mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 21:45

Treofan, tagli al personale e progressivo indebolimento: prosegue lo sciopero

Dura lotta dei lavoratori, lettera a istituzioni e presidio ai cancelli del sito di Battipaglia: «Macchinari a Terni o da qui non si muovono»

Dalla proprietà non arrivano risposte soddisfacenti e i lavoratori Treofan di Terni continuano a scioperare. La lotta si fa sempre più dura, le maestranze non mollano.

Treofan Terni Il segnale di una volontà di garantire futuro al sito Treofan di Terni passa per il trasferimento dei macchinari fermi nella fabbrica di Battipaglia che l’azienda sembra invece intenzionata a piazzare in altre realtà produttive di proprietà. Per questa ragione una delegazione di lavoratori ternani martedì mattina si è recata davanti allo stabilimento campano organizzando una vera e propria squadra di sorveglianza sugli ingressi: la volontà è quella di impedire l’accesso ai tecnici olandesi e brindisini di Treofan/Jindal per lo spostamento degli impianti. È solo una delle iniziative intraprese all’indomani del tavolo con la proprietà rivelatosi un vero e proprio flop. Allo sciopero di lunedì è seguita la convocazione urgente dai vertici dell’azienda perché le maestranze tornassero al lavoro ma la lotta si è inasprita a fronte di risposte non convincenti. Una lettera firmata dalle segreterie provinciali e regionali di Femca Cisl, Filctem Cgil e Uila Uil, è arrivata sui tavoli di sindaco di Terni, vice capo di gabinetto del Mise, segreterie sindacali nazionali e assessore regionale Fioroni. Nella missiva la richiesta di adoperarsi al fine di garantire il mantenimento del sito Treofan di Terni a partire dal blocco dei macchinari presenti su Battipaglia.

Vertenza Treofan «Si inasprisce – scrive anche l’Ugl chimici – la lotta per la salvaguardia dello stabilimento Treofan di Terni. Il sito umbro aspetta le attrezzature a garanzia della produzione presente e futura e la continuità lavorativa delle maestranze. Chiediamo un impegno serio e concreto al Ministero dello Sviluppo Economico, un intervento energico ed immediato per costringere l’azienda indiana a rivedere la propria strategia che punta ad indebolire il sito di Terni per portarlo alla chiusura definitiva». Nella giornata di lunedì sciopero e presidio ai cancelli della fabbrica ternana con pioggia di reazioni e messaggi di solidarietà da parte del mondo politico. Dai piani alti invece una convocazione urgente: «Durante l’incontro – scrivono Cgil, Cisl e Uil – è stata avanzata la richiesta di immediata sospensione dello sciopero, dando delle garanzie ritenute assolutamente insoddisfacenti e inopportune, rispetto le richieste sindacali».

Ancora sciopero I rappresentanti dei lavoratori hanno fatto istanza, tra le altre cose, di qualificazione di prodotti laccati Jindall, non compatibili con i macchinari presenti presso il sito di Terni; il trasferimento degli impianti di Battipaglia; il ripristino di 151 lavoratori «perché non sufficienti le 143 unità attuali per le attività produttive a pieno regime». Dalle risposte avute dall’azienda, la conferma purtroppo che alcune  produzioni verranno spostate su altri siti, svuotando ulteriormente le linee di estrusione, il lavoratori: «Abbiamo deciso di continuare la protesta».

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