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mercoledì 3 marzo - Aggiornato alle 03:23

Treofan, la carica dei 142 lavoratori di Terni: notificata la diffida a Jindal, scatta il confronto

Aperta la procedura legale per stoppare la messa in liquidazione dell’azienda: obiettivo continuità produttiva, call con Del Borrello

di Mar. Ros.

Continuità produttiva. Questo resta l’obiettivo per cui i 142 lavoratori, a rischio licenziamento tra poco più di dieci giorni, e forze sindacali del comparto chimico lavorano incessantemente da mesi.

Treofan Terni L’iniziativa legale, minacciata per settimane e seguita dagli avvocati delle sigle sindacali coinvolte, è stata ufficialmente intrapresa martedì quando è scattata la diffida, nei confronti di Jindal, tesa ad impugnare la procedura di liquidazione e in contestuale licenziamento di ben 142 dipendenti, che la proprietà rischia di trovarsi contro nei Palazzi di giustizia. Deve essere questa consapevolezza ad aver convinto i vertici ad ammorbidire la propria posizione. La settimana scorsa infatti, tramite il liquidatore Ettore Del Borrello è arrivato lo spiraglio di una possibile vendita del sito. E non mancherebbero neppure alcuni player interessati; il nodo da sciogliere è quello legato ai competitor: Jindal, come è comprensibile, e tenuto conto della strategia dagli albori, non vuole aprire le porte alla concorrenza. È soprattutto su questo che si giocherà il braccio di ferro: la ‘call verità’, l’ennesima col liquidatore, è iniziata alle 17 di mercoledì 27 gennaio. Dalle istituzioni locali, dopo il tavolo di inizio settimana, il sostegno ai lavoratori è arrivato in un tweet. Quanto alla crisi di Governo in atto, se da un lato preoccupa, dall’altro da Terni non ammetteranno che diventi un alibi: «Da mesi Mise e ministero del Lavoro hanno avviato questo percorso, mancano così pochi giorni al 10 febbraio che se c’è la volontà, si porta a termine».

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