martedì 20 ottobre - Aggiornato alle 22:52

Tk-Ast, le paure dopo la ‘festa di compleanno’: «Nuova organizzazione diversa dal previsto»

La Tk-Ast di Terni (Foto U24)

di M. To.

La lettera non è piaciuta. E il giorno dopo la ‘festa di compleanno’ delle acciaierie, con tanto di visita del presidente del senato, Pietro Grasso, la Fiom Cgil di Terni pone sul tappeto la questione. Che intenzioni ha, davvero, ThyssenKrupp?

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La lettera Nei giorni scorsi, a tutti i dipendenti ternani, è stata recapitata una missiva, firmata dai quattro membri dell’executive board di ThissenKrupp, nella quale si dava la notizia dell’acquisizione «di Ast, del service center Terninox, del gruppo Vdm e degli altri service center europei Willich (Germania), Tours (Francia), Barcellona (Spagna) e Gebze (Turchia)». Il tutto inserito «nella Business area materials services».

I timori Nel leggere la lettera, però, i timori già presenti sono aumentati: «Vogliamo – scrivono i membri del board – essere sinceri: per ThyssenKrupp questa operazione non è una decisione strategica, ma un passo tatticamente necessario e corretto. Inoltre è una decisione responsabile che soddisfa in un buon modo gli interessi e le richieste delle aziende interessate e soprattutto anche dei dipendenti. Di ciò siamo convinti».

I mercati Alla ThyssenKrupp, spiegano, «sappiamo naturalmente come funzionano le attività dell’acciaio inox. In particolare per quanto riguarda Ast siamo ben consapevoli del fatto che dobbiamo garantire un rapido accesso ad un mercato fuori dall’Italia. In passato, Ast ha operato solo sul mercato italiano. Noi siamo quindi ben determinati a produrre un’adeguata competitività. Inoltre, a questo dovranno contribuire in misura considerevole le organizzazioni di vendita della nostra Business area materials services, attraverso la quale noi vendiamo attualmente in tutto il mondo oltre 300mila tonnellate di prodotti piatti di acciaio inossidabile all’anno».

L’organizzazione Quando spiegano la nuova organizzazione, però, i membri del board lasciano intendere che ci potrebbero essere delle sorprese: «per le attività dell’acciaio inox di Ast, faremo leva sulla nostra organizzazione mondiale di vendita e assistenza. A questo scopo abbiamo creato la nuova Business unit special materials», divisa in tre unità operativa: «Vdm; Ast, ma senza Terninox; Sc-Distibution stainless, con Terninox e la nuova società di vendita ThyssenKrupp stainless». Mentre «per la distribuzione globale delle nostre attività dell’acciaio inox, nel quartier generale della nostra Business area materials services, abbiamo creato inoltre la nuova area funzionale Coordination stainless flat» e i centri di servizio «saranno assegnati a livello regionale».

Poca chiarezza Un puzzle dalla difficile interpretazione e ne sono consapevoli anche loro, visto che nella lettera chiedono «comprensione se non possiamo ancora entrare nei dettagli in questo momento. Dobbiamo valutare in che misura possiamo posizionare nella concorrenza Ast, scorporata da Outokumpu, in una situazione di mercato difficile. Vdm opera in mercati diversi da Ast e ha un modello aziendale completamente diverso. Anche alla domanda frequente sull’eventuale opzione di vendita si può rispondere solo più tardi. Insieme al management locale elaboreremo una strategia e nei prossimi mesi effettueremo un inventario. Da qui svilupperemo poi il business plan finale che sarà completato probabilmente nell’estate del 2014».

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La Fiom La reazione  del sindacato è carica di preoccupazione: «Abbiamo qualche perplessità rispetto ai contenuti della lettera, sulla modalità di gestione operativa di Ast, dai quali si evince che Tk-Ag non ha proceduto a compiere solo delle operazioni di collocazione di Ast all’interno del gruppo». Le modifiche organizzative effettuate sono giudicate «preoccupanti, in relazione ad Ast, a Vdm, ai centri di servizio e alla rete commerciale e di vendita, che evidenziano una modalità operativa di Ast diversa rispetto a quanto conosciuto fino ad oggi».

«Silenzio assordante» La Fiom Cgil, poi, parla del «silenzio assordante, da parte di tutti, rispetto ai contenuti della lettera inviata ai dipendenti che, a nostro avviso, non chiarisce la definitiva missione industriale di Ast e dalla quale non si evince la difesa della strategicità del sito ternano», ma definisce anche «inquietante l’atteggiamento di Confindustria di Terni che, ancora silente sulla vicenda Ast ha però pubblicamente affermato che Terni deve abbandonare la sua idea di città industriale».

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