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giovedì 19 maggio - Aggiornato alle 07:58

Terremoto, economia Umbria in ginocchio: «Sì a danno indiretto proposto da Marini»

Le associazioni di categoria di commercio, turismo e servizi chiedono un intervento urgente. Commissione regionale: «Riflessione su una legge per il rilancio»

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Piazza San Benedetto dopo il terremoto (foto Fabrizi)

Il coro è unanime e si unisce alla richiesta formulata pochi giorni fa dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, sulle colonne di Umbria24: «Le conseguenze degli ultimi eventi sismici sono state catastrofiche per commercio, turismo e servizi. Per questo chiediamo il riconoscimento del danno indiretto come fu predisposto dopo il sisma del 1997. Sono necessarie azioni di comunicazione e promozione per ricollocare nuovamente l’Umbria come destinazione turistica. Auspicabile la messa a punto di una cabina di regia per gestire la situazione». Le associazioni di categoria hanno espresso questa posizione nel corso dell’audizione davanti alla Seconda commissione del consiglio regionale. Sottolineata la necessità di azioni di comunicazione e promozione per ricollocare nuovamente l’Umbria come destinazione turistica. La richiesta è stata condivisa dalla stessa Commissione, con il presidente Brega che, in conclusione dell’incontro, ha assicurato il «massimo sforzo» per valutare ed approfondire tutte le proposte emerse: «Lo faremo – ha detto – in completa sinergia e collaborazione con la Giunta regionale. Dobbiamo puntare ad avere una legge speciale per far ripartire l’Umbria dal punto di vista turistico, motore insostituibile dell’economia regionale».

Giorgio Mencaroni (presidente Confcommercio Umbria) «In tempi non sospetti, Confcommercio e Federalberghi hanno presentato documenti alla Regione per far presente che la ripartenza, dopo gli ultimi eventi sismici, sarà molto più difficile e complessa di quella del 1997. In primo luogo perché allora non c’erano i social media diffusi, oggi presenti e pregnanti, che portano ad una psicosi che riguarda soggetti privati, ma anche organizzati come bus operator, tour operator o altro nello scegliere la nostra regione. Vengono lanciate notizie allarmistiche che riguardano ormai l’Umbria nella sua interezza. Oggi, come fece nel 1998 la Regione prenda a cuore la situazione riconoscendo il danno indiretto per il commercio, il turismo ed i servizi. Il sisma di ottobre è stato devastante, portando all’azzeramento delle prenotazioni sul territorio per tutto il periodo natalizio. Molti sono gli alberghi chiusi a causa dell’impossibilità per gli imprenditori di sopportare i costi. Un dato che deve far riflettere è anche il meno 30-40 per cento registrato dai distributori di carburante. Alla luce di un Pil procapite in calo, il turismo può rappresentare una valvola importante che merita la massima attenzione ed un lavoro unitario. È importante parlare dei danni indiretti come ha già fatto la presidente Marini e su questo vanno tracciate linee comuni. Sono necessarie azioni di comunicazione per far apparire nuovamente l’Umbria come destinazione. E questo stiamo già facendo come gruppo di albergatori. In Umbria vanno riportati grandi eventi. Bisogna informare il mondo dell’impresa che per la convegnistica l’Umbria non è tutta terremotata. Stiamo attualmente analizzando il danno indiretto rispetto al settore ricettivo. Il riconoscimento dei danni indiretti deve rappresentare un obiettivo preciso. Non vogliamo vivere di assistenzialismo, ma tutto questo serve per poter continuare a lavorare mantenendo in piedi le strutture ed i livelli occupazionali».

Daniele Stellati (Confcommercio) «La Regione, in fatto di comunicazione, deve fare la sua parte. Sono troppi i danni di immagine causati dai mass media. È necessario definire in maniera circostanziata i danni e non creare ulteriore allarmismo. Servirebbe una cabina di regia per gestire la situazione».

