martedì 29 settembre - Aggiornato alle 21:42

Thyssenkrupp avanti con Merz: siderurgia, -3 mila posti di lavoro nei prossimi sei anni

Ceo confermata fino al 2023: tagli e ‘pacchetto crisi Coronavirus’ per tutti i siti tedeschi. Da riduzione costi, investimenti nell’acciaio

 

foto archivio

Thyssenkrupp, che ha confermato al vertice l’ingegnere 57enne Martina Merz fino al 2023, ha raggiunto un accordo salariale collettivo con il sindacato IG Metall che prevede il taglio di migliaia di posti di lavoro nella sua divisione siderurgica e la creazione di un ‘pacchetto crisi Coronavirus’.

Thyssenkrupp A riportare la notizia, oltre ad alcune agenzie di stampa è Il Sole 24Ore. Secondo quanto si apprende, la società avrebbe previsto, per le fabbriche tedesche, la riduzione di circa 3 mila posti di lavoro entro il 2026, di cui mille nell’amministrazione; nonché la chiusura di alcuni siti in Germania. Nelle strategie del gruppo,  questo consentirebbe una riduzione dei costi finalizzata a grandi investimenti proprio nel settore siderurgico. Nello stesso accordo, Thyssenkrupp ha inoltre previsto adeguamenti della produzione e del lavoro a causa di un calo delle richieste dei clienti e un deterioramento della situazione ordini per effetto del Coronavirus.

Acciaieria di Terni Nelle notizie riportate, nessun riferimento all’acciaieria di Terni, che una ristrutturazione profonda l’ha già subita ai tempi di Lucia Morselli e che, appena un anno e mezzo fa, è stata dichiarata addirittura core business del gruppo. Salvo sorprese dunque, se era tra le principali attività di Thyssen allora, dovrebbe esserlo a maggior ragione oggi, dopo la cessione di Elevator (sempre antitrust permettendo). Un segnale più chiaro in questo senso si avrà probabilmente solo al termine dell’emergenza Coronavirus e quindi alla ripresa delle attività di Ast sotto il controllo della direzione di viale Brin. Per il momento lo sforzo dei vertici è concentrato sul confronto coi sindacati per la gestione dello stop: dopo un lungo braccio di ferro con i rappresentanti territoriali delle Tute blu, Acciai speciali Terni ha stabilito infatti di fermare gli impianti fino al 3 aprile, nonostante avesse anche dotato le portinerie di termoscanner. «L’assoluta rilevanza strategica delle Acciaierie di Terni nell’economia nazionale – ha detto l’amministratore delegato Burelli – avrebbe anzi permesso ad Ast di continuare la propria attività».

 

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