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domenica 11 aprile - Aggiornato alle 23:22

Tra l’Umbria e il Nocciolo è un felice matrimonio. Nasce una guida

Tutti i segreti di una coltura che raccoglie interesse nel nostro mondo agricolo, anche per gli sbocchi commerciali

Un coltivazione di nocciolo in Umbria

Questa pianta che sembra quasi avere scelto l’Umbria come suo habitat ideale, continua a riscuotere interesse nel nostro mondo agricolo. Incrociando, tra l’altro, possibilità di finanziamento regionale e interesse da parte dell’industria. Parliamo del Nocciolo. Oggi ne nasce un libro guida per chiunque fosse interessato a intraprendere questa strada.

La guida Alla presentazione, che si è svolta in diretta sulla pagina Facebook di Umbria Agricoltura, è intervenuto il responsabile della sezione Interventi per lo sviluppo delle filiere e delle imprese agroalimentari e agroindustriali della Regione Umbria, Paolo Guelfi. «Sono quattro – ha ricordato – le filiere agroalimentari che la Regione Umbria incentiva attraverso il Programma di sviluppo rurale 2014-2020, con un consistente ammontare di risorse, complessivamente 17,5 milioni di euro, allo scopo di determinare un significativo stimolo all’integrazione tra le imprese agricole e quelle della trasformazione. Si tratta di filiere che assumono un’importanza strategica per lo sviluppo del sistema agroalimentare regionale: cerealicola, lattiero-casearia, olivicola e frutta in guscio. Al bando per la creazione e lo sviluppo di quest’ultima, con un finanziamento pubblico di 5,7 milioni di euro – ha spiegato – hanno aderito tre aziende capofila cui sono collegate complessivamente 170 imprese agricole e verranno impiantati circa 1300 ettari di noccioleto. Il valore è di oltre 12 milioni di euro di investimenti complessivi e le imprese agricole hanno già stipulato accordi con le imprese di trasformazione, garantendosi rispetto al prodotto che realizzeranno».

Nel dettaglio «Con questo volume, con cui vengono trasferite agli operatori agricoli che si cimentano nella nuova coltura le conoscenze acquisite da ricercatori ed esperti nel settore – ha detto l’assessore Morroni, nel sottolinearne il valore e ringraziando l’autore e tutti coloro che si sono adoperati alla sua realizzazione – vengono rafforzate le conoscenze e la consapevolezza dell’importanza della coltura del nocciolo, una delle filiere agroalimentari strategiche e identitarie dell’Umbria, su cui è alta e continuerà anche in futuro l’attenzione e il sostegno della Regione». L’impianto di noccioleti – ha detto ancora – può avere ricadute positive e virtuose in termini di impatto sul territorio, se basata su prassi agronomiche rispettose dell’ambiente, evidenziate in questa opera da Moraldi».

Varietà e tecniche ‘Il Nocciolo: impianto e gestione delle coltivazioni da frutto’ offre un supporto tecnico per orientare le scelte nelle diverse fasi di coltivazione del nocciolo, dalla scelta delle varietà da mettere a dimora, con attenzione particolare alla qualità delle piante, all’impianto del noccioleto ed alle operazioni colturali da eseguire nel corso della vita dell’impianto. «Un manuale per un’agile consultazione, da portare con sé», ha detto l’autore, Moreno Moraldi, soffermandosi, tra l’altro, sull’importanza della qualità delle varietà da impiantare, la gestione ottimale del noccioleto e la rapidità della raccolta dei frutti.

Approfondimento Nella pubblicazione, aperta dall’introduzione dell’assessore regionale Morroni, si esaminano innanzitutto gli aspetti vivaistici del nocciolo da frutto, a cominciare dalle cultivar più diffuse in Italia, fra cui la Tonda Francescana, varietà brevettata ottenuta dall’Università degli Studi di Perugia che si caratterizza per buon gusto e aroma dei frutti e per una produzione ben più abbondante rispetto ad altre varietà presenti sul mercato. Moraldi guida i futuri produttori di nocciolo in ogni fase, dagli interventi preparatori, alla piantagione del noccioleto fino alla sua gestione, alla raccolta e conservazione dei frutti e ai loro diversi sbocchi commerciali, dal consumo in tavola per una sana alimentazione fino all’impiego industriale nelle forme di nocciole tostate, granella, creme e altro ancora. Importanti anche i sottoprodotti, a partire dai gusci, «non più considerati uno scarto, ma una vera risorsa» per la produzione di energia da impiegare sia per le lavorazioni sia per il riscaldamento dei locali aziendali. «Dalla filiera del nocciolo – sottolinea Moraldi nel manuale – non si scarta niente». ‘Il Nocciolo’ sarà a breve disponibile online sul portale www.umbriagricoltura.it; lo stesso “format” verrà impiegato per successive pubblicazioni dedicate alle colture di maggiore interesse per l’agricoltura umbra.

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