Rolando Fioriti (Federalberghi) «Un elemento trasversale nel testo è rappresentato dal tema dell’abusivismo e del sommerso nel turismo. Ci sono ormai ovunque realtà, anche numericamente importanti, che non riescono ad essere definite e quindi censite. Da un nostro studio emerge una fotografia preoccupante: in Umbria sono oltre 15mila i posti letto non censiti. Spesso, sotto un unico marchio se ne nascondono in centinaia. Il testo di legge prova timidamente a far emergere questa realtà, ma mancano ancora le condizioni per definire in modo preciso alcune tipologie”».

Francesco Fiorelli (Unpli Umbria) «Le Pro loco sono strutture diffuse soprattutto nei piccoli centri, per questo vanno aiutate perché diventano importantissime nella vita del turismo. Le Pro loco avrebbero bisogno di affidamenti diretti per garantire una maggiore attività. Auspichiamo la previsione della nostra presenza nei tavoli dove siedono grandi strutture».

Claudio Baldoni (Faita campeggi) «Lo scorso 24 agosto i campeggi dell’Umbria erano al massimo. Il giorno dopo il 40 per cento era registrato in partenza. Oggi i maggiori tour operator olandesi e tedeschi, che solitamente prenotavano sin da gennaio, non lo fanno e chiedono degli effetti del terremoto. Vista la crisi prevista, siamo particolarmente preoccupati per gli adempimenti che siamo chiamati a rispettare. Non abbiamo la possibilità di far fronte agli adeguamenti strutturali».

Ignazio Campoccia (Ass.ne reg.le direttori albergo) «Pieno accordo sulla regolamentazione dei flussi turistici poco censiti, ma stesso sguardo serve per gli agriturismi. È necessario abbreviare i tempi per il riconoscimento dei danni indiretti. La legge in esame non prevede la figura del direttore di albergo, ma in una struttura alberghiera è invece necessario individuare un profilo di competenza legato alla categoria della struttura».

Interventi commissari Per Claudio Ricci «bisogna investire molto sulla comunicazione attraverso le reti commerciali tradizionali, innovative ed online. Sarebbe auspicabile mettere in atto azioni forti con Google Italia. Come evidenziai già in Aula, a ridosso dell’ultimo sisma, i danni strutturali causati dal terremoto in tutto il cratere del centro Italia si aggirano sui 15-20 miliardi di euro e secondo le prime stime a questo si arriverà. Tutti noi dovremo essere uniti affinché le risorse ci siano realmente». Andrea Liberati (M5s) teme che «non ci sia consapevolezza pubblica e politico-amministrativa rispetto al fatto epocale in corso, che impone un preciso cambio di modello. Il testo unico in questione, animato in altre circostanze, oggi è come svuotare il mare con un secchiello. La situazione attuale impone una riflessione più ampia. Evocare semplicemente strategie di marketing alla luce degli eventi non ci aiuta, deve essere visto come un approccio strutturale». Per Giacomo Leonelli (Pd) «alcuni elementi emersi sono condivisibili e possono portare ad un lavoro che, come proposto dal presidente Brega, ha bisogno di approfondimenti. A differenza delle Marche, dove la parte costiera non avrà ricadute turistiche negative, in Umbria abbiamo il problema legato alle dimensioni della provincia, per cui è difficile frenare una comunicazione come quella messa in atto». Infine, secondo Andrea Smacchi (Pd) «le problematiche del Testo unico sul turismo e quelle legate al sisma non possono andare insieme perché, in primo luogo, non sappiamo se lo sciame sismico sia terminato. Diventa quindi complicato, come ha fatto l’assessorato, prendere in esame misure nel breve periodo, quando ci sono altre scosse che di fatto logorano quelle stesse misure di promozione che durante il periodo natalizio, con risorse economiche importanti, sono state impostate. Come ha già rimarcato Liberati, il nostro futuro potrà esclusivamente essere un nuovo modello di ricostruzione».

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