sabato 25 maggio - Aggiornato alle 15:48

Trasporto disabili a Terni, 20 lavoratori a rischio: Helios, Actl e Cmt sul piede di guerra

Comune notifica cessazione contratto in proroga, cooperative attivano i propri avvocati

Continua ad animare il dibattito cittadino la questione del trasporto disabili. Chi ha gestito il servizio fino ad oggi, e lo farà fino alla metà del prossimo mese, contesta tutto l’impianto procedurale predisposto da Palazzo Spada e lancia l’allarme: «Nessuna clausaola sociale prevista, 20 lavoratori tra autisti, accompagnatori, educatori e coordinatori, rischiano il posto. Potrebbero scattare i licenziamenti collettivi».

Trasporto disabili a Terni La comunicazione di cessazione del contratto in essere, dal prossimo 14 maggio, alle cooperative dell’ati che si aggiudicò la gara nel 2015, è arrivata lo scors venerdì: «Con 30 giorni di anticipo, come previsto dai termini delle carte sottoscritte – sottolineano oggi i rappresentanti di Helios e Actl anche a nome della Cmt – ma eravamo in proroga».  Ai tempi della gestione commissariale del Comune di Terni, con determina dirigenziale il servizio in capo alla stessa associazione temporanea di imprese era infatti stato prorogato fino al 2020. «Atto superato da approvazione Dup e bilancio» aveva commentato l’assessore al Welfare Marco Cecconi, ma le coop vogliono vederci chiaro: incaricati i legali di verificare e valutare se esistono margini per richiedere i danni all’ente, quello che temevano le opposizioni in consiglio, che hanno già coinvolto la Corte dei conti. «La proroga – sottolinea il vicepresidente di Helios Francesco Bonanni – ci ha posto nelle condizioni di programmare il lavoro in un certo modo, la cessazione anticipata del contratto crea inevitabilmente delle difficoltà».

Helios In conferenza stampa la numero uno di Helios, l’ex consigliere comunale Alessandra Pantella, dichiara: «Non risponderemo alla call di Palazzo Spada, non intendiamo iscriverci all’albo dei fornitori del servizio. Siamo contrari alla delibera perché non rispetta né lavoratori né utenti. Si va perdendo un servizio qualificato costruito negli anni in collaborazione con utenti e famiglie, in accordo con l’ente e a completezza di quanto forniscono i centri diurni. Non ci siamo mai sottratti all’innovazione – ha agiunto Pantella – ma la sperimentazione va fatta con sapienza, competenza e rispetto». Il numero due Bonanni: «Queto servizio ha alle spalle una storia di 25 anni, quello di oggi è il prodotto di un’evoluzione del servizio stesso. Con la gara vinta gara nel 2015 si è messo ordine ad una situazione precedente, si è raggiunto un maggiore standard qualitativo perché era rihiesto personale qualificato ad ogni livello, istanze alle quali le Coop dell’Ati hanno risposto strutturandosi anche con l’acquisto di nuovi mezzi».

Actl e Federsolidarietà confcooperative Sandro Corsi: «Di base siamo di fronte ad un tema comune a tutta Italia: le procedure a ribasso che non permettono di onorare i contratti di lavoro». Alla conferenza stampa che si è tenuta nella sede Helios, presente anche il numero uno di Federsolidarieta confcooperative Umbria, Carlo Di sonma: «Diversi – ha detto – sono gli aspetti verso i quali non possimo che dirci contrari: intanto per l’iscrizione all’albo non sono richiesti requisiti stringenti e quindi non è garantita la qualità degli operatori. Inoltre parliamo di contributo erogato alle famiglie perché se il costo per km preso a riferimento è pari a un terzo di quanto calcolato precedentemente, come faranno i soggetti che erogano il servizio a pagare e formare i lavoratori? Come provvederanno alla manutenzione dei mezzi? E perché non si è pensato alla tutela dei lavoratori? Bisognerà avviare i licenziamenti collettivi».

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