venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:37

Tommaso Vicarelli e gli algoritmi. Il premier Conte: «Me lo porto a Palazzo Chigi»

Apprezzata la start-up di un giovanissimo inventer di Perugia per capire in tempo reale se un edificio è in buone condizioni o no

Tommaso Vicarelli

«Tommaso? Me lo porto a Palazzo Chigi…». Così il premier Giuseppe Conte, a Bisceglie, dal palco di Digithon, dopo avere ascoltato la descrizione dell’idea di start-up di un giovanissimo inventer di Perugia, Tommaso Vicarelli, la ‘Secure Shelter’ per il monitoraggio statico delle infrastrutture in tempo reale. Tommaso ha spiegato che, un anno e mezzo fa con l’Università di Perugia è stata compiuta l’analisi strutturale di alcuni edifici, agganciando a tale sistema di analisi degli algoritmi utili a capire, in tempo reale, se un edificio è in buone condizioni o no. Il sistema, ha spiegato, si basa su sensori di accelerazione. «Come una corda di chitarra – ha spiegato Vicarelli – quando la struttura non vibra più nello stesso modo vuol dire che si è scordata, e questo è un segnale per riconoscere se una struttura sta bene o no». E’ stato a questo punto che Conte ha invitato il ragazzo a seguirlo a Roma. «Dopo quello che è successo al ponte Morandi di Genova – gli ha detto Conte – stiamo lavorando a un decreto che porteremo in Consiglio la prossima settimana su emergenza, controllo, monitoraggio e ammodernamento delle infrastrutture».

Le vibrazioni Vicarelli è il cofondatore di Secure Shelter, una startup che ha lanciato a Perugia dopo una laurea in Ingegneria informatica insieme ai colleghi di università Gabriele Costante, Gabriele Mawi, Francesco Zuccaccia, Daniela Mogini, Andrea Tomarelli. A Bisceglie il premier gli ha detto: «Quando ho saputo del ponte di Genova la prima cosa che mi sono chiesto è: come è possibile che oggi non sappiamo con un click lo stato delle infrastrutture?». Questo ‘click’ lo ha prototipato proprio l’azienda di Vicarelli: «Un anno e mezzo fa abbiamo elaborato un sistema che attraverso dei sensori permette di capire le vibrazioni di una struttura, come quelle di una corda di chitarra – ha spiegato -. Quando questi sensori percepiscono le che spettro di frequenza delle onde sonore è cambiato, vuol dire che qualcosa nell’edificio o nell’infrastruttura non va, proprio come si scorda una chitarra». Un campanello d’allarme che si attiva dopo che questi dati vengono «dati in pasto» a una serie di algoritmi di proprietà dalla società che in tempo reale avvisano del problema «chiunque decida di adottare questa tecnologia». Chi? «Penso alla Protezione civile, per esempio. La tecnologia aiuta a prevenire questi problemi, ma la soluzione deve arrivare da una scelta politica, nel caso del patrimonio pubblico, o privata per il patrimonio immobiliare delle aziende».

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