domenica 23 febbraio - Aggiornato alle 02:44

Tk-Ast, vertice a palazzo Chigi negato ai sindacati. Fiom Cgil: «Decisione inaccettabile»

Tk-Ast (Foto U24)

di M. To.

Il 4 giugno prossimo, a palazzo Chigi, si parlerà del futuro della Tk-Ast. L’annuncio lo ha dato il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Graziano Del Rio. Ma i sindacati rischiano di rimanere fuori dalla porta.

Il vertice Al vertice, infatti, sono stati invitati a partecipare il sindaco e il presidente della Provincia di Terni, la presidente della Regione dell’Umbria, l’amministratore delegato di ThyssenKrupp Heinrich Hiesinger eil ministro per lo sviluppo Economico Federica Guidi. Loro, i sindacati, no.

L’attacco Claudio Cipolla, il segretario ternano della Fiom Cgil, non ci va leggero: «Riteniamo inaccettabile che le organizzazioni sindacali, e quindi i lavoratori, siano escluse dai confronti con la multinazionale, come quello in programma il  4 giugno, in quanto si sta parlando del loro futuro e del futuro di una intera città». Secondo lui, addirittura, l’incontro è addirittura «lesivo per quanto costruito fino ad oggi e per il profilo unitario da noi costruito con le istituzioni locali e il governo nazionale».

I timori Quello che il sindacato teme, sembra di capire, è che di siano aspetti poco chiari nella vicenda, visto che Cipolla insiste: «Come Fiom Cgil di Terni, con l’auspicio che tutto vada nel verso giusto, non accetteremo di essere coinvolti solo e soltanto quando le questioni diventeranno spinose e sarà richiesto alle organizzazioni sindacali tutte di gestire fasi delicate che richiederanno ulteriori sacrifici».

Le difficoltà Troppe, infatti, «continuano ad essere le criticità rispetto alla strategia industriale che alimentano tutte le nostre preoccupazioni e che lasciano presagire un silenzioso indebolimento del sito produttivo ternano. Troppe sono le incoerenze gestionali registrate e i silenzi delle associazioni datoriali in questi mesi, silenzi che non aiutano a fare squadra e ad intervenire come comunità umbra in difesa del nostro tessuto industriale».

Le richieste Secondo Cipolla è urgente che si faccia chiarezza: «Bisogna difendere e mantenere il ruolo autonomo e strategico delle società controllate come Aspasiel – Tubificio – Società delle Fucine. E’ necessario confermare i volumi produttivi e concretizzare gli investimenti garantendo le diverse articolazioni produttive ivi compreso gli acciai speciali al titanio. Serve un piano di investimenti che potenzi le produzioni ternane e difenda il lavoro e l’occupazione di tutti compreso le ditte in appalto».

 

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