martedì 16 luglio - Aggiornato alle 10:35

Tk-Ast, linea 6 in azione ma appalto scorie resta al palo per nodi tecnici

Stop del reparto Acc. Area a freddo, si torna alla gestione unica di pronto intervento sui due impianti: le Rsu non sono d’accordo

Tk-Ast (foto Marta Rosati)

di Mar. Ros.

Con la chiusura dell’anno siderurgico in corso, e quindi dei bilanci, l’acciaieria Thyssenkrupp di Terni si ritrova a fare i conti con l’insaturazione degli impianti nel reparto Acc dell’area a caldo, che anche in settembre (come di consueto) sconta uno stop prolungato. Per questo mese la fermata di una delle due linee dei forni è di due settimane, ma agli addetti è stato comunque concesso di recarsi al lavoro per i corsi di formazione e in qualche caso fare ordine e pulizia. Ciò significa che lo scarico produttivo, non avrà conseguenze sui corrispettivi salariali. Fonti interne spiegano che nonostante la criticità della fermata, il fatto che siano buoni i livelli di fucinati è da considerarsi positivo.

Thyssenkrupp-Acciai speciali Terni Nulla di nuovo per il reparto ‘Acciaieria’ e, va segnalato, non ci sono novità neppure sull’affidamento dell’appalto scorie. Della trasformazione e della commercializzazione degli scarti siderurgici, come noto, si occuperà la Harsco oppure la sua concorrente finlandese Tapojärvi ma, nonostante ogni qual volta interpellato  l’amministratore delegato di Ast Massimiliano Burelli dica che l’esito della gara internazionale è in dirittura d’arrivo, quell’appalto resta appeso ai tecnicismi. Di scadenze ne sono state annunciate tante e, stando alle ultime indiscrezioni sul caso, l’azienda avrebbe richiesto delle specifiche ulteriori a entrambi i gruppi concorrenti. Acciai speciali Terni, cioè, vorrebbe accertarsi che il prodotto a fine processo di lavorazione scorie abbia mercato. La stessa Ast, per mettere il vincitore della gara nelle condizioni di operare sulla discarica, dovrà far fronte a importanti investimenti, presumibilmente diverse centinaia di migliaia di euro se non addirittura il milione, ma almeno per il momento la cifrà è tabù. Da quanto si apprende, però, il prolungarsi dei tempi non sarebbe in alcun modo legato a questioni economiche. Quanto alla potenziale commercializzazione del prodotto, è un aspetto che in soldoni riguarda esclusivamente il player aggiudicatario ma evidentemente la stazione appaltante ci tiene a individuare quella che una certa Lucia Morselli, l’ex ad, chiamava «la soluzione migliore del pianeta».

L’acciaieria di viale Brin Se però da un lato l’azienda sta coi freni tirati per l’affidamento di questo appalto, dall’altro silenziosamente avrebbe avviato la cosiddetta Linea 6, proveniente da Torino, per ricottura e decapaggio di nastri laminati a freddo. La prima prova completa di trattamento su quella linea risale al maggio scorso e in base a quanto risulta, dopo quel test andato a buon fine e tutti i collaudi del caso, la torinese sarebbe in funzione a pieno regime grazie alle «circa quaranta assunzioni dedicate (dieci per ogni turno) effettuate da Ast nel corso dell’anno» come dichiarato dal numero uno Burelli. Nel frattempo piccole grane interne all’area a freddo, per la gestione delle manutenzioni sui due impianti gemelli ma distaccati Pix1 e Pix 2. L’azienda ha comunicato all’esecutivo di fabbrica la volontà immediata di tornare (come era in fase pre sperimentale) alla figura di un unico capo turno per il pronto intervento. Le Rsu hanno palesato le loro perplessità e richiesto all’azienda «una soluzione definitiva, vale a dire la nomina di cinque nuovi capi turno di pronto intervento a Pix2 per equilibrare le aree, oppure aggiungere 4 categorie speciali sul pronto intervento di Pix1».

@martarosati28

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