di M. R.
Come quando annunciò la volontà Thyssenkrupp di vendere Ast, oggi la notizia della sua fuoriuscita dal gruppo tedesco rimbalza tra i siti online della stampa internazionale: l’amministratore delegato Heinrich Hiesinger, chiusa la partita con Tata (anche se manca l’ok dell’antitrust) ha scelto di fare un passo indietro: «Cari colleghi – si legge nella lettera che circola sul web – oggi ho chiesto al Comitato esecutivo e personale del Consiglio di sorveglianza per i colloqui, di trovare un accordo reciproco per porre fine al mio mandato di Ceo della Thyssenkrupp Ag. Questa decisione non è stata facile per me, anzi».
Vendita Ast sotto nuova guida Thyssen Per molti un fine percorso annunciato ma considerato forse prematuro l’addio del numero uno, quasi un volersi fare da parte prima che le cose possano prendere una brutta piega; del resto, come dire, Terni visti i precedenti con Outokumpu sa bene che su certe operazioni la parola dell’antitrust conta. Ma magari invece poi con gli indiani andrà tutto bene, sarà solo il tempo a dirlo. Intanto il Ceo lascia dicendo che è il momento di aprire una discussione sul futuro di Thyssenkrupp.
L’addio del Ceo Nella lettera Hiesinger non fornisce specifiche motivazioni della sua scelta, piuttosto si concentra su quella che è stata la sua esperienza e sull’eredità che lascia al suo successore. «Il forte sostegno dei nostri azionisti e del Supervisory board – scrive – è stato la base per il successo; l’intesa tra l’Executive board, il Supervisory board e gli azionisti è stata per me un requisito fondamentale per guidare con successo Thyssenkrupp che oggi è un’azienda completamente diversa per cultura, valori e prestazioni. E tutti voi, tutti noi, possiamo essere orgogliosi di questo». Qualcosa, nelle sinergie di cui parla Hiesinger come chiavi del successo, sembra essere venuto a mancare ma non ne fa parola.
I processi di trasformazione «Abbiamo ceduto aziende con un fatturato totale di oltre 10 miliardi di euro. Mettiamo fine alla nostra avventura in Brasile, che costa all’azienda più di 8 miliardi di euro. E abbiamo raggiunto un aumento di sei volte del nostro Ebit negli ultimi anni. La joint venture delle nostre attività siderurgiche con Tata è il prossimo passo significativo per trasformare Thyssenkrupp in una forte azienda industriale». Quello ancora successivo, è noto consisterà nella vendita di Acciai speciali Terni e all’atto dell’operazione, probabilmente, Heisinger non ci sarà già più. Già venerdì il consiglio di sorveglianza del gruppo tedesco dovrebbe discutere dello scioglimento del suo mandato.
@martarosati28
