mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 08:47

Thyssenkrupp-Tata, sciopero a Bochum: migliaia di operai sfilano in strada

Fusione d’acciaio costa 4 mila posti di lavoro. Terni chiama Mise per tavolo di confronto col gruppo tedesco, Ast verso il turnover

di Mar. Ros.

I piani di fusione di Thyssenkrupp con Tata, hanno spinto migliaia di dipendenti del gruppo tedesco in strada, a Bochum. Secondo quanto riportano alcuni siti locali d’informazione, circa 4 mila manifestanti hanno marciato venerdì mattina in città dalle porte della fabbrica. Quella cifra coincide con le unità di personale che la joint venture sarebbe destinata a tagliare (in rapporto 50 e 50). Il sindacato tedesco IG Metall ha risposto con uno sciopero, incassando la solidarietà della Fiom Cgil nazionale.

Thyssenkrupp La situazione che vivono gli operai siderurgici in Germania, sta mettendo inevitabilmente in agitazione quelli della Tk-Ast di Terni. Nonostante le rassicurazioni giunte dalla direzione aziendale di viale Brin subito dopo la firma del memorandum tra i due colossi dell’acciaio, sindacati, politica e istituzioni continuano ad insistere per un confronto diretto con Thyssenkrupp e non a caso la governatrice umbra Catiuscia Marini e il sindaco Di Girolamo hanno richiesto al ministero dello Sviluppo economico di convocare un tavolo utile a chiarire le reali strategie della casa madre per il futuro dell’acciaieria ternana. «Le istituzioni rincorrono gli eventi senza saperli gestire – commenta Marco Cecconi capogruppo Fd’I-An a Palazzo Spada -. Inseguono le emergenze, anziché programmare, si comportano come se si fosse ‘di lotta’  quando invece si è ‘di governo’».

Lucia Morselli «Se il polo siderurgico ternano è rimasti fuori dalla partita e se è vero che Tk ha intenzione di uscire gradualmente dalla produzione di acciaio, il futuro di Ast sarà quello di essere ulteriormente ridotta nelle sue capacità produttive (spegnimento parziale o totale dell’area a caldo) e di essere messa sul mercato come un grande centro servizi». Questa la lettura dell’Unione sindacale di base. Quanto alle notizie trapelate su un possibile coinvolgimento di Lucia Morselli nella joint venture, è assai difficile che questo possa accadere perché risulta che i rapporti tra Thyssen e l’ex ad di Ast siano tutt’altro che buoni. Anzi, da indiscrezioni, risulta che il gruppo tedesco non le rinnovò il contratto perché era già in rotta con il board.

Acciai speciali Terni Nel frattempo l’azienda ternana, come noto, è impegnata su più fronti; tra questi,  oltre alle valutazioni tecniche per giungere all’aggiudicazione del cosiddetto appalto scorie, c’è la pianificazione del turnover annunciato ai sindacati e ribadito ad agosto dall’amministratore delegato, Massimiliano Burelli, in un’intervista televisiva. A fronte dei 44 impiegati che Ast metterà alla porta, non senza un incentivo economico all’uscita (da quantificare), saranno cioè assunti altrettanti dipendenti. Mentre insomma la casa madre stringe patti d’acciaio, all’interno del sito di viale Brin si continua a lavorare come sempre, fermata del reparto Acciaieria compresa.

@martarosati28

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