venerdì 20 ottobre - Aggiornato alle 03:22

Terremoto, allarme agricoltura e turismo. Martina: «Pronti 340 milioni». Cia: «Danni gravi a 43 allevamenti»

Il ministro a Norcia illustra il decreto per le attività agricole. Cecchini: «Procedure giuste per emergenza». Federalberghi: «No tax area in Umbria»

Martina a Norcia

di Iv. Por.

«Per il piano di rilancio del settore agricolo e agroalimentare delle zone colpite dal sisma abbiamo previsto un rafforzamento delle risorse da 221 a 340 milioni di euro». Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, durante la sua visita a Norcia cerca di portare qualche parola di conforto in una situazione veramente drammatica per l’economia, non solo agricola della zona. Parlando del decreto approvato da Consiglio dei ministri, Martina ha sottolineato lo «stanziamento di fondi per gli allevatori colpiti pari a 11 milioni. Prevediamo – ha aggiunto – un aiuto a capo bovino di circa 400 euro, che ad esempio porterebbe circa 8 mila euro a un’azienda media da 20 animali. Ci saranno aiuti mirati anche per ovini e suini. Ora serve concentrarsi per superare la fase di stretta emergenza».

FOTOGALLERY: MARTNA A NORCIA

La situazione La Regione Umbria fa sapere che nelle zone colpite sono già stati fatti i primi interventi per la messa in sicurezza dei capi di bestiame e in giornata si completeranno le prime rilevazioni sulla situazione delle aziende agricole e zootecniche danneggiate dopo la scossa del 30 ottobre». La Cia (Confederazione italiana agricoltura) traccia un primo parziale bilancio dei danni, per il quale «risultano ad oggi complessivamente 43 allevamenti gravemente danneggiati, di questi 39 con abitazioni anche inagibili, 27 con stalle e depositi crollati o lesionati. Nel dettaglio: a Cascia 5 allevamenti, 2 a Monteleone di Spoleto, 35 a Norcia e uno a Preci».

 

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Castelluccio isolata C’è poi il problema Castelluccio, raggiungibile solo grazie al Soccorso alpino e alla Forestale: garantita la fornitura di alimenti, medicinali e quanto altro necessario per le persone isolate e per gli animali e si è concordato un piano per il trasferimento dei nuclei familiari rimasti isolati e del bestiame. Per gli allevamenti ancora presenti a Castelluccio, si parla complessivamente di 600 pecore, 100 bovini e una quarantina di cavalli. Per le greggi è previsto il rientro in transumanza, con camion scortati da mezzi di soccorso che provvederanno a portare a valle cavalli e bovini.

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Cecchini: «Decreto importante» Martina è stato accompagnato dall’assessore regionale Fernanda Cecchini, che ha elogiato il decreto che «ci consente di intervenire in tempi più rapidi e in maniera efficace, con risorse e procedure semplificate, per superare la grave emergenza di questi ultimi giorni, mettendo al sicuro agricoltori e allevatori e i capi di bestiame rimasti senza un tetto e riprendere al più presto l’attività produttiva». Tra gli interventi urgenti previsti dal decreto c’è, ad esempio, «la semplificazione delle procedure per la fornitura da parte delle Regioni dei servizi essenziali per la continuità produttiva del comparto agricolo e zootecnico che ci consentirà – spiega l’assessore – di incrementare la quantità delle forniture di stalle temporanee e moduli abitativi prevista dalle gare già fatte rispettivamente dalla Regione Lazio e dalla Regione Umbria dopo il sisma del 24 agosto, senza ulteriori gare se non necessarie, in modo da risparmiare tempo prezioso e far arrivare quanto prima sia le strutture per il riparo delle persone sia per il bestiame». Di grande importanza anche «la possibilità da parte dei privati di procedere a piccoli interventi in particolare per la messa in sicurezza del patrimonio zootecnico e la ripresa delle attività».

Turismo: durissimo colpo Ma non è solo l’agricoltura a essere ferita. Federalberghi Umbria della Confcommercio sta effettuando una ricognizione tra tutte le strutture ricettive associate per valutare l’andamento delle prenotazioni nei mesi di novembre e dicembre, e i primi dati che emergono sono piuttosto allarmanti. «Se questi primi dati fossero confermati nei prossimi giorni – commenta Giorgio Mencaroni – si aprirebbero scenari davvero allarmanti, che dobbiamo assolutamente scongiurare. Rivolgiamo perciò un appello agli “amici dell’Umbria”, alla stampa, agli opinion leader, perché tutti insieme si faccia un racconto della nostra regione per quella che realmente è. Nell’immaginario collettivo sembra che tutta l’Umbria sia terremotata, ma questo non è vero. E’ vero, invece, che tutta l’Umbria ora sta soffrendo enormemente, e ci sono imprese che potrebbero non resistere a lungo, se questa situazione dovesse persistere».

No tax area Federalberghi chiede una “No tax area” per le zone più colpite dal terremoto, almeno per i prossimi tre anni. Ed inoltre «il taglio del 50% su imposte, tasse, tributi e contributi – sia nazionali che regionali e comunali – per le imprese del commercio e del turismo di tutta l’Umbria, almeno fino al 31 dicembre del prossimo anno, assieme ad altre misure speciali: sospensione dei pagamenti e dei mutui; cassa integrazione in deroga per tutti, compresi gli stessi imprenditori e i collaboratori familiari; riconoscimento del “danno indiretto” da terremoto, così come avvenuto per il sisma del 1997 in tutta la regione».

Mobilitati anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria hanno riunito le proprie segreterie confederali, regionali e provinciali, per fare il punto sulla gravissima situazione post-terremoto. I sindacati umbri hanno accolto positivamente la convocazione da parte della Regione Umbria di tutti i soggetti economici e sociali del territorio, per valutare insieme quale è lo stato reale della situazione e quali le azioni prioritarie da mettere in campo per fronteggiare l’emergenza. I tre sindacati porteranno all’incontro di mercoledì 9 novembre, alla presenza del ministro Carlo Calenda, le loro proposte per la gestione della fase dell’emergenza, nella quale bisogna cercare di mantenere la popolazione terremotata vicina alle proprie case e attività produttive, e per la fase della ricostruzione, avendo come priorità assoluta il totale rispetto della legalità e mettendo quindi in campo tutti quegli strumenti (ad esempio il Durc con congruità) capaci di contrastare qualsiasi tentativo di speculazione economica. Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria chiederanno intanto nelle prossime ore un incontro ai parlamentari eletti in Umbria, per rappresentare le difficoltà sociali, economiche e produttive derivanti dal sisma, e sollecitare un loro intervento presso il governo al fine di assicurare l’attivazione della cosiddetta “busta pesante” e l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutte le tipologie del lavoro dipendente. Cgil, Cisl e Uil rilanciano infine la raccolta fondi già attivata insieme a Confindustria (un’ora di lavoro per ogni lavoratore dipendente, più l’equivalente da parte dell’impresa) e si impegnano ad estenderla alle altre associazioni di rappresentanza datoriale e al lavoro pubblico.

Camper da aziende a sfollati Ultima nota di solidarietà. Un gruppo di società software Concessionare Zucchetti, hanno dotato in data odierna tramite Ambulife un camper ai terremotati di Norcia. Chi ha partecipato all’acquisto è: Polo Informatico s.r.l. del Gruppo Rastelli& Bizzarri; Afea s.r.l.; Gruppo Errepi; PcSystem s.r.l.; Progress s.r.l.; Terasoft s.r.l.

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