante la proposta di firma di un accordo di non concorrenza». Delle macchine per produrre film di polipropilene (pellicola per alimenti, cosmetici e tabacchi) insomma, delle quali si diceva potessero essere troppo datate e obsolete, il gruppo indiano è ‘geloso’; per quelle, diversi hanno manifestato interesse nei mesi scorsi, come ad esempio i turchi, e altri nelle ultime settimane, compresi i sauditi. «A quel punto – riprende Monaco -, abbiamo teso l’orecchio anche alla Regione» e non a caso il programma ricalca un po’ le linee guida del Pnrr Umbria relativamente a quella più volte richiamata Sustainable valley.

Il piano della società di Telecomunicazioni Al timore della chiusura che l’ingresso di Hgm determinerebbe rispetto al resto del polo chimico, la risposta è: «Assolutamente no, intanto acquisiremmo un depuratore di proprietà Treofan ma condiviso». Rispetto al tema occupazionale Monaco rassicura: «Nell’accordo di massima con Jindal c’è l’impegno per i lavoratori attualmente in cassa ma siamo sicuri che a regime il numero di maestranze supererà di gran lunga i numeri attuali». L’investimento previsto rientrerebbe nell’ordine di decine di milioni di euro. Giovedì, in occasione di quello che sarebbe stato il quinto sopralluogo Hgm, con l’ausilio di un drone è stato esaminato da vicino lo stato di conservazione dei luoghi per tracciare innanzitutto una stima del costo per ristrutturazione e messa in sicurezza di tutti gli immobili; l’altro punto cardine finalizzato al buon esito della trattativa è la valutazione dei finanziamenti pubblici a disposizione, per progetti di sviluppo ma anche e soprattutto formazione del personale se c’è un centinaio di unità occupazionali, di età media attorno ai 50 anni, da preparare per le nuove sfide produttive. Ad oggi, secondo il liquidatore Filippo Varazi, Hgm è l’unica seria ma va detto che quando lo ha dichiarato non era stata ancora presa in considerazione la proposta araba e non era ancora spuntato Bandecchi col peso politico che inevitabilmente si porterà dietro anche in questa vicenda, essendosi proposto come candidato sindaco di Terni.

Film di polipropilene Dall’Arabia Saudita intanto il pressing per avere lo spazio di una due diligence sarebbe esercitato sul ministero piuttosto che sul liquidatore. Una nuova missiva sarebbe stata infatti trasmessa tra venerdì e sabato al numero uno delle crisi d’impresa Luca Annibaletti dal titolare di una consociata della Advanced Petrolchemicals per confermare l’intenzione di quest’ultima di acquistare la fabbrica e chiudere l’affare al più presto. Curioso a questo punto scoprire cosa emergerà al tavolo del 23 dicembre ma anche se e come decolleranno le varie trattative. Varazi intanto ha rivelato alla stampa di muoversi in città pre-allertando di volta in volta la Digos. Secondo Bandecchi ‘servizio assistenza rincoglioniti’. Resta inteso che l’obiettivo principale rimane la salvaguardia occupazionale di 100 lavoratori, se possibile evitando che un patrimonio industriale storico come quello di Treofan vada del tutto perso. Tuttavia, non sfugge come l’operazione per come maturata rappresenti un certo banco di prova per le istituzioni politiche (e in verità anche giudiziarie) coinvolte. Dall’opposizione non mancano prese di posizione. Il consigliere comunale ternano del Pd, Francesco Filipponi è già tornato sull’argomento: «Alla commissione di giovedì sulla Treofan avevamo detto che la speranza di reindustrializzazione può rimanere aperta solo grazie allo strumento di area di crisi complessa e alla cassa integrazione legata a quest’ultimo. A distanza di un giorno è arrivata una risposta dell’assessore Fioroni che avrebbe potuto essere presente alla commissione invece che farlo tramite la stampa. La cassa integrazione prorogata può essere solo lo strumento non la soluzione, nel frattempo occorre formalizzare l’accordo per una nuova industrializzazione. Rispetto da ultimo a chi da una parte critica la giunta regionale insieme a noi, dall’altra pontifica non si può cantare e portare la croce, giocando due parti in commedia. Occorre che durante l’incontro del 23 si chiariscono tutti gli aspetti legati al prossimo futuro di Treofan».

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