sabato 20 luglio - Aggiornato alle 18:39

Patto d’acciaio tra Thyssenkrupp e Tata. Nasce colosso della siderurgia europea

Joint venture da mezzo miliardo all’anno: sede in Olanda, gigante secondo solo ad ArcelorMittal. Ast non coinvolta

di Mar. Ros.

Lo riportano i siti di settore e pure il Financial Times, e del resto lo aveva pure anticipato Umbria 24; ora è ufficiale: Thyssenkrupp e Tata Steel hanno siglato un accordo di principio per combinare le loro attività nell’acciaio in Europa in una joint venture.

Thyssenkrupp Tata Dopo mesi e mesi di indiscrezioni, frenate, nuove date e poche conferme, soprattutto dai vertici di Acciai speciali Terni, ecco che Tata Steel e Thyssenkrupp firmano un memorandum di intesa, volto a creare un’azienda europea leader nel settore dell’acciaio. Si tratterebbe di una fusione paritetica (fifty-fifty per dirla in inglese), che avrebbe semplicemente il nome di Thyssenkrupp Tata Steel, con sede legale ad Amsterdam, in Olanda. È lì che sorgerà il quartier generale del nuovo colosso, nato con l’ambizione di primeggiare nel Vecchio Continente e sulla carta secondo solo ad ArcelorMittal.

La joint venture Thyssenkrupp ha sottolineato che la combinazione degli asset assicurerebbe sinergie su base annua comprese tra 400 e 600 milioni di euro, mentre sul fronte occupazionale l’operazione costerà fino a 4.000 posti di lavoro; per la metà si tratterebbe di amministrativi, mentre il restante 50% di esuberi sono ricompresi nel comparto produttivo. Thyssenkrupp, dopo la firma dell’accordo di principio, starebbe cercando un incontro urgente con Tata per comprendere appieno le loro intenzioni per il Regno Unito nel contesto della joint venture.

AST NON COINVOLTA

Lunga due diligence Le trattative sono durate almeno un anno. Quasi 7.000 persone sono impiegate dagli indiani Tata Steel in tutto il Galles, tra cui più di 4.000 in Port Talbot; le radici di Krupp sono in Germania e risalgono a più di 200 anni fa e Thyssen è stato formato negli anni 1870. Le due società siderurgiche si sono fuse nel ’99. Il gruppo impiega 155.000 persone in 80 paesi in tutto il mondo compresa l’Italia e Terni. La divisione europea dell’acciaio – come riporta la Bbc – ha 27.000 lavoratori che producono 13 milioni di tonnellate di acciaio grezzo all’anno.

Quartier generale in Olanda La nuova società avrebbe vendite pro-forma di circa 15 miliardi di euro, circa 21 milioni di tonnellate di spedizioni in acciaio ogni anno e circa 48.000 dipendenti in 34 siti. «Attraverso questa joint venture – ha commentato l’amministratore delegato di thyssenkruup AG Heinrich Hiesinger – vogliamo offrire alle attività europee nel settore dell’acciaio di Thyssenkrupp e Tata un futuro duraturo. Abbiamo deciso di affrontare le sfide strutturali dell’industria siderurgica europea, attraverso la creazione di un player forte».

Acciai speciali Terni Cosa cambia a questo punto per il sito di viale Brin? L’argomento non è affatto secondario, perché se da un lato questa joint venture potrebbe non riguardare lo stabilimento di Terni, dall’altro i sindacati già nei mesi passati avevano messo in guardia: «Dai futuri assetti societari e conseguenti piani industriali dipende il destino dell’acciaieria di Terni». Stando alle dichiarazioni ufficiali dell’amministratore delegato di Ast nonché Ceo di Thyssenkrupp Italia, Massimiliano Burelli, il patto tra i due gruppi riguarderebbe solo l’acciaio al carbonio ma tra gli addetti ai lavori aleggia sempre qualche spettro. La direzione aziendale di viale Brin però è tornata a ribadirlo: «Le attività di Material Services, tra cui Acciai speciali Terni, non sono interessate alla joint venture»

@martarosati28

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.