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venerdì 5 marzo - Aggiornato alle 20:10

Treofan, lavoratori bloccano il liquidatore: il loro appello sottoscritto da 170 autorità

«Vogliamo solo lavorare» il coro che si alza da piazzale Donegani, Del Borrello: «Fate la vostra battaglia sindacale»

di M. R.

«Vogliamo solo lavorare». Questo il coro che si è alzato giovedì mattina da piazzale Donegani a Terni. A cantare i cosiddetti gilet gialli, i lavoratori della Treofan destinati al licenziamento per scelta della proprietà Jindal. Hanno gridato a gran voce le proprie ragioni all’avvocato Ettore Del Borrello, il liquidatore nominato dal management, bloccato all’ingresso dei cancelli del Polo chimico per un confronto pacifico. «Non potete chiedere a me – ha detto il legale -, credo vada fatta una battaglia sindacale nell’ambito della legalità».

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Lettera al liquidatore E come noto la lotta a difesa di produzioni e occupazione prosegue su più fronti: sul documento, consegnato proprio al liquidatore nel pomeriggio di giovedì, sono arrivate ben 170 firme. A dimostrazione dell’unità d’intenti del territorio umbro nel difendere i lavoratori della Treofan e il futuro del polo chimico di Terni, sono stati oltre 170 i rappresentanti dei cittadini, dal consiglio comunale di Terni al parlamento europeo, che hanno sottoscritto la lettera: Si tratta di una richiesta che trae la sua forza e la sua legittimità dalla rappresentatività dei tanti che l’hanno sottoscritta e che per questo non può essere ignorata» dice il sindaco di Terni Leonardo Latini.

Treofan Terni La richiesta è stata sottoscritta da tutti i consiglieri comunali e dalla giunta comunale di Terni; da numerosissimi sindaci dell’intera Umbria; dal presidente di Anci Umbria Francesco De Rebotti; dal presidente della giunta regionale, Donatella Tesei dall’intera giunta e da tutti i consiglieri regionali, dal presidente Lattanzi e da tutti i consiglieri della provincia di Terni, da tutti i parlamentari dell’Umbria e da quattro europarlamentari della circoscrizione. Nella lettera inviata al liquidatore, Ettore Del Borrello, la Treofan nel polo chimico di Terni viene definita come un baluardo per il settore chimico a livello territoriale, nazionale ed europeo. «Con l’apertura della procedura di licenziamento e la conseguente cessazione delle attività produttive – si legge ancora come da testo anticipato giorni fa -si determinerebbe un gravissimo impatto occupazionale – si legge ancora nella lettera – che non riguarderebbe solo i lavoratori della Treofan, ma che investirebbe a cascata tutto il polo chimico e tutte le aziende dell’indotto. A difesa del patrimonio occupazionale e del know-how, si richiede di ritirare con effetto immediato la procedura di licenziamento collettivo e procedere all’attivazione degli idonei ammortizzatori sociali che, come nel caso della CIGS per cessazione, permetterebbero di avere tempi più congrui rispetto ai 75 giorni previsti dalle norme sui licenziamenti collettivi, per sviluppare progetti industriali volti alla ripresa produttiva dello stabilimento. L’obiettivo è di garantire al nostro territorio la salvaguardia dei livelli occupazionali, attraverso il consolidamento e lo sviluppo delle produzioni della Treofan di Terni».

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